Naro-Canicattì, Giuseppe Lumera muore sulla SS410


Il termine frontale dice come i veicoli si sono incontrati. La corsia occupata prima del contatto appartiene ai rilievi. Ogni giudizio sulla condotta richiede questa separazione.

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La Statale 410 identifica la direttrice

Il riferimento pubblico colloca l’incidente sulla Statale 410 fra Naro e Canicattì, nell’Agrigentino. ANSA e RaiNews coincidono su strada e comuni. La denominazione individua l’asse viario. Non fissa da sola il punto della carreggiata.

Una progressiva chilometrica non è stata resa pubblica. Senza quella misura manca la base per assegnare il luogo a una curva, a un rettilineo o a un innesto. Anche visibilità e stato del fondo rimangono senza un’attribuzione documentata. Nessun ruolo causale viene assegnato alla strada.

Il nome Naro-Canicattì funziona come riferimento geografico. Soccorritori e investigatori lavorano su coordinate più ristrette. Le misure del luogo collegano le posizioni finali con i metri percorsi dopo l’urto.


Anche il limite di velocità appartiene al singolo tratto. La sigla SS410 non basta per attribuire una soglia numerica al luogo della collisione. Nessuna violazione del limite viene associata ai conducenti.

Frontale registra la forma del contatto

La parola frontale sembra contenere l’intera collisione. Nel tracciato ISTAT sugli incidenti con lesioni occupa la voce sulla natura dell’incidente. Le circostanze presunte sono registrate in un campo separato.

LiveSicilia e Newsicilia coincidono sulla qualificazione frontale. La voce non stabilisce quale veicolo abbia oltrepassato la linea mediana. Non stabilisce neppure se una correzione sia iniziata prima del contatto.

Una deviazione laterale e una perdita di controllo lasciano configurazioni diverse. Una reazione evasiva aggiunge altre tracce. Per la collisione del 10 luglio nessuna sequenza precedente è stata resa pubblica.

I nomi dei mezzi non danno una velocità

Fiat Tipo e Renault Kangoo sono le denominazioni commerciali riportate per i due veicoli. La Sicilia e SiciliaTV coincidono su questi mezzi. La Tipo è indicata come automobile. Il Kangoo viene descritto come furgoncino.


Versione, motorizzazione, massa effettiva e carico al momento dell’urto non sono pubblici. Senza tali caratteristiche manca una parte del calcolo cinematico. Il nome sul portellone non traduce la deformazione in chilometri orari.

La deformazione anteriore varia con l’angolo di contatto e con la rigidezza delle strutture. Una fotografia documenta il danno visibile. Distanze, angoli, rotazioni e dispersione dei frammenti richiedono misure sul posto.

La somma dei tachimetri non misura il trauma

In un frontale la velocità relativa con cui i mezzi si avvicinano e la variazione di velocità subita da ciascun veicolo sono grandezze diverse. Le ricerche NHTSA sul delta-v separano questi due valori.

La massa dei mezzi e la deformazione delle strutture incidono sulla decelerazione di ciascun abitacolo. La somma ipotetica dei tachimetri non coincide con la sollecitazione subita dagli occupanti. Per la collisione sulla Statale 410 non sono pubbliche velocità precedenti all’urto o misure di delta-v.

Gli ultimi metri rimangono nelle tracce

Il punto di collisione e la posizione finale sono due luoghi diversi quando i veicoli proseguono dopo il contatto. L’inerzia li sposta. Una rotazione modifica l’orientamento. La rimozione per i soccorsi altera la disposizione visibile se prima non viene fotografata e misurata.


Tracce sull’asfalto, frammenti, deformazioni e orientamento finale vengono raccordati nel verbale. Il materiale pubblico non contiene una planimetria o quote metriche. La corsia occupata dai due mezzi prima dell’urto non si ricava dalle immagini isolate.

Anche una marcatura di frenata richiede una collocazione esatta. Origine, lunghezza, continuità e rapporto col punto d’urto ne modificano il significato. Per Naro e Canicattì nessuna marcatura di questo tipo è stata comunicata.

Il soccorso e i rilievi condividono la carreggiata

Il 118 ha gestito l’assistenza sanitaria. I Vigili del fuoco hanno operato presso i mezzi. I Carabinieri hanno eseguito i rilievi. QdS coincide sulla presenza dei primi due servizi. Repubblica Palermo conferma l’intervento dell’Arma.

All’arrivo, i soccorritori raggiungono le persone coinvolte. Le tracce devono essere fotografate e misurate prima che i mezzi vengano spostati. L’assistenza sanitaria e la conservazione della scena occupano così lo stesso tratto di carreggiata.

Il solo elenco delle squadre presenti non racconta ciò che ciascuna ha dovuto fare. Da quell’elenco non si ricavano tempi di estrazione, trattamenti sanitari o condizioni dei veicoli prima dell’arrivo dei soccorritori.


La presenza dei Vigili del fuoco non certifica da sola un’estrazione dall’abitacolo. I loro compiti comprendono anche la stabilizzazione dei mezzi e la sicurezza dell’area. Nessuna tecnica di liberazione viene attribuita.

Prognosi riservata non è una diagnosi

Il conducente del Kangoo ha 25 anni ed è di Canicattì. È ricoverato con prognosi riservata. Con quella formula i medici lasciano aperta la previsione sull’evoluzione clinica. Da essa non derivano una diagnosi pubblica o una previsione di guarigione.

Prognosi e terapia occupano piani diversi. La prima riguarda l’evoluzione attesa. La seconda appartiene alla sfera sanitaria protetta. Il ricovero non autorizza a qualificare il ferito come fuori pericolo o in pericolo di vita senza un bollettino medico.

La riserva di prognosi non equivale a coma o ricovero in terapia intensiva. Nemmeno il pericolo di vita si deduce dalla sola formula. Diagnosi, trattamento e durata della degenza appartengono alla persona.

La causa non è contenuta nel verbo scontrarsi

Nelle comunicazioni pubbliche non compare una velocità attribuita ai due mezzi. La direzione di marcia non è stata comunicata. La posizione rispetto alla linea mediana rimane senza assegnazione. Anche un’eventuale manovra evasiva è priva di attribuzione.


L’uso del telefono non è stato indicato. Malore e guasto meccanico non compaiono nelle informazioni rese pubbliche. Nemmeno le condizioni del fondo ricevono un ruolo causale. Ogni frase che ne scegliesse uno trasformerebbe un vuoto documentale in un’accusa.

I Carabinieri mettono in relazione punto d’urto, tracce, danni e posizioni finali. Le conclusioni appartengono ai verbali dei rilievi. Le comunicazioni diffuse oggi non assegnano la responsabilità a uno dei conducenti.


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 Junior Cristarella

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