22 agosto 2026 – ore 10:30 – E se per esplorare Trieste bastasse aprire un libro? La città, che si racconta con le sue vie, i suoi palazzi e i suoi scorci sul mare, si svela in ogni sua sfaccettatura tra le pagine di chi ha saputo cristallizzarla in prosa e poesia. A Trieste, la letteratura non è appannaggio esclusivo di biblioteche o musei: vive nelle strade, nei caffè storici, nei luoghi della quotidianità. Proprio Trieste è stata, all’inizio degli anni Venti, culla del modernismo europeo: in appena tre anni videro la luce il Canzoniere di Umberto Saba, l’Ulisse di James Joyce, concepito e iniziato in città, e La coscienza di Zeno di Italo Svevo. Ma la storia letteraria triestina non si ferma qui: nei decenni successivi si distinsero, tra gli altri, Fulvio Tomizza e Claudio Magris, i quali hanno saputo trasformare la complessità di una terra di confine in un tema universale della letteratura europea. Ecco allora cinque libri per costruire un itinerario cittadino diverso dal solito: cinque modi per attraversare Trieste, soffermarsi sulle tracce del passato e provare a riconoscere nella città di oggi quella narrata in letteratura.

Una Vita – Italo Svevo

Difficile non partire dalla Trieste di Alfonso Nitti, inconfondibile protagonista di Una Vita nato dalla penna di Italo Svevo. È una città borghese, la sua: brulicante di affari, ambizioni e inquietudini. La stessa città vissuta dal celebre scrittore, Aron Hector Schmitz, Ettore o Italo Svevo che dir si voglia: oggi lo si può incontrare in piazza Hortis, con un libro sottobraccio, mentre si dirige verso la Biblioteca Civica. La stessa biblioteca in cui soleva recarsi dopo il lavoro in banca, abitudine propria anche del personaggio di Alfonso Nitti: lo stesso sito che, non a caso, oggi ospita il Museo Sveviano. Ricordiamo che Svevo, per un periodo, aveva lavorato come impiegato presso la sede triestina della Banca Union di Vienna: piazza Borsa rappresenta dunque un’altra tappa fondamentale, per quanto le tracce di Svevo e Alfonso Nitti non si esauriscano tra le vie del centro. Immancabile la passeggiata al Giardino Pubblico “Muzio de Tommasini” in via Giulia, luogo di ambientazione di varie scene di Una Vita (e non solo). Ripercorrendo le tappe della vita dell’autore e del personaggio, si può cogliere lo spirito della città moderna, commerciale e borghese, ma anche fredda, oppressiva e profondamente gerarchica, descritta in Una Vita.

Giacomo Joyce – James Joyce

Perché limitarsi a leggere Ulisse, quando si tratta di James Joyce? A maggior ragione se consideriamo una gemma come Giacomo Joyce, l’unica sua opera ambientata interamente nella città giuliana e legata a filo doppio agli anni trascorsi dallo scrittore all’ombra del colle di San Giusto. In questo testo intimo e frammentario, Trieste cessa di essere un semplice sfondo geografico per trasformarsi in una presenza viva, quasi sensuale: è il teatro della vita quotidiana dell’autore, un reticolo di strade in cui si intrecciano i suoi spostamenti, le sue passioni, i suoi tormenti d’amore e l’incontro folgorante con una realtà profondamente multiculturale. Seguire oggi l’itinerario ufficiale dedicato allo scrittore irlandese significa letteralmente sovrapporre le proprie orme alle sue. La passeggiata permette di attraversare i luoghi simbolo della sua permanenza, trasformandosi in un vero e proprio viaggio nel tempo: da Piazza della Libertà alla Stazione Centrale, da Piazza Ponterosso a Via San Nicolò, passando per Via Boccaccio e Via Bramante. Ripercorrere le memorie di Joyce significa attraversare gli spazi della Trieste di inizio Novecento, tra una sosta al caffè e uno sguardo al canale. Così, il lettore-viaggiatore ha l’opportunità di riscoprire la città con gli occhi di Joyce e, al tempo stesso, di rileggere Joyce attraverso l’anima cangiante di Trieste.

Il Canzoniere – Umberto Saba

Con Saba il punto di vista sul capoluogo giuliano cambia radicalmente: se Italo Svevo ne indaga le dinamiche borghesi e James Joyce ne cattura l’atmosfera cosmopolita, Saba trasforma la letteratura in un’immersione quotidiana tra le strade, le persone e le piccole cose. Un itinerario sulle sue tracce prende naturalmente vita dalla storica Libreria Antiquaria di via San Nicolò, luogo del cuore del poeta, ma trova la sua vera essenza nei vicoli del centro, che invitano a perdersi nel racconto di un tempo che fu. È qui che prende forma la Trieste dei negozi, dei volti anonimi e dei caffè storici, come il Caffè Tommaseo e l’ex Caffè Municipio in Piazza Grande (poi diventato Caffè Garibaldi). La meta di questo viaggio letterario è la Trieste cantata dal poeta: una città che, nonostante maestosi palazzi e ampi spazi aperti sul mare, si racconta attraverso ciò che di impercettibile accade quotidianamente per strada. Passeggiando tra via San Nicolò, Piazza della Borsa, Piazza Unità e i caffè, l’esperienza ideale consiste nel portare con sé una poesia del Canzoniere, leggerla sul posto e scoprire se, nel fermento della città di oggi, sia ancora possibile cogliere l’eco immortale della sua Trieste.

Gli sposi di via Rossetti – Fulvio Tomizza

Con Gli sposi di via Rossetti di Fulvio Tomizza, pubblicato nel 1986, l’itinerario letterario prende una direzione completamente diversa, spalancando le porte sulla Trieste del secondo Novecento. Tomizza ci conduce al cuore della tragedia storica, ricostruendo la drammatica vicenda di Danica Tomažič e Stanko Vuk e intrecciandola con la figura di Boris Pahor. Attraversando queste pagine, il lettore si addentra in una città segnata a fondo dalle tensioni politiche, dalle identità di confine e dalle dolorose fratture che hanno attraversato il secolo scorso. Il punto di partenza naturale di questo cammino è chiaramente via Rossetti, teatro reale degli eventi, ma il percorso si allarga rapidamente verso i luoghi simbolo della narrazione e della geografia tomizziana: dal Giardino Pubblico all’alberato viale XX Settembre, passando per Piazza Oberdan, Ponterosso, fino a raggiungere Piazza Unità e il colle di San Giusto. Tra tutti, questo è forse l’itinerario più intensamente storico e civile, destinato a svelare una Trieste complessa e profonda che spesso sfugge ai tradizionali percorsi turistici. Leggere il capolavoro di Tomizza prima di mettersi in cammino consente di raggiungere questi angoli cittadini con una consapevolezza del tutto nuova, imparando a riconoscere sotto la superficie di oggi le tracce indelebili di una terra di confine attraversata da conflitti, trasformazioni e straordinarie passioni umane.

Microcosmi – Claudio Magris

Per chiudere in bellezza questo viaggio letterario, non c’è opera più adatta di Microcosmi di Claudio Magris, capolavoro che rivela una Trieste composta da tanti piccoli mondi autonomi. Attraverso lo sguardo colto e al tempo stesso intimo dello scrittore, la città si svela come un mosaico di luoghi, storie e persone apparentemente distinte e distanti, ma capaci di comporre un unico paesaggio umano e culturale. Il percorso sulle tracce di Magris trova uno dei suoi snodi più suggestivi nel verde del Giardino Pubblico, oasi che affiora vivida tra le pagine del libro come microcosmo di vite e pensieri. Un’altra tappa fondamentale, comune agli altri itinerari, è il Caffè San Marco, autentico tempio della cultura mitteleuropea in cui lo stesso Magris soleva trascorrere innumerevoli ore a scrivere. L’esperienza ideale per esplorare questa Trieste “microcosmica” consiste proprio nel vagare senza meta precisa. Muoversi tra molteplici tasselli urbani è un modo per osservare la gente che li popola e lasciarsi avvolgere dal loro ritmo, scoprendo come ogni singola strada o tavolino da bar continui a custodire e raccontare una sfaccettatura diversa della variopinta identità triestina.

Cinque libri, cinque Trieste

Il bello di questo itinerario è che non esiste una sola Trieste letteraria. C’è quella borghese e inquieta di Svevo, quella cosmopolita di Joyce, quella quotidiana e affettuosa di Saba, quella dolorosamente divisa di Tomizza e quella multiculturale e umana di Magris. Alla fine, il modo più autentico di scoprire la città potrebbe essere proprio questo: creare una propria rilettura personale dei luoghi che i grandi scrittori hanno trasformato in letteratura.

Articolo di Benedetta Marchetti




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