Torino, interruzioni elettriche diffuse durante il caldo


Le utenze sono uscite e rientrate in gruppi diversi lungo la giornata. La distribuzione per orario e zona corrisponde a una successione di guasti locali sulla rete cittadina anziché a un distacco simultaneo dell’intero capoluogo.

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Venerdì 19 giugno, guasti dal mattino alla sera

Le prime segnalazioni sono arrivate in mattinata. Altri distacchi hanno interessato settori del nord, dell’ovest, del sud e del centro fino alla sera. Le cronache di Rai News e La Stampa coincidono su questa scansione. Lo stesso ordine temporale compare nelle pagine di Corriere Torino e Quotidiano Piemontese.

Il servizio elettrico è tornato per la maggioranza delle utenze entro meno di un’ora. Alcuni guasti localizzati si sono protratti più a lungo perché richiedevano lavoro sul posto. I tempi variano secondo il tratto coinvolto e la disponibilità di linee alternative per rialimentare la zona.

Le conseguenze si sono viste fuori dalle abitazioni. Alcuni incroci hanno perso i semafori. Bar, ristoranti, parrucchieri e altri esercizi hanno dovuto sospendere il lavoro. Nei condomini si sono fermati gli ascensori mentre alcuni garage sono rimasti inutilizzabili.

Guasti separati sulla distribuzione cittadina

Un blackout unico avrebbe spento nello stesso momento un’area continua e molto estesa. Il 19 giugno gli orari di avvio e di rialimentazione sono stati diversi. Anche le zone coinvolte non formavano un solo perimetro. La sequenza appartiene a più guasti sulla distribuzione urbana, alcuni ravvicinati nello stesso giorno.

Un guasto su un cavo o su un giunto viene isolato dal resto della rete. Le utenze collegate a rami sani tornano alimentate attraverso altre linee. Il tratto danneggiato resta disconnesso fino alla riparazione. Questa architettura spiega la riaccensione per gruppi osservata nella giornata.

Calore nel terreno e domanda dei climatizzatori

Il caldo agisce su due fronti. Nelle ore più afose cresce la potenza richiesta da climatizzatori e sistemi di refrigerazione. Sotto strada il terreno più caldo assorbe meno energia termica dai cavi interrati. Cavi e giunti lavorano a temperature superiori proprio quando il carico aumenta.

Torino era dentro una fase di caldo persistente, condizione confermata dai bollettini di ARPA Piemonte. L’aumento dei consumi e il surriscaldamento del sottosuolo sono gli stessi meccanismi indicati da Gruppo Iren per gli episodi estivi.

Il picco di consumo da solo non determina il guasto. Il calore aggrava le debolezze già presenti nei componenti più esposti. Quando un cavo o un giunto si danneggiano la linea resta isolata fino alla riparazione.

Perché la corrente torna a gruppi

La rialimentazione procede per sezioni. Dalla sala di controllo viene separato il ramo guasto. Le linee sane ricevono corrente da un collegamento alternativo quando dispongono della capacità necessaria. La manovra riporta il servizio senza attendere la riparazione fisica del cavo danneggiato.

Il lavoro su strada segue tempi diversi. Le squadre localizzano il punto di rottura, aprono il manto stradale, sostituiscono il tratto o il giunto e collaudano la linea. Se manca una via alternativa viene impiegato un gruppo elettrogeno. ANSA e Torino Oggi hanno registrato una prima rialimentazione della maggioranza delle utenze entro meno di un’ora con interventi più lunghi nei punti da riparare.

Da questa architettura nasce l’impressione di un servizio che torna a scacchiera. Due vie vicine hanno esiti diversi quando appartengono a rami distinti o quando soltanto uno dispone di una seconda alimentazione.

Semafori e ascensori: l’effetto urbano

Un’interruzione breve ha conseguenze diverse secondo l’utenza. A un incrocio basta l’assenza di alimentazione per spegnere la segnaletica luminosa e rallentare la circolazione. In un condominio l’ascensore fermo limita gli spostamenti di anziani e persone con disabilità.

Per un esercizio commerciale il danno cresce con la durata. Refrigerazione, casse, terminali di pagamento e serrande elettriche dipendono dalla stessa fornitura. Un distacco di pochi minuti interrompe il lavoro. Un guasto prolungato espone anche le merci deperibili e le prenotazioni già in corso.

Gli impianti critici adottano alimentazioni di emergenza e gruppi di continuità. Nelle utenze ordinarie la ridondanza si trova nella rete pubblica. Quando manca una linea alternativa il ripristino attende il generatore mobile o la riparazione sul posto.

Il programma IRETI da 515 milioni fino al 2030

IRETI ha programmato 515 milioni di euro tra il 2025 e il 2030 per la rete torinese. Gli interventi riguardano il rinnovo della media tensione, nuove stazioni primarie, collegamenti aggiuntivi tra rami, telecontrollo e automazione. La nuova Stazione Nord è già entrata in esercizio e aumenta la capacità di trasformazione per il quadrante settentrionale.

Il programma è passato dalla Commissione Bilancio del Comune, circostanza registrata anche da CittAgorà. L’entrata in servizio della nuova stazione a maggio è confermata dalla cronaca torinese di la Repubblica. L’investimento distribuito su cinque anni non elimina subito i guasti: ogni cavo sostituito richiede progettazione, autorizzazioni, scavi e collaudo.

Le interconnessioni accelerano i ripristini. Più rami collegati offrono più vie per aggirare un tratto danneggiato. Il telecontrollo abbrevia l’individuazione e l’isolamento del guasto. La sostituzione dei componenti abbassa invece la probabilità che il guasto si presenti.

Come riconoscere un guasto interno o di rete

Il primo controllo riguarda l’interruttore principale dell’abitazione e gli spazi comuni del palazzo. Se scale e strada sono alimentate il distacco riguarda l’impianto interno. Se anche edifici vicini e illuminazione stradale risultano spenti l’interruzione interessa la distribuzione pubblica.

IRETI mette a disposizione SmartPOD per consultare le interruzioni sulla rete e ricevere notifiche legate al proprio punto di fornitura. Una persona bloccata in ascensore deve usare il sistema di allarme della cabina e contattare l’assistenza dell’impianto. In presenza di pericolo immediato il riferimento è il 112.


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 Junior Cristarella

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