di Riccardo Colao – Fonte: L’Italiano 

VICENZA – Riparte la serie B con l’anticipo della prima di campionato 2026-2027 nell’intenso clima di fuoco agostano; il caldo opprimente non accenna a stipulare tregue mentre “sforna” episodi che vanno dalla siccità ai nubifragi come giochi di prestigio divini. Al “Romeo Menti” si gioca in notturna. Cielo stellato parzialmente sereno, alta presenza di umidità. Grande attesa per rivedere all’opera l’ex capitan Brighenti che, alla maniera di “Lassie” è tornato a casa per esordire proprio contro i suoi ex compagni della brigata “Katanza” (ma parte dalla panchina). Ai Giallorossi faglierà il nuovo “golden-boy” Pafundi che si è infortunato ed è un vero peccato per l’economia del gioco. In Coppitalia contro il Sud Tirol si era posto in luce al punto da non far rimpiangere l’addio di Liberali. La dea…sbendata, colei che al contrario della “bendata” ci vede benissimo, pare proprio voler insistere sulla scia tracciata con Cisse ed altre “Aquile” notoriamente appiedate per fortuite cause di forza maggiore. A tal punto non ci resta che vedere come il “deus ex machina” mister Gorgone saprà far di necessità virtù.

PRIMO TEMPO – Si parte con un Vicenza matricola che s’affaCcia nel suo grande ritorno nell’arcipelago della cadetteria alla 95esima edizione. A darle il benvenuto il “Katanza” di mister Giorgio Gorgone detto “Gi-Gì” o “doppia Gì” nella versione riveduta e corretta dopo le fasi della campagna acquisti – cessioni. Spalti ben assortiti con presenza della tifoseria giallorossa (400 intrepidi ultras) che non manca di trasferire in campo cori a sostegno. Prepartita ricco di sbandieramenti e cerimoniale con “il canto degli italiani” “incorporato vivo-live” ovvero l’inno nazionale.

Calcio d’avvio e 50 secondi, nemmeno un giro d’orologio… Petriccione amministra e gira per Koffi che di tacco eserve Iemmello. Lo zar tira in porta e Gagno fa buona guardia. Segue il forcing dei catanzaresi mentre il Vicenza si affida al ricorso del contropiede… e si va avanti per una buona mezzora su questi ritmi che prevedono lo studio degli avversari. Poi al 17′ scatta il minuto d’oro per D’Alessandro che si esibisce in un doppio passo all’interno della fascia sinistra dell’area di rigore; il difensore prova ad ostacolarlo ma non può usare le maniere forti… e così il fromboliere scarica una bordata a giro che si infila di prepotenza nella porta difesa da Gagno; quasi un drone telecomandato: ed è l’1 a 0 per le Aquile.

Al 34′ assistiamo a una bella reazione del Vicenza che grazie ad una intuizione di Costa permette a Moncini di impegnare con la testa Pigliacelli; il “ghepardo” ben piazzato non si fa sorprendere. Il pareggio tuttavia è solo rimandato quando su corner di Costa, Cuomo sorprende Antonini e trova con la fronte il pertugio per fregare Pigliacelli che intuisce la direzione ma nulla può. Ed è l’1 a 1. Ma la partita è ancor giovane. Al 44′ Alesi sgancia una bordata che però sorvola la traversa. Due i minuti di recupero concessi da La Penna.

SECONDO TEMPO – Riprendono le ostilità dopo il break…ed è Koffi a portare scompiglio in area vicentina. Poi lo scambio Iemmello-Mosti concede all’attaccante la carta per raddoppiare e qui è lo straordinario Gagno a compiere il miracolo deviando in corner. È il 51′: la palla vola dal calcio d’angolo sulla capoccia di Antonini che, si spinge sino in cielo e la spedisce verso la linea di porta con Gagno, bello che sorvolato, ed è a questo punto che irrompe d’istinto Verrengia in scivolata selvaggia per il raddoppio: 2 a 1. Ancora una volta – palla al centro del manto verde del Menti e si riparte.

Al 57′ Moncini coglie il palo dopo l’offerta di Moncini. Al 63′ un balzo di Pigliacelli salva il risultato sulla girata di Pellizzari. Tre minuti dopo è il “giaguaro” a dire ancora no a Valoti su cross di Mancini. Ma non è possibile andare avanti con questo ritmo per la formazione di Gorgone che è in evidente sofferenza difensiva. Il “Katanza”, quando può si rifugia nel classico possesso palla portando a spasso sia la sfera di cuoio che gli avversari e recupera istanti di tranquillità. Koffi al 75′ spreca una bella occasione ma è il Vicenza a scovare il modo di ritrovare il pareggio bis. Assistiamo al solito calcio d’angolo che trova la difesa giallorossa distratta; ne approfitta Pietrelli e di testa infila l’angolino basso dove staziona Petriccione a cui non scatta l’istinto del rimpallo. Riagguantate le Aquile mister Gorgone si gioca le ultime carte con altri cambi (a nostro avviso del tutto arbitrari e temerari). Così mentre la potenza di fuoco catanzarese va scemando si alimenta quella vicentina che con un guizzo dello sgusciante Morra cala il tris e fa esplodere il Menti. 3-2 e il Catanzaro che nelle altre sette partite a Vicenza non aveva mai vinto conferma la tradizione negativa! Gallo può emettere il suo “chichirichì” finale e Gorgone se ne va via incazzato nero come la maglia che indossa con lo stemma US Catanzaro 1929 sul petto… Proprio un finale che non si aspettava nessuno della tifoseria giallorossa… Ma questo è!

CONCLUSIONI – Un bel Catanzaro… pratico, compatto, deciso a sostenere il ruolo della protagonista. ma perdente e deludente nella fase finale. Ottime le prestazioni di Koffi, di Alesi, di Petriccione, di Mosti e di Iemmello… Gara avvincente, combattuta e sempre in bilico sino al termine quando il Vicenza vivo e palpitante che ha tenuto bene il confronto con il “Katanza” aggressivo e riflessivo, micidiale ma pure abbordabile e sornione quanto basta, ha imboccato il vicolo della sconfitta pur rischiando di uscire vincitore. C’è tanto da recriminare e purtroppo gli errori già emersi nella gara di Coppa si sono ripetuti in quella d’esordio del campionato. Mister Gorgone corra ai ripari… Non basta mantenere i ritmi per un tempo o amministrare il vantaggio per poi lasciare spazi agli avversari che propongono forze fresche e geomterie furbesche contro il reparto difensivo stanco, annebbiato desideroso solo di finire la serata sotto la doccia… Lo faccia presto prima che qualcuno lo accusi di gestire una formazione bella ma impossibile… Su questi binari di schiaffoni rischia di beccarne a volontà…. Ricordando che potete leggere “la partita di Colao” anche sulle colonne di Iacchité, diretto da Gabriele Carchidi, vi rimando alla prossima contro il Pisa, non prima di congedarmi come sempre… alla vecchia maniera: Giallorossamente vostro, Riccardo Colao


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