Daini che attraversano viali sabbiosi, il profumo di resina che arriva dalla pineta e il mare che sussurra oltre le dune: tutto questo si trova a pochi minuti da Pisa. Il Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli è uno dei rari angoli d’Italia dove si passa in un attimo dalla foresta litoranea alla palude, dal lago alle spiagge quasi intatte. È un territorio pianeggiante e accessibile, ma pieno di sorprese per chi ama camminare, pedalare o semplicemente fermarsi ad ascoltare gli aironi.
Dove si trova e come arrivarci senza stress
Il parco si estende tra Pisa e Viareggio, affacciato sul Mar Ligure, occupando il tratto di costa tra le foci del Serchio e dell’Arno e spingendosi all’interno fino alle campagne di Coltano. È suddiviso in tenute storiche con identità diverse ma collegate da un elemento chiave: terreni pianeggianti che facilitano gli spostamenti a piedi e in bici.
La Tenuta di San Rossore confina di fatto con Pisa: l’ingresso principale vicino al Ponte alle Trombe e a via delle Lenze permette di entrare nel cuore verde partendo dall’area urbana. In treno si può scendere a Pisa o Viareggio e proseguire con autobus locali o pedalando su lunghi viali ombreggiati. L’aeroporto di Pisa, a due passi, abbrevia i trasferimenti per chi arriva da lontano.
Grazie alla rete di strade bianche e canali, anche chi viaggia leggero può muoversi agevolmente tra città, bosco e mare. Il terreno pianeggiante rende le uscite in bici particolarmente godibili, con tratti lunghi e regolari tra pinete e radure.
Un mosaico di ambienti: dal mare alle paludi
Nel raggio di pochi chilometri si alternano pinete costiere, leccete, lame umide, dune sabbiose, aree salmastre e un grande lago circondato dai canneti. Questo continuo cambio di scenario è la cifra del parco e il motivo per cui conviene dedicare tempo a più aree. Oltre ai daini e ai cinghiali che si muovono all’alba e al tramonto, in stagione migratoria i cieli si popolano di stormi e trampolieri.
Nella Tenuta di San Rossore i lunghi viali sabbiosi, come il Vione della Maddalena e il Vione di San Bartolomeo, tagliano boschi di lecci e pini. Le lame, i tratti più umidi, conservano farnie, frassini, olmi e ontani: frammenti delle antiche foreste planiziali che un tempo dominavano il litorale.
Verso nord, la Tenuta di Migliarino accompagna alla spiaggia di Marina di Vecchiano, con dune colonizzate da piante pioniere resistenti al vento e ai sali, dove negli ultimi anni è stata monitorata la nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta.
Tombolo, Coltano, Massaciuccoli: tre volti inattesi
Proseguendo verso sud, la Tenuta di Tombolo custodisce il tratto tra l’Arno e Calambrone: i sentieri delle dune e dedicati a Gabriele D’Annunzio legano la pineta al litorale, passando tra leccete mature, radure umide e aree salmastre che a fine estate si tingono di viola per salicornia e limonio.
Qui la quercia da sughero segnala un microclima più caldo della media del parco, dettaglio che sorprende chi pensa a una costa uniforme. Nell’interno, la Tenuta di Coltano racconta la lunga storia delle bonifiche agrarie: tra canali, campi e lembi di bosco, i sentieri Mediceo, della Bonifica e della Sementina disegnano percorsi adatti anche alle bici, con il profilo del Palazzo Mediceo a orientare lo sguardo.
Il Lago e il padule di Massaciuccoli sono un capitolo a parte: acqua bassa, canneti fitti, torbiere galleggianti e un intrico di canali accessibili con barchini o battelli. L’area è ideale per il birdwatching, con aironi rossi, falchi di palude e il rarissimo tarabuso, più facile da ascoltare che da vedere.
I percorsi partono da Oasi LIPU e Riserva del Chiarone, spesso su passerelle e tratti accessibili, così da permettere un contatto ravvicinato con l’ambiente umido senza disturbarlo. A nord, tra Viareggio e Torre del Lago, la Macchia Lucchese e la Tenuta Borbone offrono pinete secolari e il cammino della Lecciona, tra dune e memorie storiche legate a Villa Borbone.
La storia del luogo
Il nome San Rossore deriva da Lussorio, martire sardo le cui reliquie arrivarono a Pisa nell’XI secolo, attorno alle quali crebbe il nucleo delle Cascine. Nei secoli, l’area passò dal Capitolo dei Canonici ai Lorena, che avviarono riforestazione e opere idrauliche, quindi ai Savoia, che la trasformarono in residenza estiva e riserva di caccia. Nel dopoguerra entrò nel demanio statale, poi alla Presidenza della Repubblica, fino all’attuale gestione regionale tramite l’Ente Parco. Ogni fase ha lasciato segni leggibili nel paesaggio, dai viali rettilinei alle sistemazioni idrauliche.
Altri luoghi aggiungono capitoli inattesi: a Massaciuccoli, sulle alture, affiorano resti di ville e complessi termali romani; Torre del Lago racconta invece il legame profondo tra Giacomo Puccini e il paesaggio dei canneti. A sud, vicino alla Tenuta di Tombolo, la basilica romanica di San Piero a Grado ricorda il presunto sbarco di San Pietro quando l’Arno seguiva un corso diverso.
Il Canale dei Navicelli, oggi costeggiato da un lungo percorso ciclopedonale, testimonia l’importanza storica dei collegamenti fluviali tra Pisa e il mare. A Coltano, il Palazzo Mediceo disegnato da Buontalenti e la stazione radiotelegrafica installata da Guglielmo Marconi nel 1911 aggiungono un tassello decisivo alla storia delle comunicazioni.
Quando andare e come organizzare le uscite
Il parco si visita tutto l’anno, ma primavera e autunno offrono il mix migliore tra temperature miti, migrazioni e boschi sonori di canti. L’estate spinge verso il litorale – Marina di Pisa, Tirrenia, Calambrone, Marina di Vecchiano, Lecciona – dove si alternano spiagge, dune e pineta, richiedendo però attenzione a caldo e sole. In inverno il paesaggio si fa essenziale e il cielo ospita importanti svernanti acquatici.
Molti itinerari sono pianeggianti e accessibili, inclusi i percorsi attorno al Lago di Massaciuccoli e i tracciati della Macchia Lucchese, mentre le lunghe traversate delle lame o i cammini che attraversano il Tombolo richiedono più resistenza e una gestione attenta dei tempi.
Sapori tra costa, lago e campagna
Nelle aree intorno a Migliarino e Coltano la tradizione è legata a salumi, formaggi, cereali e verdure di pianura, spesso proposti in aziende agricole e fattorie. Sulle rive di Massaciuccoli la cucina valorizza il pesce di acqua dolce e di laguna, mentre lungo la costa – tra Marina di Pisa, Marina di Vecchiano e Viareggio – domina il pescato marinaro, preparato in modo essenziale con olio toscano ed erbe.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Toscana c’è un paradiso selvaggio dove i daini camminano liberi tra boschi e mare. Ecco dove
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Redazione
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