«Resto in FdI come simpatizzante»: Tiero torna da San Pio e smonta la notizia del gruppo misto. Una tempesta in un bicchier d’acqua. Enrico Fratò Tiero ha deciso di parlare al rientro da una visita che attendeva di compiere da mesi: a San Giovanni Rotondo, sulla tomba di San Pio da Pietralcina.
«Non ho mai detto di voler lasciare Fratelli d’Italia né il suo gruppo presso il Consiglio Regionale del Lazio», ha puntualizzato subito il consigliere regionale più votato (oltre 16 mila voti alle regionali del febbraio 2023). «Qualche agenzia ha scritto che approderei al gruppo misto. Scusatemi: ne faccio già parte dal 18 ottobre scorso, quando, destinatario di un provvedimento ai domiciliari del GIP del Tribunale di Latina, decisi serenamente di autosospendermi da FdI e dal suo gruppo. Per me non è cambiato nulla rispetto a otto mesi fa».
Tiero è abile da sempre a giocare con le parole. Lo dimostra ancora una volta: «Secondo lei, lascio Fratelli d’Italia quando, in qualità di semplice simpatizzante, ho contribuito a eleggere uno dei quattro neo consiglieri provinciali del partito? Questa è una verità che conosce Nicola e l’intero direttivo di Latina. Nicola è Nicola Calandrini, il coordinatore provinciale di FdI.
I due nervi scoperti
Il consigliere regionale originario di Castelforte, ma latinense con l’intera famiglia – da papà Erasmo a Raimondo, presidente del Consiglio del Comune capoluogo – precisa di non voler «mettere la polvere sotto il tappeto». L’inchiesta della Procura con l’ipotesi di reato di corruzione ha scoperto due nervi pericolosi: FdI non gli ha restituito due posizioni che occupava prima dell’intervento della Procura e, successivamente, del GIP Giuseppe Cario.
Si tratta del ruolo di vice coordinatore regionale e della presidenza della Commissione Sviluppo Economico e Attività Produttive presso l’assemblea della Pisana. Il primo incarico è rimasto senza assegnatario; del secondo ha beneficiato immediatamente il consigliere regionale di Cisterna Vittorio Sambucci.
Per la prima volta «Fratò» parla apertamente di un «chiarimento necessario» che dovrà avvenire prima ancora della conclusione del giudizio immediato, nel frattempo iniziato davanti al Tribunale di Latina.
Il 9 luglio alla 24mila Baci: la componente si riunisce
Tiero ha già fissato una data. Il 9 luglio riunirà la sua componente presso la discoteca «24mila Baci» di Latina. «Di solito – aggiunge con un pizzico di ironia – stavo con gli amici in prossimità delle festività natalizie. A Natale del 2025 non è stato possibile per le ragioni che conoscete. Ora mi è stato chiesto di recuperare quell’appuntamento: lo teniamo prima delle meritate vacanze e alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali».
In primis le amministrative di Aprilia – se il governo riterrà conclusa la gestione commissariale dopo lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale – e poi in quasi tutti i Comuni del Sud pontino, da Sperlonga a Castelforte e Santi Cosma e Damiano, passando per le isole di Ponza e Ventotene e le più importanti Gaeta, Formia e Minturno. Tiero vuole decidere il proprio futuro politico insieme alla sua componente che, dopo avergli portato in dote 16mila voti tre anni fa, è – parole sue – «in grado di fare meglio e di arrivare a quota 20mila».
«Mi stanno chiamando tutti». Anche Vannacci?
Nel frattempo «Fratò» conferma di restare in FdI, ma aggiunge di ricevere chiamate da ogni direzione. Anche da Futuro Nazionale del generale Vannacci? «Le ripeto: mi stanno chiamando tutti». Spavalderia o consapevolezza di aver messo radici in tutto il territorio provinciale, da Campoverde fino al fiume Garigliano?
Il punto di riferimento di Tiero sono le ultime provinciali, in occasione delle quali il suo candidato nel listone FdI – l’avvocato e presidente del Consiglio Comunale di Sermoneta Pierluigi Torelli – ha primeggiato tra tutti i candidati in lizza, raccogliendo voti sull’intero territorio provinciale con un solo voto ponderato di Latina: quello del presidente del Consiglio comunale Raimondo Tiero.
Torelli possibile vice di Carnevale
Proprio Torelli – secondo alcune anticipazioni – potrebbe essere il vice del neo presidente della Provincia, l’azzurro Federico Carnevale. Di incarichi nel nuovo governo del centrodestra non si è però parlato nel corso dell’incontro che il coordinatore provinciale di FdI, il senatore Nicola Calandrini, ha avuto lunedì presso la federazione di Latina con i quattro neo consiglieri provinciali: Renzo Scalco, Pierluigi Di Cori, Alessandro Porzi e Pierluigi Torelli.
La riunione è servita ad analizzare il risultato elettorale, condividere le linee guida per il lavoro in Provincia e individuare le priorità dei prossimi mesi. «Il risultato ottenuto da Fratelli d’Italia, con il 30,2% dei consensi e quattro consiglieri eletti, conferma il radicamento del partito sul territorio e il ruolo centrale svolto all’interno della vita amministrativa della provincia — ha dichiarato Calandrini. — Si tratta di un risultato che premia il lavoro quotidiano di amministratori, dirigenti, iscritti e militanti e che assegna alla nostra comunità politica una responsabilità ancora maggiore nella rappresentanza delle istanze provenienti dai Comuni della provincia».
Il valore della rete
«Quello di lunedì è stato un momento importante di confronto e programmazione – ha aggiunto il Senatore – Utile per cementare lo spirito di squadra e definire gli obiettivi comuni. I nostri consiglieri saranno chiamati a rappresentare non soltanto i territori dai quali provengono, ma l’intera provincia di Latina, con la consapevolezza che ogni scelta dovrà guardare alle esigenze di tutti i 33 Comuni».
Calandrini ha inoltre sottolineato il valore della rete amministrativa costruita negli anni dal partito sul territorio pontino: «Possiamo contare su una presenza diffusa e radicata che ci consente di conoscere da vicino le necessità delle comunità locali. È questa la forza di una comunità politica che cresce attraverso l’impegno quotidiano dei propri amministratori. A tutti loro va il nostro grazie: hanno messo a disposizione esperienza, credibilità e impegno personale, dimostrando ancora una volta la qualità della nostra classe dirigente».
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