Il 19 giugno chiude la fase costruttiva dell’unità di produzione e avvia l’esercizio industriale. La filiera collega i campi fotovoltaici all’elettrolizzatore e porta l’idrogeno verso la raffineria e i distributori stradali.
Perimetro dell’inaugurazione: i materiali del 19 giugno certificano l’avvio dell’unità di Trecate e non indicano quando i distributori apriranno al pubblico.
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Venti milioni per produrre, circa trenta per l’intera valle
La sezione produttiva assorbe circa 20 milioni di euro. Il contributo PNRR ammonta a 16,8 milioni e proviene dalla misura «Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse». Il documento di italiana petroli assegna entrambe le cifre al solo impianto di Trecate. Regione Piemonte aveva destinato 16,8 milioni a Sarpom nella graduatoria del marzo 2023.
La denominazione della misura non descrive la raffineria nel suo insieme. Il sito continua a lavorare e il contributo riguarda la nuova unità collocata nel perimetro ammesso al bando.
Il totale vicino a 30 milioni include il ramo stradale. Sottraendo i circa 20 milioni della produzione restano circa 10 milioni riferibili alle stazioni. I 16,8 milioni finanziano l’unità di Trecate. Il sostegno pubblico ai distributori appartiene a un capitolo separato. Eunews registra la medesima divisione tra i due ambiti di spesa. La cronaca di ANSA adopera lo stesso perimetro economico.
Quattro megawatt PEM sotto 6,7 MWp fotovoltaici
L’elettrolizzatore ha potenza nominale di 4 MW e usa tecnologia PEM, sigla di proton exchange membrane. I due campi fotovoltaici si trovano entro circa 500 metri e sommano 6,7 MWp. Borsa Italiana Radiocor riporta gli stessi valori nel resoconto dell’avvio.
MW e MWp misurano grandezze diverse. Il primo numero descrive la potenza elettrica assorbibile dalla macchina. Il secondo indica il picco teorico dei moduli solari. Dal rapporto 6,7 diviso 4 otteniamo 1,675. Un campo fotovoltaico più potente dell’assorbitore nominale prolunga le finestre in cui l’elettrolizzatore lavora a carico elevato, poiché i moduli raggiungono la targa soltanto in condizioni favorevoli.
La macchina è stata fornita da IMI, informazione ripresa da HydroNews nel resoconto industriale del progetto.
L’etichetta rinnovabile dipende dall’elettricità
La molecola H2 resta identica a quella ottenuta con energia fossile. La qualifica “verde” deriva dall’uso di elettricità fotovoltaica per separare l’acqua. Il comunicato associa l’elettrolizzatore ai due campi solari ma non pubblica una certificazione RFNBO né la modalità di contabilizzazione adottata nelle ore senza sole.
La qualifica commerciale e la certificazione regolatoria appartengono a piani distinti. La prima descrive la configurazione annunciata a Trecate. La seconda richiede regole documentali sull’origine dell’elettricità. La Commissione europea lega la qualifica RFNBO alla corrispondenza fra elettricità rinnovabile ed elettrolizzatore nello spazio e nel tempo.
L’idrogeno entra nei trattamenti della raffineria
Nella raffinazione l’idrogeno rimuove zolfo e altre impurità dai flussi intermedi e alimenta reazioni di trattamento e cracking. L’unità elettrolitica sostituisce una parte dell’idrogeno di origine fossile già usato nel sito. Le definizioni dell’Agenzia internazionale dell’energia associano questi impieghi all’idrotrattamento e all’hydrocracking.
L’elettrolisi separa l’acqua in idrogeno e ossigeno usando corrente elettrica. La cella PEM impiega una membrana polimerica e reagisce rapidamente alle variazioni dell’alimentazione elettrica. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti descrive questa architettura per gli elettrolizzatori PEM.
Il taglio emissivo riguarda la quota di idrogeno fossile sostituita. L’accensione dell’elettrolizzatore non rende la raffineria priva di combustibili fossili e non azzera le emissioni delle altre lavorazioni.
Il ramo stradale ha contabilità e tempi propri
Una parte dell’idrogeno è destinata a due stazioni del gruppo, una in Piemonte e una in Lombardia. I distributori sono nodi separati dal sito produttivo e ricevono l’idrogeno generato a Trecate. La Stampa colloca i due punti di erogazione lungo l’asse tra il polo novarese e il mercato lombardo.
La parola “valle” descrive una catena territoriale corta. I campi fotovoltaici alimentano Trecate e l’idrogeno raggiunge poi i distributori. La distanza impone un trasferimento fisico della molecola. L’annuncio non indica il mezzo scelto né pubblica volumi di consegna. Manca anche l’onere unitario del trasporto.
Dal finanziamento del 2023 all’accensione del 2026
Tra la graduatoria PNRR del marzo 2023 e l’inizio della produzione del 19 giugno 2026 passano poco più di tre anni. I lavori annunciati nel 2024 occupano la parte centrale del calendario. Nell’intervallo ricadono progettazione esecutiva, autorizzazioni, costruzione e messa in servizio.
La Voce di Novara segue la sequenza locale fino all’inaugurazione del 2026. L’intervallo di poco più di tre anni misura il tempo tra l’assegnazione delle risorse e la produzione, non la sola durata del cantiere.
La raffineria offre al prodotto uno sbocco immediato
L’autoconsumo industriale sottrae il progetto alla dipendenza esclusiva dalla domanda stradale. La raffineria usa già idrogeno nei propri reparti e assorbe una parte della produzione dal giorno di avvio. Le stazioni aggiungono un mercato esterno, il cui utilizzo dipende dal numero di veicoli compatibili e dalla continuità delle forniture.
Quotidiano Energia ha richiamato il tema della domanda nella cronaca dell’inaugurazione. A Trecate esiste già un utilizzatore interno. La configurazione offre uno sbocco disponibile durante la crescita del parco circolante a idrogeno.
Le misure che il lancio non quantifica
Il comunicato di avvio non pubblica la produzione annua misurata, il consumo d’acqua, la ripartizione tra raffineria e mobilità o una riduzione certificata di CO2. Sono misure diverse dalla potenza nominale e richiedono un periodo di esercizio.
La cifra in megawatt descrive la macchina. Non indica quante tonnellate usciranno in dodici mesi né con quale tasso di utilizzo. Il resoconto di GEA riporta caratteristiche di targa e investimenti senza un consuntivo annuale.
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Junior Cristarella
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