Sentieri sospesi e borghi verticali nelle Cinque Terre, una guida utile — idealista/news


Case colorate incollate alla roccia, treni che scompaiono nelle gallerie, profumo di basilico e salsedine nello stesso respiro: alle Cinque Terre si arriva per guardare il mare da ogni quota e per muoversi lentamente. Qui ogni sosta cambia la prospettiva, dai sentieri a mezza costa alle calette dove l’acqua è trasparente. Il colpo d’occhio dei cinque borghi – Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso – resta in mente a lungo, ma è il modo in cui li si attraversa a fare la differenza. 

I sentieri panoramici: cosa sapere prima di partire

La rete escursionistica è tra le più note d’Italia. Il Sentiero Azzurro collega i cinque borghi per circa 12 chilometri, con tratti sospesi che sfiorano vigne e uliveti. Alcuni segmenti, soprattutto tra Riomaggiore-Manarola e Manarola-Corniglia, possono risultare chiusi per ragioni di sicurezza: la verifica preventiva sul sito del Parco Nazionale delle Cinque Terre è indispensabile. In alternativa si dovrebbero considerare percorsi interni altrettanto scenografici, spesso meno affollati e con dislivelli più regolari. La scelta dell’orario fa la differenza: l’alba e la prima mattina aiutano a evitare calura e affollamento, specialmente in estate.

Due itinerari che mettono d’accordo vista e gambe

Un’opzione molto apprezzata è il tracciato tra Volastra e Corniglia. Si raggiunge Volastra in bus da Manarola e poi si cammina per circa due ore fra muretti a secco e filari, con scorci continui sui borghi. Il finale nel bosco, prima di Corniglia, regala ombra preziosa nelle giornate calde. Un classico intramontabile è invece il Monterosso-Vernazza: partenza dal centro storico di Monterosso, salita tra gradini e vigneti, quindi un continuo alternarsi di vedute sul mare. A metà percorso compare un ponte di pietra che sembra progettato per finire in copertina; l’ingresso su Vernazza apre il panorama sul porto naturale e sulla piazza.

Per i tratti costieri e assolati si raccomanda equipaggiamento essenziale e attenzione ai tempi. Anche quando il sentiero appare semplice, l’esposizione richiede qualche accortezza di base.

La costa vista dal mare: kayak, canoa e traghetti

Osservare la costa dal mare cambia le proporzioni dei borghi e mostra rientranze irraggiungibili a piedi. A Riomaggiore si possono noleggiare kayak per pagaiare lungo le falesie fino a Manarola o, con più tempo, verso Vernazza. Da Monterosso partono escursioni guidate in canoa lungo il tratto per Vernazza e la spiaggia di Guvano, con possibilità di proseguire fino a Riomaggiore per chi è allenato. 

Per chi preferisce il relax, i battelli stagionali collegano La Spezia, Portovenere, le Cinque Terre e Levanto. Corniglia resta esclusa perché priva di approdo, elemento che racconta la verticalità estrema del suo promontorio. Con biglietti giornalieri o pomeridiani si sale e si scende a piacimento, fermandosi nei borghi senza l’ansia del traffico. 

I cinque borghi, uno per uno

Ogni paese ha dettagli che lo distinguono e che spiegano perché non ci si stanca di tornare. Architetture, chiese, castelli e porti raccontano secoli di dialogo fra mare e terrazzamenti agricoli.

Riomaggiore

Primo arrivando da La Spezia, vive stretto tra due colline di vigne che scendono ripide. Le case-torri, alte e strette, disegnano un canyon urbano di vicoli e scalinate. In quota si incontrano la chiesa di San Giovanni Battista e l’Oratorio di Santa Maria Assunta; in alto il castello vigila sul centro storico. Dal porticciolo si assiste a tramonti che tingono di oro e rosa le facciate, mentre dal mare si intuisce subito perché i suoi tratti del Sentiero Azzurro siano tra i più fotografati.

Manarola

Incollata a un promontorio di roccia scura, ha case che sembrano nascere dalla pietra. Il porto, incassato tra due speroni, è il punto di ritrovo serale per tuffi e aperitivi. In alto, su piazza Papa Innocenzo IV, la chiesa di San Lorenzo unisce facciata gotico-ligure e interno barocco illuminato da un grande rosone; il Campanile Bianco, separato, ricorda l’antica funzione di torre d’avvistamento. Al livello del mare si concentrano locali panoramici noti per bruschette e calici di bianco, prenotabili tramite app dedicata.

Corniglia

L’eccezione che conferma la regola: non ha porto e sorge su un promontorio attorno ai 100 metri di quota, circondato da vigne e muretti a secco. Dalla stazione si sale la Lardarina, lunga scalinata in mattoni, oppure si utilizza il bus. Largo Taragio è una terrazza naturale verso ovest; poco distante, la chiesa di San Pietro espone un rosone in marmo di Carrara e un fonte battesimale medievale. In basso, una scala conduce alla marina fatta di scogli; la spiaggia di Guvano si raggiunge a piedi attraverso un vecchio tunnel ferroviario dismesso.

Vernazza

È l’unico borgo con porto naturale, protetto da uno sperone. Le case-torri sulla piazzetta affacciano su una vasca naturale perfetta per rinfrescarsi dopo i sentieri. In alto, resti del castello Doria e fortificazioni medievali aprono viste a 360 gradi; quasi in riva, la chiesa di Santa Margherita di Antiochia mostra elementi romanici e rinascimentali con grandi finestre trilobate. 

Monterosso

Il borgo più ampio è diviso tra centro storico e Fegina, la parte balneare. Nel nucleo antico resistono rovine del castello trecentesco e la torre Aurora; la chiesa di San Giovanni Battista, in stile gotico-genovese, alterna fasce bianche e nere. Sul colle dei Cappuccini, il complesso di San Francesco conserva opere attribuite a maestri come Van Dyck, Cambiaso, Piola e Guido Reni. A Fegina spiccano la lunga spiaggia e la Statua del Gigante, scultura in cemento e ferro incastonata nella scogliera; poco distante, Villa Montale ricorda il legame del poeta con questo tratto di costa.

Quando andare e come muoversi

Il clima è mite tutto l’anno: in inverno le temperature ruotano attorno ai 10 gradi, in estate difficilmente superano di molto i 30. Il periodo più comodo va da marzo a ottobre, quando tornano operativi i battelli, i sentieri risultano in gran parte praticabili e si possono alternare mare e cammini. Agosto è il mese più affollato; se possibile, si dovrebbe preferire la primavera o settembre, quando l’acqua resta gradevole e i flussi sono più gestibili. Da novembre a marzo alcune strutture chiudono e, in caso di maltempo, certi tratti dei sentieri possono essere interdetti.

Il treno è il mezzo più efficace. La linea Genova-La Spezia serve tutti i borghi e il 5 Terre Express concentra numerose corse giornaliere tra La Spezia, i cinque paesi e Levanto. Per chi prevede uso frequente di treni e percorsi del Parco, le Cinque Terre Treno Card e Trekking Card includono rispettivamente corse illimitate sui regionali del tratto e accesso monitorato ai sentieri, oltre ai bus navetta interni. In alternativa, la nave stagionale collega La Spezia, Portovenere, le Cinque Terre (esclusa Corniglia) e Levanto con formula “salta su e giù”.

Cosa ordinare: dal pesto allo Sciacchetrà

Le erbe aromatiche della macchia – basilico, origano, timo, maggiorana – profumano molti piatti. Il pesto è protagonista assoluto: con trofie, su bruschette o accanto a verdure di stagione. Tra le specialità di terra compaiono frittelle di fiori di zucca, minestroni di verdure e torte salate; a Monterosso, la torta di riso è legata alla tradizione di Ferragosto dedicata alla Madonna di Soviore.

Dal mare arrivano acciughe di Monterosso in più versioni (fritte, sotto sale o ripiene), muscoli ripieni, frittelle di bianchetti, insalate di polpo e baccalà in pastella. Nel bicchiere contano due etichette: il Cinque Terre DOC, bianco secco da Bosco, Albarola e Vermentino, e lo Sciacchetrà, passito dorato perfetto con dolci secchi o per una degustazione lenta al tramonto. A colazione, l’abbinamento spezzino per eccellenza è focaccia e cappuccino al banco.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Case colorate sulla roccia e sentieri sospesi sul mare: è l’angolo più magico della Liguria


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