Vincitori Concorso PNRR3: immissione in ruolo quest’anno o nei prossimi? Come calcolare le possibilità per il 2026/27


É ancora in corso in varie regioni la pubblicazione delle graduatorie del concorso PNRR3: molti candidati che risultano vincitori si chiedono in queste settimane se la tanto attesa immissione in ruolo arriverà già per l’anno scolastico 2026/2027 o se bisognerà attendere le tornate successive. Durante il Question Time di Orizzonte Scuola, l’esperta Sonia Cannas ha fatto chiarezza su come stimare la propria situazione, spiegando che la risposta dipende dall’incrocio di tre fattori. Non si tratta di tirare a indovinare: tabelle alla mano, ogni docente può fare un bilancio realistico della propria posizione nella specifica regione e classe di concorso.

Per determinare se si verrà assunti nell’immediato o nei prossimi anni, l’esperta suggerisce di tenere presente e analizzare tre elementi precisi:

  1. i posti rimasti dopo i trasferimenti; 



  2. la presenza di graduatorie precedenti;



  3. la propria posizione in graduatoria e le scelte altrui.

In primo luogo, è necessario verificare il numero esatto di cattedre vacanti e disponibili residue al termine della mobilità. Per farlo, ci si può affidare ai file riepilogativi che sono stati pubblicati in questo periodo dalle diverse sigle sindacali.

Successivamente, occorre accertarsi se nella propria regione esistano ancora graduatorie di concorsi precedenti da cui il Ministero deve attingere obbligatoriamente prima di passare al PNRR3. In quel caso, si dovrebbero contare quante persone precedono ancora il candidato in virtù di queste vecchie procedure.

Infine, si deve valutare la propria posizione nella graduatoria del PNRR3, tenendo conto anche del possibile scorrimento dovuto ai colleghi rinunciatari o che sono nominati attraverso altre procedure o su altre classi di concorso.

Facciamo un esempio pratico: quando ci sono ottime probabilità?

Sonia Cannas ha illustrato il meccanismo attraverso una semplice simulazione numerica per far capire quando si può parlare di “quasi certezza” e quando invece si dipende dalla fortuna dei ripescaggi:

  • caso 1, quasi sicurezza del ruolo: ipotizziamo che nella regione e per una specifica classe di concorso ci siano 70 cattedre disponibili dopo la mobilità. Se, sommando i candidati restanti delle vecchie graduatorie e quelli del PNRR3 più alti in classifica, si scopre di avere in totale solo 50 persone davanti, l’immissione in ruolo per l’anno in corso è potenzialmente sicura;



  • caso 2: ipotizziamo uno scenario opposto, in cui i posti disponibili sono ad esempio solo 20 e si è al 50° posto in graduatoria. Anche in questo caso non bisogna darsi per vinti o considerarsi immediatamente esclusi per il prossimo anno scolastico 2026/27. Tipicamente, le rinunce e le opzioni dei colleghi per altre classi di concorso liberano molti posti, attivando scorrimenti che possono far scalare la graduatoria ben oltre il numero iniziale dei posti banditi.

Le variabili che possono far saltare i calcoli: a cosa stare attenti

Tuttavia, occorre fare alcune precisazioni e considerazioni che rischiano di ridurre il numero delle assunzioni reali e sfuggono alla logica dei calcoli sopra descritti:

  • il calcolo basato sulle cattedre vacanti rischia di annullarsi se il Ministero non dovesse autorizzare per il ruolo la totalità dei circa 46.000 posti rimasti effettivamente liberi. Le immissioni, infatti, sono sempre subordinate al tetto massimo fissato dal decreto ministeriale; questo numero massimo viene poi assegnato ai singoli Uffici Scolastici che devono verificare eventuali recuperi e compensazioni degli anni precedenti;



  • se in una determinata regione e classe di concorso sono ancora presenti i vincitori del concorso ordinario del 2016, a loro spetta in prima istanza il 100% dei posti autorizzati, non potendo conferire nomine ai vincitori delle procedure successive finché la loro graduatoria non sia del tutto esaurita; qui la consistenza numerica delle graduatorie ancora esistenti per classe di concorso e regione



  • i file numerici pubblicati dagli Uffici Scolastici Regionali e dai sindacati dopo la mobilità presentano spesso un dato “falso positivo”, in quanto i posti sono calcolati al lordo degli accantonamenti destinati a chi sta già svolgendo l’anno a tempo determinato finalizzato al ruolo (come i docenti da GPS prima fascia sostegno). Questi posti, in realtà, andranno obbligatoriamente sottratti dal totale di quelli disponibili per i concorsi (bisogna controllare cosa è specificato in ogni pubblicazione);



  • prima di poter assegnare una cattedra alle nuove immissioni in ruolo, inoltre, gli uffici scolastici devono ricollocare il personale di ruolo in esubero sulla provincia o sulla classe di concorso. La possibile presenza di docenti senza sede stabile potrebbe quindi comprimere ulteriormente le reali disponibilità;



  • infine, si devono considerare anche le rettifiche alla mobilità: i quadri delle disponibilità pubblicati subito dopo i movimenti, infatti, non sono mai quasi definitivi. Nelle settimane successive, gli uffici scolastici attuano spesso delle rettifiche ai trasferimenti e ai passaggi di cattedra a causa di errori materiali o reclami, modificando (e talvolta cancellando) posti che inizialmente sembravano liberi per le immissioni in ruolo.

In conclusione, per capire a che punto si è nella propria regione il consiglio è quello di recuperare i dati sindacali sui posti post-mobilità, calcolare quanti candidati precedono la propria posizione (sommando i concorsi pregressi) e monitorare l’avvio delle convocazioni regionali, tenendo presenti tutte le variabili ministeriali che possono modificare i numeri finali.

Attenzione, ricordiamo che i vincitori dei concorsi hanno comunque diritto al ruolo, anche oltre il triennio di vigenza della graduatoria. 

Immissioni in ruolo docenti 2026, posti disponibili dopo la mobilità. Ecco in quali scuole [AGGIORNATO ]

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 Daniela Rinaldi

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