VivaTech, la fiera più importante d’Europa in ambito tecnologico, si è tenuta a Parigi una decina di giorni fa. Al suo interno abbiamo potuto ammirare un interessante ed energetico ecosistema di startup che proponevano innovazione tecnologica su molti temi, tra i quali faceva ovviamente capolino l’AI agentica. Tra queste startup, però, era mischiata anche una serie di realtà già molto ben consolidate sul mercato. In mezzo a queste abbiamo trovato Reply: un’eccellenza italiana che è presente in molti settori nel nostro Paese e anche all’estero. Per capire le motivazioni dietro la presenza di Reply a VivaTech, abbiamo incontrato e intervistato Emmanuelle Payan: Executive Partner di Reply.
Innanzitutto, grazie per averci concesso questa intervista. Per prima cosa, potrebbe presentarsi ai nostri lettori? Qual è il suo ruolo all’interno di Reply e qual è il percorso professionale che l’ha portata a ricoprire la sua attuale posizione?
Mi chiamo Emmanuelle Payan. Sono entrata in Reply cinque mesi fa. Il mio ruolo è quello di Executive Partner, con la responsabilità di espandere Reply in Francia. Per quanto riguarda la mia carriera professionale, ho trascorso parte di essa in società di consulenza e IT come Deloitte o Accenture, ma ho anche seguito progetti più imprenditoriali. Quindici anni fa ho anche creato uno spin-off di Deloitte. Inoltre, ho lavorato per clienti nel settore dei servizi finanziari e sono stata la prima Chief Data Officer del Gruppo Société Générale, in un momento in cui i dati erano già molto importanti, ma l’intelligenza artificiale non era ancora una presenza forte come oggi. Credo che questa esperienza mi abbia dato una profonda comprensione di cosa significhi avere un’infrastruttura dati solida e di quale sia il potere di utilizzare i dati per fare leva sull’AI. Tutto ciò mi consente di avere un’ottima visione di quello che è il mercato IT francese.
Avendo lavorato per diverse aziende di consulenza e IT, ho apprezzato molto il modello di Reply quando mi è stato presentato. È per questo motivo che alla fine ho deciso di entrare in azienda per contribuire alla sua crescita in Francia.

Reply non è certo una startup. Eppure questo evento è incentrato sulle startup. Qual è il vantaggio per un’azienda come la vostra di partecipare a VivaTech?
Direi che ci sono tre benefici principali per Reply. In primo luogo, come ho già spiegato, Reply pensa che, in quanto azienda europea, sia importante per lei essere attiva sul mercato francese. Si tratta di un mercato importante e per noi è essenziale essere presenti laddove si trovano tutti i clienti finali e le startup di Parigi. Il primo vero vantaggio è quindi quello di farci conoscere sul mercato francese.
Il secondo beneficio è legato alla presenza di moltissime startup e clienti che mostrano ciò che stanno realizzando globalmente con la tecnologia, e in particolar modo nel campo dell’intelligenza artificiale. Per tutto il nostro team essere qui è una grande fonte di ispirazione, poiché permette di vedere cosa propongono le startup, cosa cercano i clienti, quali sono le novità e su cosa possiamo riflettere. Anche questo rappresenta un grande obiettivo per noi.
Il terzo obiettivo consiste nel farsi conoscere dai giovani talenti. Come si può notare, la presenza di studenti è altissima e, naturalmente, per eccellere in Reply abbiamo bisogno dei migliori talenti in circolazione. Questo contesto è ideale per farci notare dai professionisti francesi e per individuare persone che sarebbero felici di unirsi a noi e di crescere all’interno del nostro Gruppo. Questo è il terzo elemento che ci spinge a essere presenti a VivaTech.

E per quanto riguarda Reply? Cosa state facendo vedere qui?
Tutto ciò che esponiamo oggi consiste in soluzioni progettuali sviluppate grazie all’intelligenza artificiale, con una forte enfasi sull’AI agentica. Abbiamo deciso di dimostrare come questa tecnologia stia trasformando gran parte delle attività dei nostri clienti.
La prima area espositiva è interamente dedicata all’AI per la customer experience. Qui proponiamo una soluzione per i punti vendita che illustra come sia possibile interagire e provare virtualmente diversi capi d’abbigliamento. Abbiamo poi un’altra applicazione mirata all’uso dell’AI per gli strumenti di marketing. C’è poi un’ulteriore installazione che unisce l’AI ai dati, poiché crediamo di aver bisogno dei dati per sviluppare l’intelligenza artificiale e che al contempo l’AI possa accelerare la conoscenza e l’utilizzo dei dati stessi. Quindi presentiamo due esempi su questo tema. Troviamo poi l’AI applicata al ciclo di vita del software. Come tutti sappiamo, l’AI permette di incrementare la velocità di sviluppo, migliorandone la qualità e accelerando i test. La nostra soluzione si chiama Silicon Turing. L’ultima area riguarda l’AI per l’industria, dove mostriamo robot e sistemi di AI applicati alla logistica, evidenziando le potenzialità dell’approccio agentico.
Nel nostro spazio espositivo i clienti possono vedere la nostra piattaforma aziendale agentica. Mostriamo come al nostro interno i professionisti di Reply utilizzano gli LLM per creare agenti destinati sia ai clienti sia all’uso personale quotidiano. L’idea di questo stand è illustrare come internamente stiamo usando l’AI per trasformare il nostro modo di fare business. Questo non solo dal punto di vista concettuale, ma soprattutto per renderlo possibile nel mondo reale.
Cosa pensa che porterete a casa da VivaTech, su cui lavorare nei prossimi 12 mesi?
C’è davvero molto su cui lavorare. Innanzitutto, una parte rilevante dei confronti è legata a clienti attuali, perché in questa fiera accogliamo realtà con cui già collaboriamo e che qui possono osservare concretamente tutto ciò che siamo in grado di fare per loro.
C’è poi un fitto dialogo volto a definire i prossimi passi in merito alle partnership tecnologiche. Per fare un esempio, abbiamo un’offerta denominata SAIL, che sta per Sovereign AI Lab, nell’ambito della quale siamo partner di Mistral AI. Al contempo, stiamo sviluppando collaborazioni sul fronte infrastrutturale; per noi si tratta dell’opportunità ideale per confrontarci con cloud provider sovrani e stringere ulteriori accordi, estendendo potenzialmente la rete a startup e nuove imprese. Infine, spero anche che molte delle persone che abbiamo intervistato qui entrino a far parte dell’azienda.
La redazione ringrazia Emmanuelle Payan per il tempo che è riuscita a dedicare a questa intervista e per averci illustrato come si sta muovendo Reply nel contesto dell’intelligenza artificiale.
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Dario Maggiorini
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