MEETING DI RIMINI 2026

Rimettere la scuola al centro del dibattito pubblico, andando oltre le contrapposizioni politiche e guardando alle sfide che attendono le nuove generazioni. È questo il filo conduttore emerso dall’incontro “Riformiamo la scuola. Alcuni spunti per un dibattito”, promosso al Meeting di Rimini da CDO Opere Educative, Associazione Rischio Educativo, Diesse, DiSAL e Fondazione Portofranco, che ha visto confrontarsi Valentina Aprea (Forza Italia), Grazia Di Maggio (Fratelli d’Italia), Mariastella Gelmini (Noi Moderati), Enrico Borghi (Italia Viva) e Simona Malpezzi (Partito Democratico), moderati da Massimiliano Tonarini, presidente di CDO Opere Educative.
Un confronto trasversale agli schieramenti che, pur nella diversità delle posizioni, ha fatto emergere alcuni temi comuni sui quali la scuola italiana è chiamata a interrogarsi: il valore della persona e della relazione educativa, la qualità e la valorizzazione degli insegnanti, l’autonomia delle istituzioni scolastiche, la libertà di scelta educativa e la necessità di costruire una prospettiva condivisa e di lungo periodo.
“È stato importante ascoltare posizioni diverse confrontarsi non tanto sulle riforme da rivendicare, quanto sulle questioni che riguardano concretamente la scuola e il futuro dei ragazzi – commenta Massimiliano Tonarini, presidente di CDO Opere Educative. – Dal dibattito è emersa una consapevolezza: la scuola non può essere terreno di contrapposizione permanente, ma deve tornare a essere una responsabilità comune. Al centro ci sono i ragazzi, le loro esigenze, le loro capacità e il loro futuro. È da qui che occorre ripartire”.

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La persona prima della prestazione:
Uno dei temi più condivisi nel corso del confronto è stato il compito educativo della scuola, che non può essere ridotto alla sola trasmissione di conoscenze e competenze. Mariastella Gelmini ha sottolineato la necessità di mettere la relazione prima della prestazione, ricordando che il compito educativo della scuola è più ampio di quello dell’istruzione. Al centro deve esserci la persona, prima ancora del programma. In questa prospettiva, la scuola può tornare a essere un luogo attorno al quale si costruisce una comunità educante, anche attraverso i patti educativi di comunità, chiamati ad affrontare situazioni di disagio e a rafforzare le relazioni tra scuola, famiglie e territorio. Anche Grazia Di Maggio ha richiamato il valore della comunità educante, collegandolo però alla necessità di riaffermare il tema del merito e della responsabilità, a partire anche dall’importanza del comportamento. Nel suo intervento ha inoltre posto l’attenzione sull’integrazione degli studenti con disabilità e degli studenti stranieri, sottolineando l’esigenza di accompagnare questi ultimi nell’inserimento e nell’avvio del percorso scolastico.

Gli insegnanti, una priorità per la scuola:
Un secondo tema trasversale è stato quello delle persone che fanno la scuola, a partire dagli insegnanti. Simona Malpezzi ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la professione docente, a partire dagli stipendi: per costruire un corpo insegnante qualificato e stabile, ha osservato, è necessario avvicinare le retribuzioni alle medie europee. Ma la valorizzazione degli insegnanti passa anche, secondo Malpezzi, da una maggiore capacità delle scuole di esercitare concretamente la propria autonomia, già prevista dall’ordinamento, per poter rispondere in modo più efficace ai bisogni dei singoli studenti.
Sul ruolo e sullo stato giuridico dei docenti è intervenuta anche Valentina Aprea, richiamando la proposta di legge n. 953 del 2008, da lei promossa, e la necessità di riprendere alcune delle questioni allora affrontate. In questo quadro, ha sottolineato l’esigenza di ripensare il rapporto tra Stato e istituzioni scolastiche: allo Stato dovrebbe spettare soprattutto una funzione di indirizzo e controllo, lasciando maggiore spazio alla capacità delle singole scuole di agire.

Autonomia e sussidiarietà:

Il tema dell’autonomia scolastica è stato quindi uno dei punti di convergenza del confronto. Da prospettive diverse, più interventi hanno richiamato la necessità di rendere effettiva la capacità delle scuole di rispondere ai bisogni concreti degli studenti e dei territori. Gelmini ha collegato questo tema alla necessità di “praticare la sussidiarietà”, auspicando un dialogo bipartisan capace di mettere la persona al centro. La riflessione ha toccato anche il tema della parità scolastica e della libertà di scelta educativa delle famiglie, sul quale nel corso del confronto è emersa una sostanziale convergenza. Di Maggio ha richiamato in particolare la necessità di rendere strutturale il buono scuola nazionale, sottolineando come le scuole paritarie siano parte integrante del sistema nazionale di istruzione. Malpezzi ha invece richiamato il tema del costo standard, a partire dall’idea di legare il finanziamento al singolo studente.
Un patto bipartisan per la scuola:
Se c’è un tema che ha attraversato l’intero confronto è quello della necessità di superare la logica delle contrapposizioni e costruire una prospettiva di lungo periodo.

Enrico Borghi ha proposto esplicitamente un “patto bipartisan per la scuola”, sottolineando come il Paese non possa permettersi di cancellare, a ogni cambio di Governo, quanto realizzato dalle precedenti maggioranze. Di fronte alle grandi trasformazioni in corso – dalla rivoluzione energetica a quella digitale, fino ai cambiamenti dello scenario geopolitico – la scuola ha bisogno di una capacità di progettazione che richiede una larga intesa e una continuità nel tempo. Un approccio che, ha sottolineato, significa anche superare la logica della rivendicazione di ciò che è stato fatto da una parte politica rispetto all’altra. “Al centro della scuola ci sono i ragazzi” è il punto da cui ripartire, recuperando una dimensione di dialogo.
Una prospettiva condivisa anche da Gelmini, che ha auspicato un confronto bipartisan capace di mettere la persona al centro, e che ha trovato nel corso dell’incontro un elemento concreto di convergenza proprio nel riconoscimento della necessità di una scuola più capace di educare, includere e accompagnare ogni studente.

Un confronto che prosegue:
L’incontro al Meeting rappresenta un passaggio all’interno del percorso avviato da CDO Opere Educative, Associazione Rischio Educativo, Diesse, DiSAL e Fondazione Portofranco, che stanno lavorando alla costruzione di un documento comune sui principali nodi della scuola italiana e sulle questioni che richiedono maggiore attenzione per un miglioramento condiviso del sistema educativo.
“Il confronto è stato per noi un momento di ascolto, oltre che di dialogo – conclude Tonarini. “Le posizioni emerse dal palco rappresentano un contributo prezioso anche per il lavoro che stiamo portando avanti come associazioni. Non abbiamo la pretesa di offrire una soluzione già definita, ma vogliamo contribuire a individuare i nodi sui quali è necessario lavorare insieme. Se la scuola riguarda il futuro di tutti, allora anche il suo futuro deve poter essere costruito attraverso un dialogo capace di coinvolgere sensibilità e responsabilità diverse”.

 

 


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