Cosenza-Rende, welfare h24 nel nuovo Piano sociale


Le dichiarazioni del 22 giugno contengono servizi già finanziati e scelte che attendono un atto amministrativo. I 19 milioni indicano un importo cumulativo. La copertura h24 e il rapporto fra emergenza e abitare appartengono a linee amministrative distinte.

Importo: i 19 milioni sono riferiti insieme ai Comuni di Cosenza e Rende dal 2018. La dichiarazione non assegna quote separate alle due città.

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Chi ha partecipato al confronto del 22 giugno

La riunione ha coinvolto l’assessora alle Politiche sociali e al Welfare Pasqualina Straface insieme a Banco Alimentare, enti del Terzo settore, Diocesi di Cosenza-Bisignano, Osservatorio regionale sulle nuove povertà, Chiesa evangelica e Confapi Calabria. La composizione registrata da ANSA mette nello stesso spazio chi intercetta il bisogno quotidiano e chi amministra i fondi.

Il tema scelto riguarda la distanza tra erogazione economica e autonomia personale. Nella pratica, una somma trasferita a un Ambito sociale produce un risultato soltanto quando esistono accesso, personale, reperibilità e continuità dell’accompagnamento.

I 19 milioni sono il totale dal 2018

Straface ha indicato 19 milioni di euro arrivati dal 2018 ai due Comuni per il rafforzamento dei servizi locali e per il Pronto intervento sociale. Calabria 7 pubblica lo stesso ammontare con la medesima decorrenza.

L’importo ha natura cumulativa. Non corrisponde a una delibera adottata il 22 giugno e non rappresenta 19 milioni per ciascun Comune. La dichiarazione non divide la somma tra Cosenza e Rende e non associa quote ai singoli canali finanziari. L’ammontare resta aggregato.

Quattro fondi con destinazioni differenti

Gli Ambiti territoriali sociali lavorano con il Fondo per le non autosufficienze, il Fondo nazionale per le politiche sociali, il corrispondente fondo regionale e il Fondo povertà. Le somme non formano una cassa indistinta. Ogni canale ha beneficiari propri e regole separate per spese e rendicontazione.

Il Fondo per le non autosufficienze sostiene interventi rivolti a persone con bisogni assistenziali elevati. FNPS e FRPS finanziano attività sociali definite dalla programmazione annuale. Il Fondo povertà sostiene l’accesso ai servizi e la valutazione multidimensionale. Finanzia anche sostegni individuali collegati ai livelli essenziali delle prestazioni sociali. Gli atti pubblicati sul BURC Calabria attribuiscono agli Ambiti la gestione e l’esistenza di quote vincolate.

Il PIS copre le emergenze sociali fuori orario

Il Pronto intervento sociale serve quando una situazione grave emerge di notte, durante un festivo o nelle ore in cui gli uffici ordinari sono chiusi. La centrale riceve la segnalazione e valuta l’urgenza. La protezione temporanea viene attivata insieme ai servizi competenti.

Negli atti del Ministero del Lavoro la centrale è prevista ventiquattr’ore su ventiquattro per 365 giorni. La frase «deve funzionare h24» pronunciata a Cosenza indica lo standard richiesto. Da sola non certifica che ogni fascia oraria sia già coperta nei due Ambiti. La copertura effettiva richiede una turnazione documentata. Reperibilità e tempi di risposta devono risultare dai registri del servizio.

Housing First parte dall’alloggio

Gli atti nazionali collocano PIS e Housing First in linee separate. Il primo gestisce l’urgenza. Housing First offre una sistemazione abitativa all’inizio dell’accompagnamento e affianca la persona nella permanenza in casa e nell’accesso ai documenti. Il sostegno riguarda anche la gestione del reddito.

La vicinanza fra le due linee serve a evitare che la risposta notturna termini con una sistemazione di pochi giorni. L’emergenza deve aprire un’uscita stabile dalla strada. Nell’area urbana tale orientamento era già presente nel protocollo sulla grave marginalità descritto da QuiCosenza, sottoscritto dagli Ambiti di Cosenza e Rende con diversi soggetti sociali.

Cosenza e Rende avevano già avviato il coordinamento

Il confronto del 22 giugno non parte da una pagina bianca. I due Ambiti hanno già costruito un coordinamento per le persone senza dimora e per la grave marginalità adulta. L’accordo collega il lavoro in strada all’accoglienza e prevede anche progetti abitativi.

Strade di Casa documenta da anni attività mobili nelle vie di Cosenza e Rende. Questa esperienza mostra perché il servizio h24 non coincide con un solo numero telefonico: la segnalazione deve raggiungere operatori capaci di incontrare la persona e condurla verso una sistemazione adeguata.

Lavorare non esclude la povertà

Il riferimento ai working poor amplia la platea oltre la disoccupazione. Un reddito da lavoro molto basso deve sostenere affitto e bollette. Restano le spese familiari senza che la retribuzione garantisca la copertura del mese. Alcune persone occupate non rientrano nei sostegni costruiti intorno alla perdita del posto o a categorie familiari definite.

Il portale Lavoro Calabria include tra i destinatari del programma GOL chi percepisce redditi da lavoro dipendente o autonomo inferiori alla soglia dell’incapienza fiscale. L’accesso avviene tramite i Centri per l’impiego. Il collegamento annunciato a Cosenza fra uffici sociali e servizi per l’occupazione ha già una base nelle politiche attive regionali.

Il Piano povertà è già approvato

Il Piano regionale degli interventi e dei servizi di contrasto alla povertà 2024-2026 è stato approvato dalla Giunta nel novembre 2025. Il portale della Regione Calabria attribuisce al documento 79.076.318,85 euro del Fondo povertà. Le risorse sono destinate agli Ambiti per i livelli essenziali delle prestazioni sociali.

La riunione di Cosenza usa la formula più ampia «nuovo Piano sociale». Il documento del 2025 ha già un titolo ufficiale e copre il triennio 2024-2026. La dotazione è stata assegnata. Il Piano annunciato il 22 giugno viene invece descritto come sede di raccordo fra assistenza sanitaria e servizi comunali. I Centri per l’impiego dovranno partecipare ai progetti individuali. I due riferimenti condividono una parte delle finalità ma appartengono a fasi amministrative diverse.

Orari, alloggi, invii e durata degli interventi

La copertura h24 si dimostra pubblicando i turni realmente garantiti e i tempi fra segnalazione e primo intervento. Il numero delle chiamate conta soltanto insieme all’esito. Gli esiti comprendono l’accoglienza temporanea e il contatto con il servizio sociale. Un invio sanitario va registrato separatamente.

Housing First richiede il numero degli ingressi in casa e la permanenza dopo sei o dodici mesi. Il raccordo con i Centri per l’impiego richiede il numero degli accessi e la formazione avviata. I rapporti di lavoro ottenuti devono comparire in un dato separato. Per i fondi servono impegni e pagamenti per singolo Ambito. La spesa effettiva va esposta separatamente. Senza queste misure, l’autonomia rimane una dichiarazione politica.


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 Junior Cristarella

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