L’obiettivo è passare dal racconto della rassegnazione a quello della possibilità, facendo emergere e mettendo in rete esperienze, proposte e iniziative capaci di contribuire, anche in modo parziale ma concreto, al contrasto dello spopolamento delle aree interne.
Questo l’obiettivo di Sud vivo, campagna promossa da Fondazione con il Sud e lanciata al centro congressi La nuvola, nei giorni del Forum PA 2026.
L’iniziativa, fa sapere l’organizzazione è aperta a tutti, e invita istituzioni, imprese, scuole, Terzo settore ad aderire e cittadini e giovani a raccontare storie collettive legate al nascere, restare, tornare, arrivare al Sud.
Non solo. Oltre al lancio della campagna, Stefano Consiglio, presidente Fondazione con il Sud, e Marialuisa Forte, vice presidente Anci e sindaca di Campobasso, hanno premiato le amministrazioni virtuose di Comune vivo, iniziativa che ha fatto un po’ da apripista alla campagna e che si propone l’obiettivo di costruire una nuova narrazione pubblica sul tema dello spopolamento, valorizzando le azioni già in atto per la rigenerazione demografica, sociale, culturale ed economica del Sud e la necessaria collaborazione pubblico-privato sociale.
Unire le forze per immaginare un futuro
«Lo spopolamento», spiega proprio Stefano Consiglio, «riguarda tutto il Paese, ma è particolarmente significativo al Sud. Non solo aree interne, ma anche città e luoghi costieri».
Il presidente della fondazione mette in fila i numeri. «Dal 2001», puntualizza, «abbiamo perso 730 mila persone. Entro il 2080, rischiamo di essere 8 milioni in meno. Non perdiamo solo numeri, perdiamo laureati, energia, creatività e legami sociali. Davanti a questo scenario segnato da denatalità, emigrazione e invecchiamento, abbiamo due strade: rassegnarci a un declino che sembra scritto o unire le forze per cambiare rotta».
Non esistono ricette magiche, chiarisce, «e non c’è una soluzione unica, ma occorre lavorare su tutte le dimensioni della rigenerazione per rendere il Sud, e l’Italia, un luogo dove sia possibile immaginare un futuro. Ma occorre una visione nuova e condivisa, una forte reazione contraria alla rassegnazione, non possiamo lasciare i sindaci da soli, adulti, anziani e giovani senza alcuna prospettiva credibile».
Abbattere il muro della solitudine e creare alleanze
Nessuno si salva da solo, ribadisce, «la campagna Sud vivo nasce anche per questo: abbattere il muro della solitudine e creare alleanze, non solo al Sud ma soprattutto con il Sud, agendo nell’ottica della coesione nazionale. La collaborazione con Anci va in questa direzione e il premio Comune vivo è un segnale di fiducia e incoraggiamento. Attraverso la campagna partecipativa vogliamo condividere e promuovere le storie di chi sta già reagendo».
I numeri
L’indagine Fondazione con il Sud – Demopolis, Il futuro di chi?, presentata lo scorso anno, evidenzia come il 60% degli italiani ritiene lo spopolamento una priorità assoluta. Al Sud lo pensano quasi 7 cittadini su 10 e il 64% degli italiani ritiene che la collaborazione fra il Pubblico e il Terzo Settore migliora la gestione dei beni o lo sviluppo dei territori.

Alessia Zabatino, esperta di sviluppo locale e referente per il bando “Riabitare il Sud”, Donatella Monteverdi, assessore alla Cultura del comune di Catanzaro, Cristina Alga, direttrice Ecomuseo urbano Mare memoria viva, Fabrizio Minnella, responsabile comunicazione e relazioni esterne Fondazione con il Sud
Sfide che si vincono insieme
«L’iniziativa promossa da Fondazione con il Sud», dice a proposito del premio la vice presidente di Anci Marialuisa Forte, sindaca di Campobasso, «rappresenta un segnale importante: riconosce e valorizza quei piccoli comuni che, nonostante difficoltà strutturali, stanno invertendo il trend dello spopolamento
Parliamo di territori, mette in evidenza, «che affrontano sfide profonde, dallo svuotamento demografico all’invecchiamento della popolazione, dalla fragilità economica alla riduzione dei servizi essenziali».
Sfide «che nessuna amministrazione locale può sostenere da sola, soprattutto quando dispone di risorse limitate e personale insufficiente. Lo spopolamento non è solo un dato statistico: è un processo che indebolisce la capacità di una comunità di generare relazioni, iniziative economiche, servizi, opportunità».
Un alleanza strutturale
Torna poi sull’importanza di un’allenza, ma che sia «strutturale. Nelle aree interne del Sud questa alleanza può essere una leva decisiva contro il declino demografico e sociale. Non basta la buona volontà: servono visione, continuità e un impegno comune. Solo così la cooperazione può trasformarsi da episodio a infrastruttura stabile di governo locale, capace di generare futuro per le nostre comunità».
Collaborare? È fondamentale: la società civile sa leggere i bisogni emergenti con grande rapidità e senza un’alleanza stabile tra pubblico e privato sociale, poi, nessuna strategia di rigenerazione può durare nel tempo
Marialuisa Forte – vicepresidente Anci e sindaca di Campobasso
I 4 comuni che hanno accettato la sfida
Portomaggiore
La prima edizione del premio Comune vivo ha decretato 4 premiati: un comune del Nord, uno del Centro e uno del Sud. Il premio va a Portomaggiore comune di circa 12 mila abitanti in provincia di Ferrara. ‘Da diversi decenni è interessato dal fenomeno dello spopolamento, ma registra comunque dei segnali incoraggianti e uno scostamento positivo anche nelle nascite (Popolazione +3,2%; Popolazione 0-4 +6,0%).
Portomaggiore, oltra alla presenza del terzo settore e del sistema di accoglienza e integrazione, è interessato da iniziative di sviluppo locale, politiche di welfare territoriale e iniziative culturali e di sensibilizzazione sul tema dell’accoglienza.


Quando si parla di territori marginali, la narrazione è appiattita ai poli opposti: declino o rinascita. Sul tema, il numero di dicembre/gennaio di VITA porta un altro racconto: chi sono le persone che scelgono di vivere nella pancia dell’Italia? Un viaggio tra le storie di chi, pur tra fatica e ostacoli, ha deciso di restare, ritornare o arrivare.
AREE INTERNE, L’ITALIA DA SCOPRIRE
Collevecchio
Premiato anche Collevecchio, comune di circa 1.500 abitanti in provincia di Rieti. Le serie storiche mostrano una tendenza all’invecchiamento, con un indice di vecchiaia che ha segnato un incremento negli ultimi decenni e una riduzione dell’incidenza della popolazione giovane.
Dal 2019, anno base del Premio, si segnala uno scostamento positivo della popolazione residente e in particolare per i nuovi nati (Popolazione +5,0%; Popolazione 0-4 +83,4%).
Oltre alla presenza del Terzo settore e del sistema di accoglienza e integrazione, il comune è interessato da progetti di riqualificazione urbana e valorizzazione territoriale, in particolare volte a rendere il borgo un campus diffuso, offrendo alloggi a basso costo per studenti universitari e lavoratori in smart working.


Santa Maria del Cedro
Tra i comuni virtuosi c’è anche Santa Maria del Cedro, ente locale di poco più di 5.200 abitanti in provincia di Cosenza, con un significativo scostamento positivo della popolazione e in particolare per le nuove nascite (Popolazione +1,4%; Popolazione 0-4 +7,7%; Popolazione straniera 4,9%), con presenza del terzo settore e del sistema di accoglienza e integrazione.
Il comune si caratterizza per la valorizzazione delle eccellenze agricole, con particolare riferimento alla filiera del Cedro Dop (Cedro di Santa Maria del Cedro), e turistiche: nel 2026 ha ottenuto la Bandiera Blu per il sesto anno consecutivo e risulta essere un attrattore per i grandi eventi.
Nonostante la tendenza allo spopolamento, Santa Maria del Cedro è al secondo posto tra i comuni italiani più ricercati dagli acquirenti esteri (classifica 2025 di Gate-away.com, portale immobiliare per gli investitori stranieri che cercano casa in Italia). Il Comune ha ottenuto un finanziamento tramite il PNRR (Missione 4) per la costruzione o l’ampliamento di un asilo nido volto a migliorare l’offerta educativa per le famiglie del territorio.
Castiadas e il sostegno alla natalità
Il premio va anche a Castiadas in provincia di Cagliari, comune classificato come periferico con una popolazione di poco superiore ai 1.700 abitanti, un alto tasso di case non occupate permanentemente (circa il 59%), ma con uno scostamento positivo per la popolazione 0-4 anni (Scostamento +3,6%).
Tra le misure pubbliche a favore dei comuni della Sardegna sotto i 5 mila abitanti, figura il sostegno alla natalità (per l’annualità 2026, un assegno mensile di 600 € per il primo figlio e 400 € per il secondo figlio, fino al compimento del quinto anno di età).
Sul territorio si registrano investimenti per il miglioramento della qualità della vita e sul turismo, e una presenza di nuclei stranieri e in particolare provenienti dall’Africa. La locale squadra di calcio, il Castiadas Calcio, ha fatto parlare di sé per il suo carattere multietnico, accogliendo giocatori senegalesi e di altre nazionalità.
Il metodo
La selezione dei comuni candidati è stata avviata, spiegano da Fondazione con il Sud, partendo dai dati pubblici disponibili, elaborati nell’ambito della collaborazione dell’ente con il Dipartimento di scienze sociali dell’Università Federico II di Napoli.
Nello specifico, il dataset di partenza comprende i 7.894 comuni italiani ed è costruito a partire da fonti ufficiali eterogenee (Istat, Runts, Ministero dell’Interno, Centri d’Italia, Agcom). L’unione delle diverse fonti è il codice Istat a 6 cifre del comune (procom_6).
Tutti gli indicatori considerati mirano a individuare i comuni che hanno registrato un miglioramento.
In apertura foto di Héctor J. Rivas per Unsplash. Nel testo foto e video di Alessio Nisi
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Alessio Nisi
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