La terna chiude il lavoro della giuria letteraria e apre il voto dei lettori. Il bando riserva il concorso a raccolte in italiano firmate da un unico autore. La classifica dipende dal secondo collegio.
Stato del premio: i finalisti sono ufficiali. Il notaio aprirà le schede durante la cerimonia alle Ville Ponti.
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Villa Panza consegna la terna ai lettori
L’annuncio del 20 giugno a Villa Panza ha chiuso l’esame delle opere candidate. La giuria letteraria ha indicato i tre autori. Da quel momento la scelta passa ai 150 giurati popolari selezionati in Italia e nella Svizzera italiana.
Terna e vincitore appartengono a collegi diversi. I giurati popolari ricevono tutti i libri in gara e depositano una preferenza dopo averli affrontati per intero. La scheda riguarda le raccolte integrali.
Romano Oldrini presiede la giuria letteraria
La giuria letteraria è presieduta dallo scrittore e poeta Romano Oldrini. Il bando affianca autori e docenti universitari a giornalisti e responsabili di biblioteca. Il mandato del collegio termina con la scelta dei tre libri.
Il bando restringe il campo alla raccolta d’autore
Il regolamento ammetteva opere in lingua italiana con ISBN e regolare distribuzione in Italia o nella Svizzera italiana, pubblicate fra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026. Ogni libro doveva raccogliere testi dello stesso autore. Le antologie collettive erano escluse.
La finestra copre dodici mesi editoriali. Il numero di 51 candidature riguarda esclusivamente quel periodo. Romanzi brevi e antologie collettive non rientravano fra le opere ammesse.
Il bando mette 450 copie nel circuito di voto
L’Associazione acquista 150 copie di ciascun titolo e le invia ai giurati con le modalità di voto. Il totale è di 450 copie distribuite fra Italia e Svizzera italiana prima della proclamazione.
La quantità è identica per ogni finalista. Ogni editore entra nel circuito con 150 esemplari. La diffusione fra i votanti resta separata dal peso commerciale del marchio.
Biondillo attraversa epoche e registri
Uno dei racconti di Biondillo si apre nella Milano del 1968 durante l’occupazione della Triennale. Un altro raggiunge la città del lockdown. Fra i due estremi corre una linea temporale superiore a mezzo secolo.
Roma negli anni Venti ospita una vicenda legata a un attentato contro Mussolini. A Larderello la storia locale si intreccia con la leggenda. Un paese senza nome segnato dalla guerra accoglie il ritorno di un soldato creduto morto.
Il libro cambia epoca e ambientazione da un racconto all’altro. Gli eventi pubblici entrano nelle vite individuali e Milano rimane uno dei luoghi del volume senza assorbirne l’intera geografia.
Malvaldi torna a Pineta con sei casi
Il libro di Malvaldi raccoglie sei racconti gialli apparsi nell’arco di quattro anni e li accompagna con un intervento inedito dell’autore. Massimo e Alice affrontano delitti costruiti su situazioni comiche. Fra i casi compaiono una strage di maiali sotto protezione e un morto sulle piste da sci accanto a tute identiche.
I sei testi provengono da antologie tematiche e ora formano un solo volume. Il montaggio editoriale rende visibile la distanza fra le date di composizione. La pagina aggiunta dall’autore orienta proprio sul tempo trascorso e sui rapporti interni al gruppo.
La serialità offre una continuità diversa da quella di un romanzo. Ogni indagine si chiude e il gruppo conserva gli effetti del tempo trascorso. Il congegno poliziesco osserva anche i rapporti fra personaggi che il pubblico conosce da molti anni.
Scotti concentra l’inquietudine nelle case
Il volume di Scotti raccoglie sedici racconti autonomi. Le scene partono da ambienti domestici riconoscibili. Una variazione minima altera i rapporti e la percezione dello spazio. In alcuni testi il corpo registra per primo lo scarto.
Alcuni racconti sono ambientati in Giappone. Scotti divide il proprio tempo fra Italia e Giappone dal 2011. La geografia entra nei testi attraverso soglie domestiche e abitudini quotidiane. L’ellissi governa la quantità di informazioni affidata a chi legge.
Il libro lascia che l’assenza organizzi il ritmo. Nel confronto con gli altri finalisti Scotti usa la maggiore compressione: l’azione nasce da deviazioni minime dentro spazi limitati. Il titolo indica case vuote e il racconto mostra il processo che le rende estranee.
La forma breve cambia da un libro all’altro
Biondillo chiede al racconto di spostarsi fra epoche. Malvaldi usa personaggi già noti e misura il tempo attraverso la serialità.
Scotti segue una via più contratta, fondata sull’ellissi. Il voto dovrà comparare libri che richiedono tempi d’attenzione molto diversi. La procedura assegna a ogni giurato gli stessi volumi e colloca le opere sul medesimo piano materiale.
Centocinquanta schede, due canali di voto
L’edizione 2026 introduce una votazione mista. Centoventi giurati useranno la piattaforma elettronica Eligo e trenta consegneranno la scheda cartacea al notaio. Il canale digitale raccoglie l’80 per cento dei votanti. Alla carta spetta il restante 20 per cento.
Lo scrutinio avverrà davanti al pubblico durante la cerimonia. Le preferenze dei due canali confluiranno nel medesimo conteggio notarile.
Il vincitore riceve un incarico oltre al premio
Il bando assegna 1.000 euro a ciascun finalista. Chi ottiene più voti riceve altri 2.000 euro.
Al vincitore spetta anche la presidenza per un anno della giuria del Premio Chiara Giovani. L’incarico collega la gara per opere edite alla selezione dei nuovi autori. La presenza a Varese nel fine settimana conclusivo è obbligatoria e l’assenza comporta l’esclusione.
Giovani e inediti allargano l’edizione
Il Premio Chiara Giovani, riservato agli autori fra 15 e 20 anni, ha raccolto oltre 150 racconti sul tema Gioco. Venticinque concorrenti accedono alla selezione conclusiva, meno di un elaborato su sei. Il volume che li raccoglie sarà sottoposto alla stessa Giuria dei Lettori.
Il XVII Premio Chiara Inediti è stato assegnato a Luca Astone per Il deposito delle metamorfosi. Il Premio ne ha annunciato la pubblicazione. I due concorsi affiancano la gara per libri editi mantenendo regole e graduatorie separate.
Il programma 2026 comprende anche il Premio Chiara 12-14 e un concorso audio dedicato ai podcast su Piero Chiara. Le fasce d’età e i formati cambiano senza alterare il centro del progetto, che resta il racconto breve.
Il quarantennale di Piero Chiara e l’assenza di Bambi
Il 2026 cade a quarant’anni dalla morte di Piero Chiara, nato nel 1913 e scomparso nel 1986. La ricorrenza riporta al centro la forma narrativa a cui il concorso è riservato, la raccolta di racconti.
Quella è stata anche la prima proclamazione dei finalisti dopo la scomparsa di Bambi Lazzati. Per quasi quarant’anni ha guidato l’Associazione Amici di Piero Chiara e ha accompagnato il Premio nella sua dimensione transfrontaliera.
L’edizione 2026 rende visibile il passaggio a una direzione collegiale. La continuità si misura nei bandi già pubblicati e nella conferma della giuria popolare. Il calendario unisce Lombardia e Canton Ticino.
Da Lugano e Gallarate alla finale di Varese
I finalisti saranno ospiti del Premio il 17 e 18 ottobre. Il fine settimana prevede incontri a Lugano e Gallarate prima della cerimonia di Varese. Lo spoglio notarile si terrà alle Ville Ponti.
La Sala Napoleonica ospiterà la cerimonia con ingresso libero. La sequenza delle sedi ribadisce la natura insubre del concorso: la selezione nasce a Varese e coinvolge lettori delle due sponde del confine italiano e svizzero.
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Junior Cristarella
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