Kickl punta alla cancelleria austriaca


Il congresso fondativo si aprì il 7 aprile 1956. La festa di Vienna è arrivata 74 giorni dopo l’anniversario esatto. La distanza dal calendario storico ha collocato la ricorrenza all’inizio dell’estate politica e l’ha consegnata alla prossima campagna federale.

Due sedi: la Hofburg ha ospitato il Festakt. Stephansplatz ha accolto il Volksfest con musica e discorsi. Kickl è intervenuto in entrambe.

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Un palazzo istituzionale e una piazza aperta

La giornata ha seguito due ambienti. Nel Festsaal della Hofburg la FPÖ ha adottato il cerimoniale di una forza pronta a governare. In Stephansplatz il secondo intervento di Kickl ha raggiunto i sostenitori durante una festa con musica dal vivo.

La Hofburg ospita gli uffici del presidente federale e richiama l’autorità dello Stato. La piazza davanti al Duomo assegna alla stessa ricorrenza un carattere popolare. La scelta lega l’aspirazione alla cancelleria alla mobilitazione contro i rivali politici.

ORF ha seguito i due appuntamenti come parti della stessa giornata politica. Il programma esterno comprendeva Roberto Blanco. Kurier aveva inserito il cantante tra gli artisti annunciati per Stephansplatz.

Il «Volkskanzler» resta una formula elettorale

Kickl ha chiamato Volkskanzlerschaft il traguardo politico della FPÖ e ha descritto la prossima consultazione federale come una Schicksalswahl. Le traduzioni letterali sono «cancellierato del popolo» ed «elezione del destino». Il lessico concentra la gara sul capo del partito e presenta gli avversari come un blocco estraneo alla volontà degli elettori.

L’ordinamento austriaco conosce la carica di Bundeskanzler. Il presidente federale nomina il cancelliere e il Nationalrat conserva il potere di sfiduciare il governo. Volkskanzler è un marchio politico privo di una carica costituzionale autonoma.

ANSA ha registrato il richiamo di Kickl alla sovranità nazionale e all’immagine della Fortezza Austria. La conferma di Orbán alla guida di Fidesz precede la cerimonia di sette giorni. Reuters ha documentato la rielezione interna del 13 giugno 2026 dopo la sconfitta contro Péter Magyar.

La remigrazione oltre il diritto dei rimpatri

Kickl ha definito la remigrazione una «giustizia ragionevole» e ha chiesto una società omogenea. Ha rivendicato al corpo politico nazionale la decisione su chi entri nel Paese. Il leader FPÖ ha chiesto anche l’esclusione dei Völkerwanderer dalla Mindestsicherung, il sistema austriaco di assistenza minima.

Nel diritto dell’Unione il rimpatrio riguarda cittadini di Paesi terzi privi del diritto di soggiorno. Kickl affianca invece la remigrazione al welfare e all’omogeneità nazionale. Il perimetro politico supera così l’esecuzione amministrativa di un allontanamento.

Il corteo romano sulla remigrazione sosteneva una proposta di rientro volontario assistito per stranieri regolarmente presenti. A Vienna la stessa parola accompagna lo stop all’asilo e la restrizione del welfare. I due perimetri divergono.

Anche i centri di rimpatrio in Paesi terzi seguono una strada diversa. La disciplina europea riguarda persone prive del diritto di soggiorno. Il discorso di Kickl estende la contesa alla composizione della società austriaca.

Gli invitati attraversano due gruppi dell’Eurocamera

La delegazione riunita nella Hofburg attraversa due gruppi del Parlamento europeo. FPÖ, Fidesz, PVV e ANO operano nell’area dei Patriots for Europe. L’AfD appartiene a Europe of Sovereign Nations. L’Eurocamera conta entrambi tra gli otto gruppi della legislatura.

La presenza comune mostra una convergenza su immigrazione e sovranità nazionale pur lasciando separate le appartenenze parlamentari. Die Presse ha descritto la cerimonia come una vetrina europea costruita attorno a Kickl. L’invito al premier ceco attribuisce alla giornata anche un contatto con un governo in carica.

Il 30 giugno 2024 la FPÖ ospitò a Vienna il lancio del nucleo dei Patriots. Fidesz e ANO furono gli altri firmatari. Due anni dopo Fidesz opera dall’opposizione ungherese. ANO guida il governo ceco. La rete conserva continuità organizzativa mentre cambia la posizione nazionale dei fondatori.

Dalla vittoria del 2024 al governo Stocker

Il 29 settembre 2024 la FPÖ ha firmato il primo successo nazionale della sua storia nella Seconda Repubblica. Il risultato ufficiale pubblicato dal Parlamento austriaco ha aperto una formazione di governo durata cinque mesi.

Il primato elettorale lasciò aperta la formazione del governo. I negoziati tra i partiti che in seguito avrebbero formato l’esecutivo Stocker si interruppero all’inizio del 2025. Il presidente Alexander Van der Bellen affidò a Kickl l’incarico il 6 gennaio. Il leader FPÖ lo restituì il 12 febbraio dopo il fallimento delle trattative con l’ÖVP.

Christian Stocker entrò in carica il 3 marzo 2025 alla guida della coalizione tripartita. La Cancelleria federale austriaca mantiene quell’esecutivo nell’elenco dei governi in carica. La FPÖ possiede il gruppo più numeroso e resta priva di ministeri federali.

Reinthaller e il lascito del VdU

Quel congresso si svolse al Zum Weißen Hahn di Vienna-Josefstadt. La FPÖ raccolse l’eredità del Verband der Unabhängigen, la Federazione degli indipendenti. Le riunioni preparatorie risalgono al 1955 e il conteggio ufficiale parte dal congresso dell’anno seguente.

Il primo presidente fu Anton Reinthaller, già ministro nazista e ufficiale delle SS. Il Dokumentationsarchiv des österreichischen Widerstandes colloca numerosi ex nazionalsocialisti nelle strutture dirigenti della nuova formazione. La ricorrenza del 2026 conserva quella data senza cancellare la provenienza politica dei fondatori.

Walter Rosenkranz ha collegato la tradizione del partito anche al liberalismo nazionale del 1848 durante la cerimonia nella Hofburg. Le due genealogie appartengono a piani diversi: una riguarda il racconto politico scelto dalla FPÖ e l’altra la composizione documentata del gruppo nato nel dopoguerra.

Da Steger a Haider e alle coalizioni con l’ÖVP

La fase nazional-liberale portò la FPÖ nel governo con la SPÖ nel 1983 sotto Norbert Steger. L’elezione di Jörg Haider alla presidenza nel 1986 spinse il cancelliere Franz Vranitzky a chiudere l’alleanza. Kleine Zeitung individua nel cambio di guida la frattura che aprì l’espansione populista del partito.

Nel 2000 Wolfgang Schüssel formò una coalizione ÖVP-FPÖ. Gli altri quattordici Stati dell’Unione europea limitarono per alcuni mesi i rapporti politici bilaterali con Vienna. La scissione del BZÖ nel 2005 trasferì alla nuova formazione Haider e i ministri provenienti dalla FPÖ.

Sebastian Kurz riportò il partito al governo nel dicembre 2017 e Kickl assunse il ministero dell’Interno. Il video di Ibiza pubblicato nel maggio 2019 portò alle dimissioni del vicecancelliere Heinz-Christian Strache e alla caduta della coalizione. Kickl guida la FPÖ dal 2021.

Le critiche riguardano gli ospiti e l’affidabilità di governo

La SPÖ ha contestato la presenza dei vertici della destra radicale europea accanto a un Kickl presentato come «vero difensore della Costituzione». La presidente dei Verdi Leonore Gewessler ha associato Orbán e Wilders all’indebolimento delle istituzioni liberali.

L’ÖVP ha scelto un’accusa diversa e ha contrapposto la celebrazione al lavoro parlamentare. Salzburger Nachrichten ha raccolto le reazioni del giorno dopo e ha registrato la disputa sull’idoneità della FPÖ a guidare il governo dopo le trattative fallite del 2025.

Kickl aveva già impostato la replica nella Hofburg. Nel suo discorso la minaccia alla democrazia proviene dai partiti che limiterebbero il peso degli elettori. La contesa investe così la legittimità reciproca dei blocchi austriaci e supera la sola lista degli invitati.

La soglia dei 92 seggi limita la forza della festa

Il Nationalrat conta 183 deputati e la maggioranza assoluta richiede 92 voti. I partiti del governo Stocker dispongono insieme di 110 seggi. Alla FPÖ ne mancano 35 per governare da sola.

La celebrazione non altera la composizione dell’assemblea né apre una crisi federale. La coalizione Stocker conserva diciotto voti oltre la soglia. Gli ospiti stranieri accrescono la proiezione europea di Kickl e nessuno di loro vota nel Nationalrat.

La prossima campagna federale partirà da una candidatura già dichiarata. Il problema parlamentare rimane identico: altri voti oppure un alleato austriaco.


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 Junior Cristarella

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