Lungo scogliere, fari e antiche mulattiere, l’Italia custodisce cammini affacciati sul blu che regalano viste da cartolina e, spesso, regole precise da seguire. In alcuni casi servono biglietti o prenotazioni, in altri conviene partire nelle ore più fresche e con scorte d’acqua. Ecco una selezione di 15 itinerari e sentieri vista mare con le informazioni essenziali per orientarsi tra difficoltà, tempi e accessi.
- AV5T Portovenere–Riomaggiore: il crinale dell’Infinito
- Sentiero Azzurro (SVA): il classico sul mare
- Sentiero degli Dei, Costiera Amalfitana
- Sentiero del Mediterraneo, Maratea, Basilicata
- Falesie di Acquafredda, Maratea–Sapri
- Percorso del Redentore, Maratea
- Riserva dello Zingaro, Sicilia
- Miniere nel Blu, Sulcis, Sardegna
- Anello di Portonovo, Monte Conero, Marche
- Stromboli, il vulcano sul mare
- Isola di Montecristo, Arcipelago Toscano
- Sentiero Rilke, Duino–Sistiana, Friuli-Venezia Giulia
- Sentiero del Pellegrino, Costa Viola, Calabria
- Punta Aderci, Costa dei Trabocchi, Abruzzo
- Selvaggio Blu, Golfo di Orosei, Sardegna
AV5T Portovenere–Riomaggiore: il crinale dell’Infinito
Un antico percorso di cresta collega Portovenere a Riomaggiore (Luguria) per circa 14 chilometri. Si sale subito tra le mura, con lo sguardo che corre verso le isole del Tino e di Palmaria, si attraversa Campiglia e si raggiunge il Colle del Telegrafo, intorno ai 500 metri, prima di scendere tra vigne e muretti a secco verso il santuario di Montenero e il borgo d’arrivo.
L’itinerario richiede dalle quattro alle cinque ore di cammino e ha difficoltà escursionistica, con alcuni tratti panoramici esposti. Tutta l’area, all’interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre, è patrimonio UNESCO.
Sentiero Azzurro (SVA): il classico sul mare
Il percorso n. 2 unisce i paesi delle Cinque Terre lungo 12 chilometri, toccando il punto più alto a Prevo, intorno ai 200 metri, su antiche mulattiere e gradinate. Il tempo complessivo è di circa cinque ore, con un dislivello totale di 500 metri.
Vanno però considerate le regole aggiornate: il collegamento Manarola–Corniglia resta chiuso per frane, mentre la Via dell’Amore è di nuovo percorribile solo con prenotazione, a senso unico da Riomaggiore e con ingressi contingentati. L’accesso è a pagamento tramite la Cinque Terre Card, con tariffe dinamiche, e le calzature da trekking sono obbligatorie.
Sentiero degli Dei, Costiera Amalfitana
Il tracciato storico, che conviene affrontare in discesa da Bomerano verso Nocelle, scorre per circa 8 chilometri su cenge e gradoni, con passaggi esposti non adatti a chi soffre di vertigini.
Lungo il cammino si incontrano grotte e pinnacoli calcarei, mentre da Nocelle si scende a Positano con una scalinata di circa 1.700 gradini oppure in autobus. Servono all’incirca quattro ore e mezza di percorrenza, con difficoltà media (E) e segnaletica bianco-rossa numero 02.
Sentiero del Mediterraneo, Maratea, Basilicata
Nello sbocco tirrenico della Basilicata l’antica via costiera segue la falesia tra Castrocucco e Marina di Maratea, lungo circa 3 chilometri con un’ascesa massima di un centinaio di metri.
Si incontrano insenature come Capo La Secca, un tempo usata per l’itticoltura romana, oltre a spiagge e punte rocciose dall’acqua cristallina. Con le soste si possono mettere in conto fino a quattro ore di cammino.
Falesie di Acquafredda, Maratea–Sapri
Dal cimitero di Acquafredda si sale fino a 250 metri e si cammina per circa 2 chilometri su un crinale spettacolare, dove il profilo frastagliato della costa di Maratea dà il meglio di sé, prima di scendere verso Sapri.
L’anello completo misura circa 10 chilometri e richiede intorno alle cinque ore, con difficoltà turistica ma alcuni tratti esposti. Per il rientro è possibile scegliere la formula “Trek & Boat” e tornare via mare.
Percorso del Redentore, Maratea
Il cammino ripercorre un’antica tradizione devozionale: dal porto si raggiunge Fiumicello, poi il centro storico e la località Castello, fino ad arrivare al Cristo Redentore — la statua alta 21 metri — sul Monte San Biagio, da cui si gode un panorama a 360 gradi sul Tirreno lucano.
L’itinerario si sviluppa per circa 8 chilometri in salita, con un’ascesa massima di 400 metri e una durata di circa sei ore. È possibile percorrerlo con guide locali.
Riserva dello Zingaro, Sicilia
Tra San Vito Lo Capo e Scopello il sentiero costiero, facile e ben tracciato, conduce a baie come Tonnarella dell’Uzzo e Marinella, mentre le varianti più alte aprono ampie viste sul golfo.
All’interno della Riserva dello Zingaro non ci sono punti di ristoro: conviene quindi partire presto, scegliere le ore più fresche, portare con sé acqua a sufficienza e un equipaggiamento estivo adeguato.
Miniere nel Blu, Sulcis, Sardegna
Da Masua a Cala Domestica si cammina lungo la vecchia ferrovia mineraria in direzione di Porto Flavia, tra pinete, gallerie e falesie affacciate sul Pan di Zucchero.
La variante da Buggerru attraversa la Galleria Henry e il villaggio abbandonato di Planu Sartu, raggiunge circa 10 chilometri e richiede dalle sette alle otto ore: un percorso riservato a escursionisti allenati.
Anello di Portonovo, Monte Conero, Marche
Il sentiero 309 compie un giro breve ma completo della baia: dalla piazzetta si raggiungono il Lago Grande, ideale per il birdwatching, il Fortino Napoleonico, la Torre di guardia, la romanica Santa Maria di Portonovo e lo Scoglio della Vela, per poi rientrare passando dal Lago Profondo.
L’anello nel Parco del Conero misura meno di 4 chilometri e si percorre in circa un’ora e mezza, anche in mountain bike.
Stromboli, il vulcano sul mare
Lo Stromboli erutta da oltre 2.500 anni. Le partenze da San Vincenzo, con due itinerari, e da Ginostra, con uno, permettono di raggiungere la quota panoramica sul Pizzo, dove di notte i lapilli accendono il cielo e, nelle giornate più limpide, si arriva a scorgere persino l’Etna.
L’accesso è consentito solo se accompagnati da guide autorizzate, che forniscono le dotazioni necessarie; la durata è variabile e l’attività eruttiva resta imprevedibile.
Isola di Montecristo, Arcipelago Toscano
L’accesso a Montecristo è contingentato e possibile solo con le visite guidate del Parco. I percorsi conducono ai resti del convento di San Mamiliano e alla Grotta del Santo, lungo un itinerario di circa 2 chilometri (due ore) o uno più lungo di circa 3 chilometri (tre ore e mezza).
Sono obbligatorie sia la guida sia la prenotazione.
Sentiero Rilke, Duino–Sistiana, Friuli-Venezia Giulia
Una passeggiata pianeggiante di circa 2 chilometri, sospesa tra macchia e falesie, con belvedere attrezzati affacciati sulla baia di Sistiana e sulle Falesie di Duino; nelle giornate più terse si distinguono persino le coste slovene.
Il fondo è curato e la difficoltà facile, per una durata di circa 45-60 minuti: un itinerario adatto anche alle famiglie.
Sentiero del Pellegrino, Costa Viola, Calabria
Un tracciato di circa 8 chilometri, ben segnalato, alterna saliscendi e punti panoramici sullo Stretto, con la Sicilia e le Eolie sullo sfondo. Il punto più alto della Costa Viola è il Monte Sant’Elia, da cui si apre un’ampia veduta su tutta la costa.
La difficoltà è media e, vista la presenza di tratti in pendenza, è consigliato un minimo di allenamento.
Punta Aderci, Costa dei Trabocchi, Abruzzo
Nella Riserva di Punta Aderci un tracciato quasi pianeggiante di circa 6 chilometri costeggia spiagge e promontori. Dal punto di partenza ideale a Punta Penna si superano la Spiaggia dei Libertini e il promontorio di Aderci — con vista su colline, Gran Sasso e Maiella — fino a Mottagrossa.
La difficoltà di questo sentiero sulla Costa dei Trabocchi è catalogata come facile, ma l’esposizione al sole è notevole; il tempo medio, con le soste, è di due o tre ore.
Selvaggio Blu, Golfo di Orosei, Sardegna
Circa 50 chilometri tra Pedra Longa e Cala Sisine, in un territorio senza strade. L’itinerario unisce tracce di pastori a passaggi di arrampicata fino al IV grado e a calate in corda, ricompensando lo sforzo con cale iconiche come Goloritzé e Mariolu.
Non è segnalato come sentiero unico ed è riservato a escursionisti esperti: indispensabili una guida competente e un supporto logistico ben programmato per acqua e cibo.
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Letizia Miani
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