Il report di Biennale Teatro 2026 a Venezia 


Un’edizione contraddistinta dalla dichiarata volontà di abbattere confini: quelli geografici così come quelli fra le differenti arti performative. Ma anche una viva curiosità per declinazioni dello spettacolo dal vivo assai lontane dai canoni occidentali. Queste le peculiarità del 54. Festival Internazionale del Teatro, intitolato quest’anno Alter NATIVE, che ha visto premiare la testarda e coerente carriera della regista siciliana Emma Dante con il Leone d’Oro e il visionario talento del regista-coreografo greco-albanese Mario Banushi con il Leone d’Argento. In cartellone artisti provenienti da più continenti, con una particolare predilezione riservata all’Oriente, ma anche i talenti emergenti di attori e drammaturghi italiani e l’emozionante performance frutto del laboratorio tenuto da Davide Iodice in una RSA veneziana. Un eclettismo premiato dal CDA della Biennale di Venezia che ha confermato Willem Dafoe alla direzione artistica della sezione teatro ancora per il prossimo biennio, 2027/2028.

Gli spettacoli della compagnia Bumi Purnati Indonesia a Venezia

Una compagnia indipendente, fondata nel 2007 a Giacarta con l’obiettivo di preservare il patrimonio culturale indonesiano e, allo stesso tempo, rielaborarlo e contaminarlo. Buni Purnati Indonesia ha collaborato negli anni con molti artisti, nazionali e internazionali, combinando in modo originale tradizione e ricerca, come hanno testimoniato i due spettacoli ospitati nel cartellone di Biennale Teatro, tratti entrambi da opere del vasto patrimonio letterario indonesiano. Under the Volcano, diretto da Yusril Katil, con la drammaturgia di Rhoda Grauer e la collaborazione della direttrice artistica Restu Imansari Kusumaningrum, è ispirato al poema dell’autore sumatrano Muhammed Saleh che raccontò la terribile eruzione del vulcano Krakatoa, avvenuta nel 1883.
Lo spettacolo evoca la vita serena di un villaggio prima della catastrofe, esordendo con una minuziosa coreografia realizzata con semplici piatti di ceramica, per alludere poi alla devastazione e alla morte e, infine, alla rinascita, condotta all’insegna di un fatalismo non rassegnato bensì proattivo. La parola è in secondo piano rispetto alla musica – eseguita anche dal vivo – al canto, alla danza, alle acrobazie quasi circensi realizzate utilizzando semplici scale di legno che, variamente movimentate, diventano muri, tombe, oggettivazione del desiderio di salire al cielo. Ci sono poi, anche le arti visive, evidenti nella creazione dei suggestivi sfondi. Uno spettacolo di autentica poesia, in cui i differenti linguaggi tessono una narrazione coesa e allusiva, di indubbia universalità. Peculiarità che contraddistinguono anche il secondo spettacolo della compagnia Bumi Purnati Indonesia: The Tale of Boat, che rivisita un antico testo della letteratura malese, Syair Perahu, del poeta mistico sufi Hamzah Fansuri (XVI-XVII Secolo) che attinse alla tradizione degli hikayat, le narrazioni epiche tramandate attraverso racconti e canti intrecciando ricordi personali e storia ancestrale. La messinscena, creata dall’attrice e regista Sri Qadariatin, combina musica, danza e narrazione per evocare un microcosmo senza tempo, remoto e insieme vicinissimo, attraversato da sentimenti eterni. La pluralità dei linguaggi scenici, di nuovo, concorre a dispiegare una narrazione di incantante poeticità.

La danza Odissi di Sharmila Biswas protagonista alla Biennale Teatro 2026

Una delle più note danzatrici e coreografe indiane, Shamila Biswas è rigorosa e insieme innovativa interprete della danza Odissi, una delle forme in cui si è sviluppata la danza classica dell’India. A Venezia l’artista ha portato la sua nuova creazione, Mischief dance: A Journey Through Rhythm and Spirit, un viaggio in quattro capitoli nell’universo della danza Odissi. La stessa Shamila Biswas si affaccia in proscenio a presentare il lavoro e i suoi singoli “frammenti”, con coinvolgente affabilità: i suoi cinque precisissimi interpreti c’introducono con sorridente maestria in un contesto in cui convivono spiritualità e concretezza, naturale e sovrannaturale. Uno spettacolo che riesce a donare al pubblico gioiosa serenità.

Yusril Catil with Bumi Purnati Indonesia Ph. Andrea Avezzù. Courtesy la Biennale di Venezia

Il programma targato Biennale College Teatro/Drammaturgia a Venezia

In cartellone anche le mise en lecture dei lavori dei due vincitori del bando Biennale College Teatro Drammaturgia, riservato ad autori under 30. La catanese Bruna Bonanno ha affidato alla compagnia Motus il suo aka Jolly Roger, mentre di Bacio sogno autodistruzione del campano Davide Pascarella si è preso cura Alessandro Businaro, direttore junior del Teatro Stabile del Veneto. Due testi molto diversi nel linguaggio e nella forma eppure accumunati dal desiderio di “rivoluzione” di una generazione insofferente alla realtà in cui è cresciuta, fra videogiochi e apparente agio economico, ma in sostanziale solitudine. Una generazione che rimprovera ai padri di averle lasciato un terreno sterile, in cui i semi del cambiamento sociale e della realizzazione delle proprie vocazioni non riescono a crescere.

Willem Dafoe confermato direttore

Nel giorno di chiusura del 54. Festival Internazionale del Teatro è giunta la notizia della conferma dell’attore e regista statunitense Willem Dafoe quale direttore artistico della sezione Teatro della Biennale di Venezia per il biennio 2027-28. La decisione, presa dal Cda dell’ente veneziano presieduto da Pietrangelo Buttafuoco, premia il successo di pubblico delle due edizioni finora curate da Dafoe, il quale dichiara: “Sono grato per l’opportunità di continuare il mio lavoro come direttore della Biennale Teatro. Questi ultimi due anni di stretto coinvolgimento con la Biennale mi hanno permesso di esplorare il potere e la magia di quell’arte totale che è il teatro. […] Un’esplorazione appassionata in cui il fare teatro nasce da un impulso creativo e può non avere un obiettivo esplicito, ma è pienamente impegnato e non perde mai di vista la convinzione che sia l’esperienza collettiva a contare”.

Laura Bevione

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