Le mostre dell’estate 2026 del Museo MACRO a Roma


L’estate 2026 del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma si apre con due nuove mostre che affrontano il presente da prospettive differenti ma complementari. Da un lato c’è Ciò che mi guarda, la prima grande retrospettiva museale italiana dedicata all’artista svizzera Miriam Cahn (Basilea, 1949), curata dalla direttrice del museo, Cristiana Perrella, e dall’altro, Le imperfezioni, progetto collettivo che riunisce i lavori di Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi, vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel, sotto la direzione curatoriale di Sara Dolfi Agostini.

La mostra di Miriam Cahn a Roma

Annoverata tra le voci più urgenti e necessarie dell’arte contemporanea internazionale, Miriam Cahn arriva a Roma con un progetto espositivo che riunisce oltre 130 opere, accompagnando il pubblico attraverso oltre cinquant’anni di ricerca sul corpo, la violenza, il desiderio, la vulnerabilità e la guerra. Questioni che Cahn indaga con coerenza fin dagli esordi e che riaffiorano nello spazio espositivo attraverso un linguaggio intenso, fatto di segno e colore.
Le opere coprono l’intera traiettoria dell’artista, dalla fine degli Anni Settanta ai lavori più recenti. Il percorso non segue un ordine cronologico, ma si articola in costellazioni tematiche che mettono in dialogo opere realizzate in periodi differenti. I grandi disegni a carboncino e gesso su carta degli esordi si armonizzano con gli acquerelli dai colori vibranti degli Anni Ottanta e dei primi Novanta dedicati all’Atombombe, l’arma atomica tornata di drammatica attualità, e con i dipinti più recenti, restituendo la radicalità di un linguaggio che nel tempo non ha perso forza espressiva.
Il corpo è al centro della sua pittura — frantumato, esposto, vulnerabile ma resistente — rappresentato attraverso un segno urgente e materico, volutamente distante da qualsiasi idea di perfezione formale.

“Miriam non rientrava nei canoni dell’arte concettuale e minimale”, ha sottolineato la curatrice Cristiana Perrella. “Ha sempre reagito alla realtà attraverso una forte fisicità del lavoro e un rapporto diretto con i materiali dell’arte. Non la definirei un’artista concettuale in senso stretto, ma è evidente che il rigore progettuale e la struttura che guidano il suo percorso rivelano una solida base concettuale, talvolta persino a scapito dell’aspetto più propriamente pittorico”.

Le imperfezioni al centro di una mostra al MACRO

“Le imperfezioni sono una forma di scarto produttivo rispetto alla logica dell’algoritmo e ai flussi di dati che governano la realtà”, spiega Sara Dolfi Agostini, curatrice della Fondazione Paul Thorel. La mostra riunisce le opere di Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi, realizzate a Napoli nel 2025 durante la residenza artistica ottenuta grazie alla vittoria della terza edizione del Premio Paul Thorel.
Allestita negli spazi che in passato ospitavano la “meta-collezione” fotografica del museo firmata da Giovanna Silva, la mostra prende come punto di partenza il digitale, ormai diventato una vera e propria infrastruttura del presente. Le artiste ne mettono però in discussione i presupposti di trasparenza, velocità e controllo, aprendo a rappresentazioni alterate e ambigue della realtà. Il percorso attraversa paesaggi naturali e urbani, per arrivare poi alla dimensione più intima degli spazi domestici. Il concetto di “imperfezione” diventa così una risposta alla prevedibilità degli algoritmi e alla pervasività dei sistemi computazionali che influenzano ogni aspetto della vita contemporanea.

Tutte le mostre da vedere al MACRO di Roma

Tutte le mostre da vedere al MACRO di Roma Ai nuovi progetti espositivi appena inaugurati si aggiungono la prima mostra in Italia di Hito Steyerl, Mechanical Kurds, incentrata sul rapporto tra intelligenza artificiale, geopolitica e lavoro digitale; la mostra dedicata agli ottant’anni del Premio Strega, a cura di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, che ripercorre il ruolo del premio come osservatorio dei cambiamenti culturali italiani. Torna, infine, SHE DEVIL, rassegna internazionale di videoarte al femminile ideata da Stefania Miscetti, mentre la sala audio ospita un progetto sulla voce della poetessa Amelia Rosselli, a trent’anni dalla scomparsa. Tutte visibili sino al 30 agosto.

Valentina Muzi

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma
Via Nizza 138, 00198 Roma

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