a San Vito Lo Capo una giornata tra emozione, memoria e resistenza civile


Grande partecipazione e profonda emozione venerdì scorso al Teatro Comunale di San Vito Lo Capo per la proiezione di “Paradiso Salvato”, il docufilm diretto da Nicola Biondo e Giacomo Di Girolamo che racconta una delle pagine più importanti della storia civile e ambientale della Sicilia occidentale: la battaglia che negli anni Settanta impedì la realizzazione di un grande polo petrolchimico tra Macari, San Vito Lo Capo e Custonaci.

L’evento, realizzato sotto l’Alto Patronato della Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha rappresentato molto più della semplice presentazione di un’opera cinematografica. È stato un momento collettivo di riflessione sulla storia di un territorio che ha saputo scegliere un modello di sviluppo diverso, fondato sulla tutela del paesaggio e delle sue straordinarie risorse naturali.

Alla proiezione hanno partecipato numerosi cittadini, rappresentanti delle istituzioni e studenti. Presenti il sindaco di San Vito Lo Capo Francesco La Sala, rappresentanti del Libero Consorzio Comunale di Trapani, del Comune di Custonaci e i deputati regionali Dario Safina e Stefano Pellegrino.

 

 Il racconto di una battaglia che ha cambiato la Sicilia

 

“Paradiso Salvato” ricostruisce una vicenda che rischiava di essere dimenticata. Negli anni Settanta, infatti, nell’area che oggi ospita la Baia di Macari, il Bue Marino e alcuni dei paesaggi più suggestivi della Sicilia, era previsto l’insediamento di una grande raffineria petrolchimica.

Un progetto che avrebbe trasformato radicalmente il volto della costa, sostituendo scogliere, mare cristallino e spiagge con ciminiere, serbatoi e infrastrutture industriali.

Fu grazie all’impegno di amministratori, cittadini, studiosi e uomini delle istituzioni che quel progetto venne fermato. Una mobilitazione che oggi viene considerata una delle più significative battaglie ambientali della Sicilia contemporanea e che ha consentito al territorio di sviluppare negli anni successivi un’economia fondata sul turismo e sulla valorizzazione del patrimonio naturalistico.

 

 

 

 

Gli studenti protagonisti

La manifestazione ha visto la partecipazione delle classi terze dell’Istituto Lombardo Radice – Fermi di San Vito Lo Capo.

I ragazzi non sono stati semplici spettatori della proiezione. Nell’ambito di un percorso educativo realizzato insieme al circolo Legambiente Pizzo Cofano, hanno presentato un lavoro dedicato alla tutela del paesaggio e della costa.

Il progetto, sviluppato in collaborazione con i docenti dell’istituto, Legambiente e il Comune di San Vito Lo Capo, ha invitato gli studenti a riflettere sul valore della bellezza che li circonda e sulla necessità di proteggerla.

Gli alunni hanno inoltre realizzato un video che è stato presentato al pubblico con evidente emozione. Un contributo che ha mostrato come le nuove generazioni siano consapevoli del fatto che il mare, le spiagge e il paesaggio che oggi caratterizzano San Vito Lo Capo non siano realtà scontate, ma il risultato di scelte e sacrifici compiuti da chi li ha preceduti.

 

“Un dono alla comunità e alle nuove generazioni”

 Nicola Biondo sottolinea il valore civile e culturale del progetto. «Venerdì non abbiamo semplicemente proiettato un documentario. Abbiamo visto una comunità ritrovarsi attorno a una storia che parla di futuro», ha dichiarato. Per Biondo, il docufilm rappresenta un vero e proprio dono alla comunità e soprattutto ai più giovani.

«Paradiso Salvato racconta un momento in cui qualcuno ebbe il coraggio di immaginare un destino diverso per questa terra. Cinquant’anni dopo, quella stessa capacità di immaginare il futuro è forse la cosa di cui abbiamo più bisogno. La lezione più importante di questa storia è che il futuro non accade da solo. C’è sempre qualcuno che decide di difenderlo. Cinquant’anni fa qualcuno guardò questo mare e vide una raffineria. Qualcun altro guardò lo stesso mare e vide il futuro».

 

“Una storia importante che rischiava di essere dimenticata”

Anche Giacomo Di Girolamo ha evidenziato il valore della memoria storica recuperata attraverso il documentario. «È un progetto che racconta una storia importante e che rischiava di essere dimenticata e che ci fa riflettere sulla fragilità di tutta la bellezza che ci circonda».

 

 

 

Da un comitato spontaneo alla salvezza della costa

Il sindaco di San Vito Francesco La Sala ha ripercorso le tappe che hanno portato alla realizzazione delle iniziative commemorative dedicate a coloro che si opposero alla costruzione della raffineria. Il primo cittadino ha ricordato come circa un anno fa sia nato un comitato promotore con l’obiettivo di celebrare quanti negli anni Settanta si batterono per salvare la costa tra San Vito Lo Capo e Custonaci. Al centro della commemorazione la figura dell’onorevole Vincenzo Occhipinti, allora assessore regionale allo Sviluppo Economico, che svolse un ruolo determinante nel bloccare il progetto petrolchimico.

La Sala ha ricordato anche il contributo del fotografo Salvatore Margagliotti, che documentò dall’alto la straordinaria bellezza dei luoghi minacciati dall’industrializzazione, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica.

Ripercorrendo quegli anni, il sindaco ha sottolineato come il successo della mobilitazione sia stato possibile grazie all’impegno di cittadini, pescatori, professionisti, studiosi e personalità del mondo scientifico che compresero il valore strategico del paesaggio.

«Quando pensiamo agli anni Settanta immaginiamo una Sicilia che rincorreva l’industrializzazione a qualunque costo. Qui accadde qualcosa di diverso. Qualcuno ebbe il coraggio di chiedersi se la vera ricchezza di questo territorio non fosse proprio il paesaggio».

 

La targa a Baia Santa Margherita per ricordare i protagonisti della battaglia

La giornata si è conclusa a Baia Santa Margherita, luogo simbolo della vicenda raccontata dal docufilm.

Qui si è svolta la cerimonia commemorativa dedicata a coloro che impedirono l’insediamento del petrolchimico, con la collocazione della targa in memoria dell’onorevole Vincenzo Occhipinti.

Un momento dal forte valore simbolico che ha unito memoria storica e riconoscenza verso chi, oltre mezzo secolo fa, contribuì a preservare uno dei tratti costieri più belli della Sicilia. Oggi quel tratto di mare rappresenta una delle principali attrazioni turistiche dell’isola. Una realtà che, come ha ricordato più volte la serata di venerdì, non sarebbe esistita senza la lungimiranza di chi seppe difendere il territorio quando il suo futuro sembrava destinato a prendere tutt’altra direzione.

 

Paradiso Salvato, una storia che continua a parlare al presente

La grande partecipazione registrata al Teatro Comunale di San Vito Lo Capo dimostra come quella battaglia ambientale non appartenga soltanto alla storia.

“Paradiso Salvato” ha riportato al centro del dibattito pubblico una domanda ancora attuale: quale modello di sviluppo scegliere per il futuro dei territori?

La risposta che arriva da Macari, dalla Baia Santa Margherita e da tutta la costa sanvitese è scritta nel paesaggio che oggi milioni di visitatori ammirano ogni anno. Un patrimonio che esiste grazie alle scelte compiute cinquantacinque anni fa e che le nuove generazioni sono chiamate a custodire con la stessa responsabilità dimostrata da chi allora decise di difenderlo.

 

 

 

 

 




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