Il materiale pubblico ha due nature diverse. Le frasi riferite al viaggio derivano da racconti indiretti; la smentita di Mari e la presa di posizione della Fondazione Bellonci sono testi pubblici. La separazione impedisce di trattare una testimonianza come un verbale.
Sommario dei contenuti
Il viaggio verso Bisceglie
Il calendario dello Strega Tour fissa l’incontro del 18 giugno alle 21 nelle Vecchie Segherie Mastrotaro di Bisceglie. Il colloquio contestato si colloca nel trasferimento che precedeva quella tappa. Sulla vettura viaggiavano finalisti del Premio; le cronache convergono sulla presenza di Michele Mari e Teresa Ciabatti e indicano anche Matteo Nucci ed Elena Rui.
A Mari sono state attribuite frasi che collegavano l’intransigenza e l’aggressività di Murgia al suo aspetto fisico. Ciabatti avrebbe interrotto il discorso giudicandolo inaccettabile. La formulazione diffusa da la Repubblica coincide, nel nucleo, con quella pubblicata dal Corriere della Sera. Nessun audio o trascrizione pubblica consente di elevare tali parole a citazione accertata.
La smentita di Michele Mari
Il 19 giugno Mari ha diffuso una dichiarazione personale. Ha scritto di «non aver mai parlato dell’aspetto fisico di Michela Murgia» e ha riferito un chiarimento con Ciabatti. Si è scusato qualora le sue parole l’avessero ferita.
La versione fornita da Mari richiama un lontano episodio di reciproca incomprensione con Murgia e colloca il dialogo in una conversazione privata. Non precisa quale episodio fosse. ANSA e Adnkronos hanno pubblicato il testo della dichiarazione nello stesso tenore.
La soglia fissata dalla Fondazione Bellonci
La Fondazione Bellonci ha reagito con una frase istituzionale circoscritta. Ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone sono definiti «incompatibili con lo spirito del Premio Strega». Il comunicato non nomina una sanzione e non certifica il contenuto del colloquio.
La formula condanna il genere di frase senza attestare la frase pronunciata nel van. Open e Il Libraio hanno conservato la stessa separazione tra attribuzioni controverse e dichiarazioni sottoscritte.
Il regolamento e l’assenza di una delibera
L’articolo 7 dello statuto assegna al Comitato di gestione le controversie. L’articolo 10 del regolamento di partecipazione attribuisce allo stesso organo ogni contestazione. Entrambe le norme rendono inappellabile la deliberazione. Una presa di posizione della Fondazione e una decisione del Comitato appartengono a sedi diverse.
Alle 20:19 del 20 giugno non risulta pubblicata alcuna delibera sul caso. Il portale del Premio conserva Mari fra i sei finalisti e mantiene in calendario le tappe successive dello Strega Tour. La posizione formale del romanzo I convitati di pietra non è stata modificata.
L’articolo 2 del regolamento di partecipazione vincola ogni autore a non ritirarsi dal Premio. L’inosservanza degli impegni sottoscritti comporta l’esclusione del libro dal concorso.
I numeri della sestina e il voto finale
Mari ha chiuso la prima votazione con 280 voti per I convitati di pietra di Einaudi. Matteo Nucci ha ottenuto 242 preferenze con Platone. Una storia d’amore di Feltrinelli. Bianca Pitzorno è a 195 con La sonnambula di Bompiani e Teresa Ciabatti a 184 con Donnaregina di Mondadori; Alcide Pierantozzi segue a 170 con Lo sbilico di Einaudi ed Elena Rui a 163 con Vedove di Camus di L’Orma.
La finale a sei deriva dalla clausola dedicata all’editoria medio-piccola. La prima cinquina non conteneva un titolo di quell’area; il regolamento ha ammesso il libro di Rui come sesto classificato.
Il margine di 38 voti su Nucci non equivale a un pacchetto trasferibile alla finale. L’articolo 5 imponeva tre preferenze sui dodici libri nella prima scheda. L’articolo 8 assegna una sola preferenza nel secondo scrutinio. La graduatoria di Benevento misura una platea di consensi multipli; non anticipa il voto dell’8 luglio.
La Stampa e Sky TG24 riportano ancora Mari fra i concorrenti alla finale. Nessuna delle due pubblica un atto che alteri la sestina.
Una conversazione privata dentro un trasferimento ufficiale
Mari definisce privato il colloquio. Il mezzo trasportava però i finalisti verso una tappa ufficiale del Premio. La riservatezza riguarda i destinatari originari; il legame istituzionale deriva dalla trasferta, dal programma, dalla qualifica dei presenti e dalla funzione promozionale del tour.
La sovrapposizione ha portato la Fondazione a intervenire. L’ente ha fissato il limite reputazionale legato al proprio nome senza pronunciarsi come arbitro del diverbio personale.
Attribuzioni e dichiarazioni firmate
Il materiale disponibile appartiene a due categorie. Le parole del van sono resoconti indiretti e restano contestate nel loro segmento più offensivo. La smentita di Mari e la frase della Fondazione hanno invece un autore identificato e una data pubblica.
Il condizionale accompagna le frasi attribuite; l’indicativo accompagna i comunicati. La scelta dei modi verbali evita di convertire una versione in fatto accertato.
L’assenza di Michela Murgia dal contraddittorio
Michela Murgia è morta nel 2023 e non può replicare a una valutazione attribuita che lega il carattere al corpo. L’assenza della persona chiamata in causa aumenta il dovere di separare parole accertate e parole riferite.
La controversia tocca un principio di dignità che la Fondazione ha reso pubblico. Il soggetto tutelato dal comunicato è la persona offesa, oltre la competizione fra libri.
La posizione di Mari prima della controversia
Sbircia la Notizia Magazine aveva seguito la vittoria allo Strega Giovani, la proclamazione della sestina, il voto dei Presidi Letterari Dante e la tappa di Palermo.
Prima del 18 giugno Mari guidava la votazione degli Amici della domenica ed era già vincitore della giuria studentesca. La controversia investe il candidato primo a Benevento e premiato dagli studenti.
Il voto anonimo non rivelerà le motivazioni
L’articolo 11 garantisce l’anonimato del voto. Il conteggio dell’8 luglio dirà quale libro abbia raccolto più preferenze. Non dirà quanti giurati abbiano reagito alla vicenda o quanti abbiano ignorato il caso.
Ogni pronostico che assegni alla polemica un effetto determinato sul risultato supera le informazioni misurabili. Il nesso causale resterà privo di prova pubblica anche dopo lo scrutinio, perché le schede non associano il voto alla ragione del voto.
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Junior Cristarella
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