La finestra programmata per l’astensione si riduce a sedici ore, dalle 6 alle 22. Il programma originario occupava due giornate. L’incontro convocato ad Alessandria chiude la protesta al termine del primo giorno senza produrre un accordo economico sul Pdr.
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La sospensione fissata alle 22
Filt Cgil e Fit Cisl insieme a Uiltrasporti hanno disposto l’interruzione di tutte le mobilitazioni dalle 22 del 22 giugno. La decisione segue l’incontro pomeridiano in Prefettura con l’azienda. Radio Gold e Prima Alessandria registrano la stessa scansione: riconvocazione entro la settimana e stop allo sciopero in serata.
Il termine delle 22 sostituisce la chiusura originaria delle 5.59 del 24 giugno. La protesta perde così il secondo giorno già annunciato. Il negoziato resta aperto perché la sospensione deriva dall’impegno a incontrarsi. L’intesa sul premio manca.
L’impegno assunto in Prefettura
L’azienda si è resa disponibile a convocare di nuovo le delegazioni sindacali entro la settimana corrente. Il tavolo riguarda il Premio di Risultato 2026 destinato a tutti i dipendenti di Interporto Spa. L’esito dell’incontro fissa tempi e platea. Rimangono da negoziare l’importo e il meccanismo di maturazione. Anche il calendario dei pagamenti è privo di accordo.
La Prefettura ha offerto la sede istituzionale nella quale la vertenza ha ottenuto una scadenza ravvicinata. Nessun testo economico risulta firmato. La sospensione delle 22 poggia sulla disponibilità aziendale a riaprire il confronto.
Il premio resta senza importo
La distanza tra le parti riguarda il modo in cui il premio dovrebbe maturare. Nel comunicato unitario ospitato da Cisl Piemonte, Filt Cgil e Fit Cisl insieme a Uiltrasporti giudicano irraggiungibili le soglie proposte durante la trattativa. La parte economica viene ritenuta insufficiente.
Un Pdr esigibile richiede una platea definita, un tetto economico, regole di maturazione, il periodo osservato e una data di pagamento. La Prefettura ha rimesso le parti al tavolo senza anticipare nessuna di queste clausole. Il richiamo al 2026 identifica l’annualità interessata. Da solo non garantisce una somma in busta paga.
La mattina davanti ai cancelli
Lo sciopero era partito alle 6 con un presidio al varco dell’Interporto. Filt Cgil e Fit Cisl insieme a Uiltrasporti avevano indicato come termine le 5.59 di mercoledì. La Stampa e Il Piccolo riportano lo stesso intervallo e collegano l’astensione alla mancata intesa sul Pdr.
Il rallentamento degli ingressi ha formato code di camion. In un polo logistico, la riduzione del personale ai varchi e nei reparti di movimentazione si propaga lungo la coda dei mezzi in attesa. La fila cresce quando gli arrivi proseguono e le operazioni di accesso o scarico procedono a capacità ridotta.
Il bar chiuso e la denuncia sui servizi
Durante il presidio, Marco Malpassi della Cgil ha denunciato che la chiusura del bar impediva ai lavoratori di raggiungere i bagni e di procurarsi acqua. RaiNews e Torino Cronaca hanno riportato lo stesso episodio. L’affermazione appartiene alla posizione sindacale e non equivale a un accertamento dell’organo di vigilanza.
La serranda abbassata assume rilievo lavoristico soltanto se il bar costituiva l’accesso effettivo ai servizi. Un ingresso alternativo ai gabinetti o una diversa disponibilità di acqua avrebbe modificato la valutazione. L’eventuale presenza di percorsi alternativi accessibili durante il presidio non è documentata.
Gli obblighi su acqua e gabinetti
Il bar e i servizi igienico-assistenziali appartengono a discipline diverse. L’Allegato IV del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che nei luoghi di lavoro o nelle immediate vicinanze sia disponibile acqua in quantità sufficiente per bere e lavarsi. Prescrive anche gabinetti e lavabi con acqua corrente in prossimità dei posti di lavoro.
La Gazzetta Ufficiale riporta entrambi i requisiti ai punti 1.13.1 e 1.13.3. La conformità si misura sull’accesso reale a quelle dotazioni. Una serranda chiusa documenta la chiusura dell’esercizio. L’eventuale infrazione richiede che acqua potabile o gabinetti fossero indisponibili ai lavoratori nei luoghi di lavoro. Il presidio esterno e il turno interno occupano ambiti diversi.
L’accesso all’acqua incide anche sullo stress termico quando il turno comprende piazzali o mansioni fisiche. L’articolo interno sul caldo nei luoghi di lavoro distingue la temperatura dell’aria dal carico accumulato durante la prestazione. Per il presidio di Rivalta non è pubblicata una misurazione WBGT. Il richiamo sindacale alle alte temperature descrive la condizione denunciata. Una soglia sanitaria richiederebbe una misurazione occupazionale.
La clausola per il turno notturno
La sospensione comunicata in serata crea un problema per chi deve iniziare il turno di notte. Le sigle precisano che l’azienda non avvierà contestazioni disciplinari verso i dipendenti che ricevano tardi l’avviso e non rientrino al lavoro in tempo.
La clausola neutralizza il ritardo tra la decorrenza delle 22 e la ricezione individuale dell’avviso. Senza questa tutela, una persona già organizzata per aderire allo sciopero avrebbe potuto risultare assente dopo la revoca. L’impegno evita che il cambio di programma ricada sul singolo lavoratore.
Katoen Natie e Interporto Spa
Nei testi sulla vertenza compaiono due denominazioni. Katoen Natie indica il gruppo logistico che opera nel polo. Interporto Rivalta Scrivia Spa è la società coinvolta nel Pdr. L’impegno emerso in Prefettura riguarda espressamente tutti i dipendenti di Interporto Spa.
La distinzione societaria circoscrive il perimetro dell’eventuale accordo. Le condizioni negoziate dovranno riferirsi alla società indicata nella convocazione e alla relativa platea. Il nome del gruppo descrive l’appartenenza industriale. La firma spetta alla ragione sociale chiamata al tavolo.
La scadenza entro la settimana
La convocazione annunciata deve tradurre la disponibilità in una proposta scritta. Il testo dovrà fissare importo massimo, soglie di maturazione, periodo di misurazione e tempi di erogazione. Nessuno di questi profili risulta già concordato.
La sospensione dello sciopero concede alla trattativa pochi giorni. Se la riunione produce una bozza negoziabile, il Pdr 2026 entra nella fase della definizione contrattuale. In assenza di una bozza, l’impegno assunto in Prefettura rimane privo di contenuto economico.
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Junior Cristarella
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