Dovevano essere il simbolo della città più verde, sostenibile e resiliente immaginata dal progetto Trapani Green.
Invece, alcune delle nuove alberature messe a dimora negli ultimi mesi rischiano di trasformarsi in un caso amministrativo.
A fine maggio era stato lanciato l’allarme: il nuovo bosco urbano di Trapani rischiava già la sete.
A meno di un mese di distanza, una lettera inviata al sindaco Giacomo Tranchida da un cittadino riporta al centro del dibattito lo stato delle nuove alberature messe a dimora nell’ambito del progetto Trapani Green.
Prima vennero segnalati gli alberi messi a dimora davanti la scuola “E. Pertini” di via Terenzio, davanti il murales dedicato a Francesca Morvillo.
E fu risposto che l’apparente sofferenza degli alberelli era dovuta all’adattamento e, comunque, che alcuni non sopravvivessero era fisiologici.
Questa volta, a destare la preoccupazione del cittadino sono soprattutto gli alberi collocati nel parcheggio del cimitero comunale,lato mare. Secondo quanto segnalato, diverse piante mostrerebbero già evidenti segni di sofferenza, al punto da apparire quasi secche, a poche settimane dalla loro messa a dimora.
Il cittadino descrive un terreno insufficiente per consentire il corretto sviluppo delle radici, presenza di detriti e materiali di risulta lasciati attorno agli alberi e di un sistema di irrigazione ritenuto inadeguato alle elevate temperature di queste settimane.
“Si stanno piantando alberi soltanto per spendere i fondi del PNRR?”, si chiede il cittadino, che parla apertamente di spreco di denaro pubblico e di un possibile danno ambientale.
Dubbi anche nell’area dell’ex CCR
Le perplessità riguardano anche gli interventi effettuati nell’area dell’ex Centro Comunale di Raccolta di via Dante Alighieri.
Qui, secondo la segnalazione, gli alberi sarebbero stati piantati mentre l’area si presenta ancora come un cantiere aperto.
Sebbene sia visibile un impianto di irrigazione e siano in corso interventi di sistemazione del terreno, il cittadino nella sua lettera al sindaco, chiede chiarimenti sull’effettiva funzionalità delle opere e sulle condizioni delle nuove piante.
La vicenda richiama inevitabilmente il caso simbolo rappresentato da un giovane alberello piantato davanti alla scuola Pertini di via Terenzio.
A pochi giorni dalla messa a dimora,mostrava già foglie affaticate e segni di sofferenza, diventando l’emblema di una domanda più ampia: il progetto Trapani Green sta rispettando i tempi della natura o quelli della burocrazia?
Il paradosso di Trapani Green
La denuncia arriva proprio mentre il Comune porta in dirittura di arrivo Trapani Green, il programma che punta a ridisegnare il volto ambientale della città attraverso migliaia di nuove alberature distribuite in diverse aree urbane.
Il progetto rappresenta uno degli investimenti ambientali più ambiziosi degli ultimi anni nel capoluogo.
Finanziato dal Ministero dell’Ambiente con circa 475 mila euro, prevede la messa a dimora di 2.422 tra alberi e arbusti, la creazione di arboreti urbani, nuove aree verdi, parcheggi ombreggiati e superfici drenanti distribuite in oltre quaranta zone della città.
Tra gli interventi programmati figurano proprio le nuove alberature nei parcheggi pubblici, nelle strade cittadine e nelle aree urbane maggiormente esposte agli effetti delle ondate di calore.
Il problema è che il cronoprogramma del finanziamento impone il completamento degli interventi entro il 30 giugno 2026, costringendo ad accelerare le piantumazioni proprio mentre la Sicilia entra nella stagione più calda dell’anno.
Proprio per questo, le immagini delle piante oggi in sofferenza rischiano di colpire al cuore uno dei progetti simbolo dell’azione amministrativa.
Perché la questione non riguarda soltanto il numero di alberi piantati, ma soprattutto la loro sopravvivenza.
Non basta piantare un albero
Chi si occupa di forestazione urbana lo ripete da anni: la fase più importante non è la messa a dimora, ma quella successiva.
Le giovani piante necessitano infatti di irrigazione costante, manutenzione e monitoraggio soprattutto durante i primi anni di vita, quando sono maggiormente esposte agli stress climatici e al rischio di disseccamento.
Senza queste attività, anche gli interventi più ambiziosi rischiano di fallire.
Ed è proprio questo il timore espresso nella lettera indirizzata al sindaco.
L’autore della segnalazione chiede all’amministrazione di verificare immediatamente lo stato delle alberature e di intervenire per evitare che gli investimenti realizzati finiscano per trasformarsi in un insuccesso.
Perché la sfida è la manutenzione: il successo del progetto non dipenderà dal numero di alberi piantati.
La nuova denuncia del cittadino fotografa un fatto: molte piante, in diverse zone della città, mostrano già foglie arrugginite e segni di stress idrico.
È esattamente questo il nodo: senza adeguata irrigazione e manutenzione, il rischio è che gli alberi appena piantati non riescano a superare la loro prima estate.
E sarebbe un paradosso difficile da spiegare.
Perché Trapani Green nasce per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e rendere la città più resiliente al caldo.
Adesso si attende una risposta dell’amministrazione comunale.
Nel frattempo, le immagini diffuse dal cittadino riaccendono la domanda: la corsa a rispettare le scadenze del progetto sta mettendo a rischio la sopravvivenza delle stesse piante che dovrebbero cambiare il volto verde della città?
Se gli alberi sopravviveranno, il progetto potrà diventare un modello di rigenerazione urbana. Se invece dovessero morire dopo pochi mesi, resterebbero soltanto le buche, i costi sostenuti e molte domande senza risposta.
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redazione@tp24.it (Valentina Colli)
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