Cinque componenti arrivano dalla regia. Gli altri due portano nel collegio la composizione musicale e la teoria del cinema. Il suono e la teoria del cinema entrano così accanto al lavoro sul set.
Il collegio descritto qui assegna i premi del Concorso Venezia 83. Orizzonti, Venezia Classici, Venice Immersive e Opera Prima hanno organi distinti.
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Il 22 giugno chiude la nomina avviata ad aprile
Il 23 aprile 2026 era stata nominata soltanto Maggie Gyllenhaal. Sbircia la Notizia Magazine aveva seguito quella decisione nell’articolo Maggie Gyllenhaal presidente della giuria di Venezia 83. Il 22 giugno il Cda della Biennale ha approvato i sei nomi proposti da Alberto Barbera e ha portato il collegio al limite di sette persone fissato dal regolamento.
La comunicazione istituzionale e il lancio di ANSA coincidono sui sette incarichi e sul mandato assegnato al collegio. L’annuncio odierno amplia il pezzo di aprile con l’intera composizione.
Maggie Gyllenhaal rientra a Venezia con un premio da autrice
Maggie Gyllenhaal conosce la Mostra da regista. La figlia oscura vinse a Venezia nel 2021 il premio per la migliore sceneggiatura e ottenne poi tre candidature agli Oscar. Nel 2026 ha firmato sceneggiatura e regia di La sposa! e ne è anche produttrice.
La presidenza riguarda il coordinamento della discussione collegiale. Il verdetto appartiene all’intera giuria. Il precedente veneziano di Gyllenhaal investe già la scrittura, uno degli ambiti premiati dal collegio.
Kaouther Ben Hania arriva dal Gran Premio della Giuria 2025
Kaouther Ben Hania arriva dal risultato veneziano più recente fra i sette. The Voice of Hind Rajab ha ottenuto il Leone d’argento – Gran Premio della Giuria alla Mostra 2025 ed è entrato nella cinquina dell’Oscar per il film internazionale. Quattro figlie aveva già ottenuto l’Œil d’Or a Cannes e una candidatura all’Oscar documentario.
La regista tunisina alterna finzione e documentario per affrontare potere e ingiustizia. TheWrap ha confermato sia il premio veneziano sia la candidatura del film più recente.
Daniel Blumberg porta il lavoro musicale nel collegio
Daniel Blumberg è il solo componente la cui attività principale riguarda la musica. Ha vinto Oscar e BAFTA nel 2025 per la partitura di The Brutalist. Ha poi lavorato a Sotto le nuvole e Il testamento di Ann Lee.
La sua attività porta una competenza dedicata al suono nelle discussioni su ritmo e montaggio. Entra anche il rapporto fra immagini e partitura. British Cinematographer accredita lo stesso Oscar e il BAFTA.
Francesco Casetti affianca ai cineasti la docenza universitaria
Francesco Casetti è Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies a Yale. Ha cittadinanza italiana e statunitense. In Italia ha presieduto la Consulta Universitaria del Cinema ed è stato pro-rettore dell’Università Cattolica di Milano.
È il solo membro scelto per un’attività accademica. Il suo lavoro studia il rapporto fra film e spettatore e l’evoluzione dei dispositivi. La giuria acquisisce così una competenza storica e teorica distinta dalle professioni di set.
Xavier Giannoli fra la Palma di Cannes e il Lido
Xavier Giannoli vinse la Palma d’oro del cortometraggio a Cannes nel 1998 con L’Interview. Illusioni perdute ottenne il César per il miglior film nel 2022.
Il suo rapporto con il Lido comprende Marguerite e Illusioni perdute. La serie Of Money and Blood, da lui scritta e diretta, fu presentata alla Mostra nel 2023. Cineuropa conferma la Palma del 1998 e il César del 2022.
Shahrbanoo Sadat dal cinema afghano alla Berlinale
Shahrbanoo Sadat vive ad Amburgo dopo aver lasciato Kabul nel 2021. Sta realizzando un ciclo di cinque film ispirato al manoscritto autobiografico inedito di Anwar Hashimi. Wolf and Sheep ne costituisce il primo capitolo e vinse l’Art Cinema Award alla Quinzaine des Cinéastes.
The Orphanage passò dalla stessa sezione di Cannes. No Good Men, terzo capitolo, ha aperto la Berlinale 2026. Sadat porta nel collegio un lavoro nato dentro la storia recente dell’Afghanistan e dell’esilio.
Johnnie To torna in una giuria veneziana dopo diciotto anni
Johnnie To torna in una giuria veneziana diciotto anni dopo il 2008. Il suo passaggio al Lido comprende Throw Down nel 2004, Exiled nel 2006, Mad Detective nel 2007 con Ka-Fai Wai e Life Without Principle nel 2011.
La filmografia d’azione e poliziesca di To porta una conoscenza della regia di genere e della produzione hongkonghese. Tra i sette è quello con il precedente più lontano come giurato della Mostra.
La regia occupa cinque dei sette posti
Gyllenhaal, Ben Hania, Giannoli, Sadat e To hanno firmato lungometraggi come registi. Blumberg opera nella musica e Casetti insegna cinema. La maggioranza del collegio arriva dall’esperienza di messa in scena mentre due posti presidiano suono e teoria.
Recitazione e produzione non hanno seggi autonomi. Gyllenhaal lavora anche come attrice e produttrice mentre To è produttore. Le professioni si sovrappongono dentro i singoli profili. Cinematografo ha registrato la prevalenza dei registi accanto al contributo musicale di Blumberg.
Otto premi e nessun ex aequo
Il regolamento affida alla giuria otto riconoscimenti. Il Leone d’Oro premia il film. Due Leoni d’Argento distinguono il Gran Premio della Giuria e la regia. Seguono le due Coppe Volpi, il premio assegnato dalla Giuria oltre al Gran Premio, il premio per la sceneggiatura e il Marcello Mastroianni destinato a un giovane interprete emergente.
Gli ex aequo sono vietati. Lo stesso film riceve di norma un solo premio. Una sola deroga consente di sommare una Coppa Volpi o il Marcello Mastroianni a un altro riconoscimento. Se l’abbinamento riguarda il Leone d’Oro serve il voto unanime dell’intera giuria.
ComingSoon ha pubblicato la stessa rosa degli otto premi. Il regolamento della Mostra disciplina anche il premio unico e la deroga interpretativa.
La giuria giudica opere scelte dalla direzione artistica
Il collegio non decide quali film entrano nel Concorso. Il direttore Alberto Barbera conduce la selezione con uno staff di esperti e una rete di corrispondenti internazionali. Solo dopo l’invito ufficiale i titoli passano alla valutazione dei sette giurati.
Programmazione e palmarès appartengono a organi diversi. Il regolamento esclude dalla giuria chi abbia collaborato alle opere invitate o abbia interessi nella loro distribuzione.
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Junior Cristarella
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