IL TEATRO DELL’ASSURDO – Cronache di Resistenza Politica e Verità Documentate
a cura di Aldo Alessio (Ulisse) ◆ Comunicato N°45 ◆ 21 giugno 2026
🎭 MISS BALLE SPAZIALI alias La Capasanta – (Samān)
Cronaca di un governo all’insegna dell’arroganza — Quarantacinquesima Edizione —
1. Gli Organi di Governo del Comune previsti dal TUEL e la Dittatura Democratica
Nel bilanciamento dei poteri, che rappresenta l’ossatura portante della democrazia italiana, i tre organi di governo dei Comuni sono il Sindaco, la Giunta e il Consiglio, che delineano l’architettura istituzionale dell’ente: tre pilastri pensati per reggersi a vicenda, non per inchinarsi l’uno all’altro. Ciascun potere possiede competenze specifiche e distinte, che spaziano dall’indirizzo politico-amministrativo all’esecuzione, fino alla rappresentanza e alla gestione monocratica. Sulla carta, s’intende.
1. Il Sindaco: Potere Monocratico. Il Sindaco è l’organo monocratico (costituito da una sola persona) eletto direttamente dai cittadini. Ha una duplice veste: è il capo dell’amministrazione comunale e, al contempo, ufficiale di Governo per le funzioni delegate dallo Stato. Rappresentanza: è il legale rappresentante dell’ente e guida la comunità. Indirizzo e controllo: nomina e revoca gli assessori e sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici. Atti tipici: emette ordinanze (es. per emergenze o sicurezza) e decreti.
2. La Giunta Comunale: Potere Collegiale ed Esecutivo. La Giunta è l’organo esecutivo del comune ed è di natura collegiale. È formata dal Sindaco (che la presiede) e da un numero di assessori, previsti dalla legge, da lui stesso nominati. Gestione amministrativa: traduce in concreto le linee di indirizzo stabilite dal Consiglio, attuando i programmi. Poteri di spesa: delibera su tutte le questioni di natura amministrativa e gestionale che non sono riservate al Consiglio, compresa la gestione del bilancio. Atti tipici: adotta deliberazioni (delibere di Giunta).
3. Il Consiglio Comunale: Potere Collegiale di Indirizzo e Controllo. Il Consiglio Comunale è l’organo collegiale di massima rappresentanza della collettività, anch’esso eletto direttamente dai cittadini. Indirizzo e programmazione: definisce gli obiettivi politici, approva lo Statuto, i regolamenti, il bilancio e i piani urbanistici. Controllo: vigila sull’operato del Sindaco e della Giunta. Atti tipici: adotta deliberazioni consiliari. Tra i poteri del Consiglio, il più temuto — e infatti il meno esercitato — resta quello di approvare la mozione di sfiducia al sindaco, con conseguente scioglimento del consiglio comunale.
Quando questi tre poteri vengono concentrati volutamente nelle mani di una sola persona — in questo caso del Sindaco — che decide per tutti, mentre Giunta e Consiglio servono solo a ratificare le sue decisioni con la solerzia di un notaio compiacente, non si ha un rafforzamento del tessuto democratico, ma un suo lento e silenzioso svuotamento: la formula più elegante per definirlo resta “Dittatura Democratica”.
Il caso della consigliera Magno ci ha confermato proprio l’accentramento dei poteri nelle mani di una sola persona: una conferma, non una sorpresa, visto che lo sospettavamo da tempo. Assessori e consiglieri di maggioranza devono recuperare il proprio ruolo istituzionale e far valere i propri punti di vista, nonché il proprio diritto al dissenso, senza accettare supinamente tutto ciò che viene calato dall’alto.
2. Ci vuole più rispetto per il ruolo dei consiglieri comunali – I consiglieri comunali meritano rispetto per il loro ruolo istituzionale, in quanto rappresentanti dei cittadini elettori che li hanno scelti per comporre il massimo organo rappresentativo, appunto il Consiglio comunale. I casi del consigliere di minoranza Salvatore La Rosa, della Vicepresidente del Consiglio Mimma Raso, della Consigliera Gina Pedullà e, da ultimo, della consigliera Giusy Magno e del Consigliere Enzo Filippone, sono emblematici e dimostrano chiaramente che è in corso un tentativo di stravolgimento del voto elettorale attraverso l’uso strumentale di cavilli giuridici, applicati puntualmente ad personam, o comunque alla sola parte dissidente.
C’è da aspettarsi che nel prossimo consiglio si ripeta il tentativo strumentale di far dimettere anche la Vicepresidente del Consiglio comunale: la collezione, evidentemente, non è ancora completa.
3. Strumentalizzazione dei canali social e intimidazione del dissenso – Si assiste a una sistematica censura del dissenso, social compresi, attuata attraverso:
• Pressioni dirette: diffide verbali e messaggi di richiamo rivolti a cittadini e professionisti, colpevoli di aver osato esprimere critiche sull’operato della Giunta — nemici della Repubblica, evidentemente. Tra i casi più noti: la fioraia di via Roma, una professionista redarguita per la museruola del cane, e una vedova che aveva segnalato un problema di igiene urbana, minacciata tramite il cellulare di un consigliere di maggioranza il quale, poveretto, non sa o non vuole spiegare chi mai possa averlo usato a sua insaputa. In questo specifico caso, nessuna solidarietà è stata espressa alla signora interessata;
• Uso improprio della Polizia Locale e dei Tributi: minacce di controlli sanzionatori mirati e strumentali, calibrati su misura per chi si è permesso di sollevare osservazioni scomode. Non una verifica a campione, ad esempio tra coloro che non hanno pagato un determinato tributo nell’anno o negli anni X, ma una verifica ad personam, nel tentativo di trovare il pelo nell’uovo all’avversario politico o al cittadino dissidente, da consegnare poi al pubblico ludibrio;
• Limitazione della libertà di stampa: avvio di azioni giudiziarie contro il giornalista Agostino Pantano (Del. GM n. 117/2025) per inibire la pubblicazione di notizie riguardanti procedimenti disciplinari nella sfera familiare della Sindaca o, più in generale, sulla sua gestione (Del. GM nn. 32 e 46/2026 contro l’ex Sindaco Alessio e l’avv. Giuseppe Macino), nel tentativo di intimidirli e con evidente profilo di danno erariale. Tale condotta, oltre a configurare un impiego di risorse pubbliche a fini privati, integrerebbe una potenziale violazione dell’art. 21 Cost. e dell’art. 595 c.p. in forma aggravata, ove si accerti il dolo di soppressione del dissenso giornalistico. L’ultima forma di intimidazione contro Alessio è stata pubblicata proprio ieri sulla pagina istituzionale Facebook del Comune di Gioia Tauro, a firma genericamente “Ufficio stampa”, senza che nessuno si prendesse la briga di metterci la propria firma per esteso. Quindi, ancora una volta, nessuna risposta politico-amministrativa nel merito: solo un comunicato anonimo. Alessio, tutto tremante, rimane in trepidante attesa che la giustizia faccia il suo corso.
4. Cumuli di spazzatura ingresso quartiere “Ciambra”

Ieri sera ci sono pervenute due foto che immortalano enormi cumuli di spazzatura non smaltita all’ingresso del quartiere “Ciambra”, che alleghiamo in questo post. Premesso che la responsabilità di quei cumuli ricade in primo luogo su una parte degli abitanti della Ciambra, che li ha formati non volendo collaborare con la raccolta differenziata, questo non ci esime dal porci il problema di trovare una soluzione adeguata.
Va detto che, grazie a un finanziamento ottenuto dalla Regione Calabria nel settembre 2023, pari a € 490.000,00 — insufficiente, ma quello era — entro la fine di dicembre 2023 l’amministrazione Alessio è riuscita a ripulire e smaltire tutta la spazzatura indifferenziata depositata lungo i bordi della strada di accesso al quartiere, restituendo un po’ di decoro alla zona. Sono stati sistemati alcuni tratti di rete fognaria non funzionanti, bitumata la strada di accesso, realizzati tratti di marciapiede, installata una pensilina per l’attesa dello scuolabus dei ragazzi che vanno a scuola, aggiunti alcuni punti luce e un sistema di videosorveglianza per impedire che l’accumulo di rifiuti si ripetesse. Avremmo certamente potuto fare di più, se avessimo avuto i finanziamenti necessari, da noi sempre richiesti alla Regione, alla Prefettura e al Ministero dell’Interno.
Non sappiamo se il sistema di videosorveglianza sia ancora attivo: in ogni caso, andrebbe ripristinato al più presto, prima che diventi anch’esso materia di archeologia amministrativa.
Pensiamo ai bambini! E comunque, se l’amministrazione ha intenzione di organizzare i “Centri Estivi” alla Ciambra, qualche intervento di bonifica andrà pur fatto — e per tempo, non il giorno prima dell’inaugurazione.
Nell’ultima campagna elettorale, alcuni candidati si sono recati più volte alla Ciambra non a mani vuote, ma con vassoi di pizza al taglio e birre, per ballare la tarantella con i residenti e invogliarli a votare per la propria parte politica. Non ci troviamo nulla di male, sia chiaro: ci aspetteremmo però che quegli stessi candidati tornassero nel quartiere anche in questa circostanza, magari ballando ancora una tarantella tra una pizza e una birra, ma questa volta per convincere i residenti a fare la raccolta differenziata. In ogni caso, per una questione igienico-sanitaria — pensando soprattutto ai bambini della Ciambra — quella pulizia va fatta subito, senza ulteriori indugi perché i topi stanno aumentando. Il mancato ritiro di quei cumuli indifferenziati, e di altri piccoli accumuli sparsi qua e là per la città, non risolve il problema. Anche qui si cerchi il dialogo, almeno con una parte dei nostri concittadini, affinché anch’essi avviino una collaborazione duratura ed efficace, perché la città si presenti finalmente più pulita agli occhi di tutti.
A proposito: quel famoso comunicato firmato genericamente “Ufficio Stampa”, senza che il suo estensore avesse il coraggio di metterci la faccia, parlava tra l’altro di metodi da Far West e di altre amenità simili. Ci fa riflettere, però, il fatto che la Capasanta non spenda una sola parola sull’autovettura incendiata l’altra notte, né sui colpi di arma da fuoco esplosi contro un’autovettura privata alla Marina, né su alcuni portoni incendiati negli ultimi mesi e prontamente ripristinati nel silenzio generale dell’Amministrazione. Sarebbe interessante conoscere il suo pensiero in merito, e soprattutto cosa intenda fare per mettere fine, quello sì, al vero Far West.
«Tutti i nodi vengono al pettine.»
«Ce la faremo, perché non ci siamo mai arresi.»
Con stima selettiva,
Aldo Alessio (Ulisse)
già Sindaco di Gioia Tauro
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