È stata sottoscritta all’Aran l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2025-2027 del comparto Funzioni centrali, che riguarda circa 200mila lavoratori tra ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. L’intesa è stata firmata da tutte le sigle sindacali rappresentative, compresa la Cgil che non aveva firmato il contratto per il triennio 2022-2024, ad eccezione di Usb.
Nel dettaglio, il contratto prevede un incremento medio complessivo a regime pari a circa 162 euro lordi mensili per 13 mensilità dal 1° gennaio 2027, con punte fino a 221 euro per l’area delle elevate professionalità. Per le singole aree gli aumenti si attestano intorno a 126 euro per gli operatori, 133 euro per gli assistenti e 161 euro per i funzionari.
Sul piano normativo l’accordo interviene su ferie, orario di lavoro e organizzazione del lavoro, superando la disparità tra neoassunti e personale con maggiore anzianità sul numero di giorni di ferie e introducendo il riconoscimento di alcune tutele anche durante i periodi di assenza, tra cui il pagamento delle indennità di turno. Previsti, inoltre, il rafforzamento delle misure di conciliazione vita-lavoro, con maggiore flessibilità oraria, ampliamento del lavoro agile e del lavoro da remoto, interventi su congedi e ferie solidali, oltre al recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale.
Il testo introduce anche un rafforzamento delle relazioni sindacali e un osservatorio paritetico di comparto, insieme a interventi su trattamento di trasferta e buoni pasto. Per la prima volta, inoltre, viene inserita una disciplina contrattuale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle amministrazioni pubbliche.
“Sono molto soddisfatto per questo risultato – commenta il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo – . Firmare un contratto durante il suo periodo di vigenza non è un dettaglio procedurale: è la dimostrazione che il sistema di contrattazione collettiva pubblica può funzionare in modo ordinato, tempestivo e al servizio dei lavoratori”. Naddeo riconosce il “lavoro straordinario da parte di tutti i collaboratori dell’Aran” per il risultato, e rivolge un ringraziamento anche alle parti sociali: “Un contratto si fa in due e la loro rappresentanza è stata necessaria per portare sul tavolo le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Nota di orgoglio del presidente dell’Aran per l’introduzione, per la prima volta in assoluto, di un titolo contrattuale dedicato all’intelligenza artificiale. “Abbiamo scelto la strada del contratto, non della legge né della regolazione unilaterale, per presidiare i diritti dei lavoratori nell’era algoritmica. Questo significa che la contrattazione collettiva sa ancora essere strumento di governo dell’innovazione, e non semplice spettatore”.
Soddisfazione unanime anche da parte dei sindacati. “Finalmente si torna a tutelare i salari di lavoratrici e lavoratori con un aumento delle retribuzioni superiore all’inflazione oggi prevista per il triennio di riferimento e, per la prima volta, con l’introduzione di un meccanismo di verifica successivo a salvaguardia del potere di acquisto”, commenta il segretario generale della Fp Cgil, Federico Bozzanca. “Ora la parola passa a lavoratrici e lavoratori per il giudizio definitivo”.
Per Rita Longobardi della Uil FP, si tratta di “un risultato che va nella direzione che da sempre sosteniamo ai tavoli negoziali: garantire subito alle lavoratrici e ai lavoratori tutte le risorse disponibili senza attendere la fine del triennio contrattuale, istituire un tavolo di monitoraggio che consenta di verificare eventuali scostamenti tra retribuzioni e inflazione e rafforzare gli aumenti sul trattamento tabellare, destinando il 95% delle risorse disponibili”. “Il tempo è salario – conclude – non si tratta di una concessione, ma di una conquista. Risultati concreti, frutto di una trattativa nella quale la UIL FP ha avuto un ruolo determinante, portando proposte innovative e ottenendo risposte attese dal personale delle Funzioni Centrali”.
Di “motivo di grande soddisfazione” parla la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, che come Naddeo sottolinea l’importanza della sottoscrizione avvenuta per la prima volta nella storia del pubblico impiego durante il periodo di vigenza. In questo modo, sostiene, si rafforza “quanto da noi da tempo sostenuto sulla necessità di rispettare i tempi dei rinnovi quale unico strumento per ridare slancio alle retribuzioni e sostenere il potere d’acquisto”.
Inoltre, le innovazioni normative favoriscono “la modernizzazione delle amministrazioni pubbliche, la valorizzazione delle competenze, la conciliazione vita-lavoro, l’innovazione organizzativa, temi fortemente sostenuti dalla Cisl”, tanto quanto l’attenzione dedicata alla trasformazione digitale, all’utilizzo di nuove tecnologie e allo sviluppo professionale del personale è volta “alla consapevolezza che il rafforzamento e la modernizzazione della Pubblica amministrazione passa attraverso le lavoratrici e i lavoratori”.
“L’ipotesi di accordo torna a tutelare i salari dei lavoratori”, afferma il leader della Cgil, Maurizio Landini, “prevedendo aumenti retributivi superiori all’inflazione prevista e, per la prima volta, l’introduzione di un meccanismo di verifica successivo a salvaguardia del potere d’acquisto rispetto a possibili perdite dovute all’inflazione”. Ma soprattutto, “dopo trent’anni viene riconosciuto il diritto alle ferie anche ai neoassunti così come ai colleghi con maggiore anzianità e viene recepita la direttiva europea sulla trasparenza salariale, garantendo uguali diritti a lavoratrici e lavoratori”.
Secondo il numero uno della Cgil “un altro importante avanzamento riguarda la regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Adesso, la parola passa ai lavoratori che dovranno esprimersi sull’ipotesi di accordo che rappresenterebbe un passo importante in termini di innovazione e rafforzamento di diritti e tutele per tutti”.
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