“In gioco lo sviluppo della Liguria”


di Francesca Tarantino – L’incontro promosso dall’eurodeputato del Partito Democratico Brando Benifei ha acceso il dibattito sul nuovo bilancio dell’Unione Europea. Al centro della discussione il rischio di una gestione più centralizzata delle risorse, ma anche le opportunità che la futura programmazione potrebbe offrire a porti, ricerca, innovazione, aree interne, agricoltura e giovani in Liguria.

Quella che si sta giocando a Bruxelles sul bilancio dell’Unione Europea per il periodo 2028-2034 è una partita destinata a incidere direttamente sul futuro dei territori. Il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale definirà infatti le priorità di spesa dei prossimi sette anni in un contesto segnato da nuove sfide economiche, geopolitiche e tecnologiche, dalla competitività industriale alla transizione digitale, fino alle politiche per la sicurezza e l’autonomia strategica europea. Da qui è partito il confronto promosso alla Spezia dall’eurodeputato del Partito Democratico Brando Benifei, che ha riunito amministratori locali e rappresentanti istituzionali per discutere le ricadute della futura programmazione europea sulla Liguria e sui suoi territori. Ad aprire l’incontro è stato il segretario provinciale del Partito Democratico della Spezia, Marco Baruzzo, che ha sottolineato come il tema del bilancio europeo possa apparire distante dalla quotidianità dei cittadini ma riguardi in realtà il modello di Europa che verrà costruito nei prossimi anni e il ruolo che le politiche europee avranno nel ridurre le disuguaglianze e sostenere la coesione sociale.

A fornire il quadro del negoziato è stato Massimo Bonati, segreteria PD La Spezia, ricordando che il dibattito ruota attorno alla proposta della Commissione europea di concentrare la gestione di gran parte delle risorse in un unico Piano Nazionale per ciascun Paese membro. Una novità che modificherebbe profondamente il sistema attuale, nel quale Regioni e territori partecipano direttamente alla programmazione e alla gestione di fondi che finanziano formazione professionale, sviluppo economico, innovazione, inclusione sociale e infrastrutture. È proprio su questo punto che si è concentrato l’intervento di Brando Benifei. Per l’eurodeputato la discussione sul bilancio europeo non riguarda soltanto cifre e capitoli di spesa, ma la capacità dell’Europa di restare vicina ai territori. “Il bilancio europeo è la sostanza reale della politica”, ha affermato, evidenziando come dai fondi europei dipendano molti degli interventi che incidono sulla vita quotidiana delle persone, dalla formazione professionale alle politiche sociali, fino allo sviluppo delle imprese e alla realizzazione di infrastrutture. Una posizione che si inserisce nella linea sostenuta dal Partito Democratico e dal gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo. La proposta è quella di mantenere un ruolo vincolante delle Regioni nella gestione delle risorse, evitando che la programmazione venga concentrata esclusivamente a livello nazionale. L’obiettivo dichiarato è garantire che gli investimenti continuino a rispondere alle esigenze dei singoli territori e non a logiche uniformi applicate indistintamente a tutto il Paese.

Per la Liguria questo significa anzitutto difendere e rafforzare gli investimenti legati all’economia del mare. Nel documento illustrato durante l’incontro viene indicata la Blue Economy come uno degli assi strategici del futuro sviluppo regionale. I fondi europei potrebbero sostenere il sistema portuale di Genova, Savona e La Spezia attraverso la modernizzazione delle infrastrutture, l’elettrificazione delle banchine e il rafforzamento della competitività della filiera logistica e cantieristica. Accanto ai porti trova spazio la sfida dell’innovazione. La Liguria viene individuata come uno dei territori in grado di assumere un ruolo centrale nell’economia dei dati e nella transizione digitale grazie alla presenza di infrastrutture tecnologiche avanzate, ai data center e ai collegamenti sottomarini internazionali. L’idea sostenuta dai Democratici è quella di utilizzare il prossimo ciclo di finanziamenti europei per favorire la crescita delle competenze locali, sostenere l’innovazione delle piccole e medie imprese e accompagnare lo sviluppo di nuovi poli tecnologici. Lo sguardo si è poi allargato alle aree interne e all’entroterra ligure. Un tema richiamato più volte dagli interventi e collegato alla necessità di mantenere strumenti autonomi per la politica agricola e per la coesione territoriale. Secondo le proposte illustrate, una Politica Agricola Comune dotata di risorse dedicate rappresenta una condizione essenziale per sostenere l’agricoltura dell’entroterra, contrastare l’abbandono dei terreni e preservare il presidio del territorio, particolarmente importante in una regione esposta ai fenomeni di dissesto idrogeologico.

Su questi aspetti si è inserito anche il contributo di Luca Menesini, presidente del Gruppo Socialista del Comitato europeo delle Regioni, che ha definito la discussione sul bilancio una riflessione sull’idea stessa di Europa. Da una parte la necessità di investire su competitività, innovazione e sicurezza, dall’altra il rischio che queste nuove priorità vengano finanziate riducendo le risorse destinate alla coesione e ai territori. Per Menesini l’Europa può rafforzarsi soltanto continuando a sostenere le comunità locali e riducendo le disuguaglianze territoriali. Le ricadute concrete di queste scelte sono state evidenziate anche da Simone Franceschi, vicesindaco della Città Metropolitana di Genova, che ha richiamato l’esperienza del PNRR e il ruolo svolto da Comuni e amministrazioni locali nella gestione degli investimenti. Una considerazione ripresa da Beatrice Casini, coordinatrice della Consulta ANCI Giovani Liguria, che ha collegato il tema del bilancio europeo alle opportunità per le nuove generazioni. Formazione, diritto allo studio, lavoro e accesso alla casa sono infatti alcuni dei settori che dipendono in larga misura dalla programmazione europea. “Quando parliamo di bilancio europeo non parliamo soltanto di numeri, ma di quale Europa vogliamo costruire”, ha osservato Casini. La stessa prospettiva emerge dalle proposte avanzate per ricerca e istruzione, che puntano a rafforzare programmi come Horizon Europe ed Erasmus+, considerati strumenti strategici per sostenere università, centri di ricerca e mobilità internazionale degli studenti. Un’attenzione particolare viene riservata anche all’emergenza abitativa, con l’ipotesi di linee di finanziamento europee dedicate al recupero di immobili pubblici e alla realizzazione di alloggi a canone accessibile.

A portare un esempio concreto di utilizzo delle risorse europee è stato Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, intervenuto in videocollegamento. Dika ha richiamato l’esperienza toscana, dove fondi europei sostengono misure dedicate a giovani, formazione, diritto allo studio e servizi alle famiglie, indicando nella programmazione regionale uno strumento capace di trasformare le risorse comunitarie in interventi direttamente percepibili dai cittadini. Una riflessione che si collega a quella proposta da Davide Natale, consigliere regionale e segretario ligure del Partito Democratico, secondo cui la partita che si sta giocando a Bruxelles riguarda direttamente il futuro dei territori. “Nel bilancio dell’Unione Europea c’è il nostro futuro”, ha affermato, richiamando l’attenzione sui possibili effetti della nuova programmazione su servizi sociali, agricoltura, edilizia scolastica, infrastrutture, abbattimento delle barriere architettoniche e sostegno alle aree interne. Per Natale il rischio di una gestione eccessivamente centralizzata sarebbe quello di comprimere la capacità dei territori di costruire risposte modellate sulle proprie esigenze e caratteristiche.

A chiudere il confronto è stato Brando Benifei, che ha richiamato la necessità di un’Italia più protagonista nelle scelte europee. Secondo l’eurodeputato, il nostro Paese dispone del peso politico e istituzionale per incidere maggiormente su un negoziato destinato a orientare il futuro dell’Unione, ma deve saper esercitare questo ruolo con più determinazione. Una sfida che si intreccia con il confronto sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, il bilancio che definirà priorità, investimenti e strumenti d’intervento dell’Europa per il prossimo settennio. Un passaggio che, secondo quanto emerso dall’incontro spezzino, va ben oltre la distribuzione delle risorse e chiama in causa il rapporto tra Bruxelles, gli Stati membri e le comunità locali, a partire dal ruolo che continueranno ad avere Regioni e Comuni nella costruzione delle politiche europee.

Farmacia di turno di Martedì 3 novembre dalle 08:30 sino alle 08:30 del giorno successivo

DELL’ARSENALE
VIA MONFALCONE 300 REBOCCO
0187-716856

I dati sono estratti dall’Ordine dei Farmacisti della Spezia. La società editrice non risponde di eventuali variazioni o aggiornamenti della programmazione intervenuti successivamente alla pubblicazione.

Vedi tutti i prossimi turni →


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม