Cosa è stata questa inaugurazione, avvenuta domenica, dell’ingresso lato Triscina del Parco Archeologico di Selinunte? Sicuramente, e prima di tutto, una celebrazione.
Perché è in questi termini ci è stata proposta – alle nove e mezza del mattino, davanti ai cancelli, sotto un sole che faceva girare la testa – dal direttore del Parco Felice Crescente, dal sindaco Lentini e parte dell’entourage, e dai presidenti delle due associazioni che attualmente lavorano per valorizzare la borgata (Demetra ODV e Progetto Triscina).
Ma una celebrazione di cosa, ecco, questo bisognerebbe chiederselo. Forse dell’impegno condiviso; questa è una risposta possibile. D’altronde, nelle settimane che hanno preceduto il fatidico taglio del nastro, i volontari delle associazioni hanno dedicato parte della loro giornata a pulire, diserbare, riattivare una fontana, allestire un punto panoramico… E senza il supporto di nessuno.
«Io penso che Castelvetrano abbia tutte le risorse, nella propria comunità», chiarisce il sindaco. «Risorse per risolvere i problemi, perché evidentemente da sola l’istituzione comunale non può farlo. E allora è necessario che ci sia la partecipazione attiva dei cittadini».
E giustamente, diremmo. Gli esempi più virtuosi di rigenerazione urbana partono sempre da iniziative dal basso. E a volte – come in questo caso – un’amministrazione comunale più di una pacca sulla spalla non può dare. «Scrivevo all’Assessora Ventimiglia anche in piena notte», racconta durante l’evento Ivan Lombardo, presidente dell’Associazione Progetto Triscina. «E lei sempre mi ha risposto: “Adesso tocca voi, fate vivere questo posto”».
Eppure gli applausi e i complimenti sono toccati a tutti.
L’essere, l’avere e il bisogno di credere
«Facevo questa considerazione», spiega il Sindaco al microfono. «Una considerazione che è partita da “Essere e avere”, un libro dello psicologo Erich Fromm. A Castelvetrano prevale l’essere o l’avere? L’avere è di colui che vive le giornate nell’esaltazione del proprio ego. L’essere è di chi, pur valorizzando il proprio io, si impegna nei processi sociali, nello sviluppo, nella visione del futuro. Ebbene, se guardiamo alla realtà di questa comunità, di questi giovani [dell’associazione], allora prevale l’essere».
C’è un altro libro di Erich Fromm che però, a questo punto, merita di essere citato. Il suo titolo è “Il bisogno di credere”. Ecco, a Castelvetrano c’è bisogno di credere.
Non è un caso che l’Assessora Ventimiglia sia stata presentata da Ivan Lombardo come «la guida spirituale di questo evento». Per la riapertura dell’ingresso lato Triscina c’era in effetti bisogno di una guida spirituale, perché questa riapertura è un atto di fede.
E infatti: si può parlare davvero di riapertura? Tutto quello che si sa è che da questo momento in poi sarà possibile partecipare, lì, alla Santa Messa (non a caso), perché l’ingresso ora ospita la chiesa di Triscina. E che si potrà raggiungere la zona archeologica solo in gruppi da venti e solo prenotando per tempo una visita guidata con CoopCulture.
Il resto è avvolto nel mistero, il mistero della fede. Per esempio, la consigliera di opposizione Enza Viola riporta in un post che l’accesso al parco da Triscina avrà un costo di 25 euro, composto da: 10 € di biglietto d’ingresso + 15 € di sovrapprezzo. Al momento, il sito di CoopCulture – che gestisce la biglietteria online – non riporta alcuna tariffa. Quello che sappiamo con certezza è che, però, il biglietto di ingresso ad oggi è di 17 euro e quindi, se davvero un sovrapprezzo è previsto, la cifra salirebbe a 32 euro.
Altro esempio: non si sa ancora quando tornerà di nuovo fruibile alla cittadinanza. Il Sindaco fa sapere che «si sta lavorando alla programmazione di eventi culturali, iniziative di promozione del territorio e attività divulgative», rimanendo sul vago. L’Assessora Ventimiglia si è invece lanciata in un elenco più dettagliato – una vera anteprima – di quello che sarà l’ingresso del Parco. «Ci saranno delle proiezioni, ci saranno delle presentazioni di libri; ci sarà lo yoga al tramonto una volta a settimana».
Ad oggi, però, non c’è nemmeno una biglietteria.
Ma anche l’apparire, e lo scomparire
E non solo una biglietteria. A mancare è persino l’organizzazione. Secondo un comunicato ufficiale pubblicato su un sito della Regione Siciliana, l’ingresso lato Triscina sarebbe stato aperto dalle 9:00 alle 19:00. Sulla pagina Facebook ufficiale del Parco Archeologico, invece, un post chiarisce che alle ore 9:00 sarebbe stata «prevista una passeggiata inaugurale» e che l’ingresso sarebbe stato «gratuito esclusivamente per i partecipanti alla camminata organizzata».
Ma non c’è stata nessuna camminata organizzata. Tanto che qualcuno è persino rimasto “intrappolato” all’interno del Parco. Una delle visitatrici, in un commento pubblico lasciato sui social, scrive: «Abbiamo trascorso alcune ore passeggiando tra i templi e godendo del magnifico panorama […]. Successivamente abbiamo deciso di rientrare, poiché la nostra automobile era parcheggiata presso l’ingresso di Triscina.
Con nostra grande sorpresa, una volta arrivati, abbiamo trovato il cancello chiuso e non c’era più alcun addetto presente. Insieme a noi vi erano anche alcuni turisti di lingua inglese che si sono trovati nella stessa situazione».
Tutto questo succedeva verso ora di pranzo, alle 13:30. Quindi dopo gli applausi, le strette di mano e il servizio del TGR. Insomma, quando l’immagine era già stata fissata, immortalata, ripresa dalle telecamere. Dopo l’apparire, lo scomparire, che ha lasciato un gruppo di poveri turisti in balia di sé stessi.
Qualcuno fa sapere anche che, di pomeriggio, era già tutto chiuso. Certo non stupirebbe: come da informazioni ufficiali su Facebook, dopo l’inaugurazione e fino alle 19:00 «l’accesso dal varco di Triscina» era «consentito solo con regolare biglietto di ingresso». Che comunque non si potrebbe acquistare in loco.
A chi era rivolta, allora, la riapertura di questo lato del Parco? Non è facile rispondere. Possiamo però supporre che la principale beneficiaria dell’apertura, nonché degli sforzi e del sacrificio dei volontari, sarà soprattutto CoopCulture – che non era presente all’inaugurazione e che però guadagnerà sia, in percentuale, sui biglietti di ingresso (da cui trattiene circa il 30%), sia sui tour di trekking e cicloturismo che rappresentano il grosso del suo guadagno (circa il 90% dei ricavi).
Cosa succederà in futuro, e se davvero questo ingresso rappresenterà un punto di svolta per Triscina, e – perché no? – per la sua economia, al momento non lo sappiamo ancora.
L’evento di presentazione, però, puntava certamente a farcelo pensare. Come diceva Erich Fromm, proprio in “Il bisogno di credere”, «Nella misura in cui la società non consente soddisfacimenti reali, quelli della fantasia servono da sostituto e diventano un potente puntello della stabilità sociale».
Ecco, allora, cosa è stata questa inaugurazione. Un soddisfacimento della fantasia. Oggi, primo giorno d’estate, siamo intanto già nella realtà.
Daria Costanzo
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