Chi vive in condominio può ottenere il bonus acqua?


Anche chi abita in un appartamento con utenza condominiale ha diritto al bonus acqua, se l’ISEE rientra nei limiti previsti. L’accredito avviene tramite bonifico erogato da Acquirente Unico.

Molte famiglie sanno dell’esistenza del bonus sociale per l’energia elettrica e per il gas, ma ignorano che esiste anche un bonus per l’acqua — e che questo bonus spetta non solo a chi ha un contratto individuale con il gestore del servizio idrico, ma anche a chi vive in un appartamento la cui fornitura d’acqua è intestata al condominio.

A questo punto la domanda è di interesse per moltissime famiglie: chi vive in condominio può ottenere il bonus acqua?La risposta, secondo le informazioni fornite da ARERA — l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente — è sì. Il bonus acqua spetta sia a chi è direttamente titolare di una fornitura per il servizio di acquedotto, sia ai nuclei familiari che utilizzano, nella propria abitazione di residenza, una fornitura per il servizio di acquedotto intestata a un’utenza condominiale. Per ottenerlo bisogna rientrare nelle categorie previste dalla legge e seguire una procedura che, in larga parte, è automatica.

Cos’è il bonus acqua e a quanto corrisponde?

Il bonus acqua è un’agevolazione economica prevista dalla legge e resa operativa da ARERA, che garantisce una riduzione della spesa per i consumi di acqua alle famiglie in condizione di disagio economico e alle famiglie numerose.

In termini concreti, il bonus garantisce la fornitura gratuita di una quantità di acqua predeterminata: 50 litri al giorno per persona, che corrispondono a 18,25 metri cubi all’anno per ciascun componente del nucleo familiare. Si tratta quindi di un’agevolazione che non riduce semplicemente la tariffa, ma azzera il costo per una quota di consumo considerata essenziale, calcolata in base al numero di persone che compongono il nucleo familiare.

A chi spetta il bonus acqua?

Hanno diritto al bonus gli utenti del servizio di acquedotto per uso domestico residente che soddisfano specifici requisiti economici stabiliti dalla normativa. La condizione di base è quindi duplice: deve trattarsi di un uso domestico, riferito all’abitazione di residenza, e deve sussistere il requisito economico — legato all’ISEE — che determina il diritto all’agevolazione.

Il bonus può inoltre essere cumulato con altre agevolazioni analoghe previste per le altre utenze domestiche: il bonus elettrico, il bonus gas e il bonus rifiuti. Chi rientra nei requisiti economici previsti può quindi beneficiare contemporaneamente di tutte queste agevolazioni, ciascuna relativa al servizio corrispondente.

Come funziona per chi vive in un appartamento con utenza condominiale?

Questo è il punto centrale per chi abita in condominio. In molti edifici, la fornitura del servizio di acquedotto non è intestata singolarmente a ciascun appartamento, ma è unica per l’intero condominio, e i costi vengono poi ripartiti tra i condomini secondo i criteri previsti dal regolamento condominiale — tipicamente in base ai millesimi o ai consumi rilevati da contatori individuali, dove presenti.

In questa situazione, il singolo nucleo familiare non ha un proprio contratto diretto con il gestore del servizio idrico: la fornitura è intestata al condominio nel suo complesso. Nonostante questo, il bonus acqua spetta comunque ai nuclei familiari che, vivendo nell’abitazione di residenza, utilizzano una fornitura di questo tipo.

La modalità di erogazione, in questo caso, è diversa rispetto a chi ha un’utenza individuale. Per chi risiede in condominio, l’accredito avviene tramite un bonifico erogato da Acquirente Unico — il soggetto che gestisce a livello nazionale l’erogazione dei bonus sociali per le utenze domestiche. Il beneficio, quindi, non si traduce in una riduzione direttamente visibile sulla bolletta condominiale, ma in un accredito separato a favore del nucleo familiare che ha i requisiti.

Quali sono i requisiti economici per ottenere il bonus?

Il requisito principale è l’indicatore ISEE — l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che misura la condizione economica del nucleo familiare tenendo conto di reddito, patrimonio e composizione familiare.

La soglia di accesso ai bonus sociali per le utenze domestiche — bonus acqua incluso — è fissata a 9.796 euro di ISEE. Chi ha un ISEE pari o inferiore a questa soglia rientra tra i beneficiari per la condizione di disagio economico.

Esiste poi una categoria specifica per le famiglie numerose: si considerano tali i nuclei con almeno 4 figli a carico, per i quali la soglia ISEE di accesso è elevata a 20.000 euro. Questa previsione riconosce che le famiglie con molti figli, anche con un ISEE più elevato rispetto alla soglia ordinaria, possono trovarsi in una condizione di maggiore necessità in relazione ai consumi domestici di base — incluso quello dell’acqua — proprio per il numero di persone che compongono il nucleo.

Come si attiva la procedura per ottenere il bonus?

La procedura di riconoscimento del bonus acqua è automatica, ma richiede un adempimento annuale da parte del nucleo familiare interessato.

È necessario e sufficiente presentare, ogni anno, una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) all’INPS, e ottenere un’attestazione ISEE che rientri entro la soglia di accesso prevista — 9.796 euro per la generalità dei nuclei, o 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno 4 figli a carico.

Se il valore dell’ISEE attestato dà diritto al bonus, la procedura di riconoscimento si attiva automaticamente: il nucleo familiare non deve presentare ulteriori domande specifiche per il bonus acqua, né comunicare separatamente al gestore del servizio idrico o ad Acquirente Unico la propria situazione. È il sistema, basato sui dati dell’ISEE presentato all’INPS, che attiva il riconoscimento del beneficio.

Per quanto tempo dura il bonus e cosa serve per rinnovarlo?

Il bonus ha una durata annuale. Questo significa che, una volta riconosciuto, il beneficio si applica per i dodici mesi successivi, ma non si rinnova automaticamente in modo permanente.

Per continuare a beneficiare dell’agevolazione, è necessario presentare ogni anno, prima della scadenza del beneficio in corso, una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica all’INPS, in modo da ottenere una nuova attestazione ISEE aggiornata. Se anche questa nuova attestazione rientra entro le soglie previste, il bonus viene riconosciuto per i successivi dodici mesi.

Questo meccanismo di rinnovo annuale è importante da tenere presente: la situazione economica di un nucleo familiare può cambiare da un anno all’altro, e il sistema richiede una verifica periodica per confermare la permanenza dei requisiti. Chi ha ottenuto il bonus in passato, ma non presenta una nuova DSU in tempo utile prima della scadenza, rischia di interrompere il beneficio anche se la propria situazione economica continua a soddisfare i requisiti previsti.

Il punto pratico per chi vive in condominio

Chi abita in un appartamento con utenza idrica condominiale, e ritiene di poter rientrare nei requisiti economici previsti — ISEE entro 9.796 euro, o entro 20.000 euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico — dovrebbe verificare la propria situazione presentando la Dichiarazione Sostitutiva Unica all’INPS, anche se non riceve direttamente una bolletta per il servizio di acquedotto a proprio nome.

È utile inoltre verificare periodicamente — soprattutto per chi non ha familiarità con questo tipo di bonifici — di aver effettivamente ricevuto l’accredito da Acquirente Unico, dal momento che, per le utenze condominiali, il beneficio non si traduce in una riduzione visibile su una bolletta personale, ma in un pagamento separato che potrebbe non essere immediatamente riconosciuto come legato a questa agevolazione.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Raffaella Mari

Source link

Di