Il Regno Unito è più avanti dell’Italia nell’elettrificazione del trasporto pesante. Oltre a incentivi certi e generosi — fino a 120 mila euro per ogni camion elettrico acquistato — si lavora sulle infrastrutture e si analizza il fenomeno con continuità. Interessante e utile per aziende e decisori politici il Report 2026 del programma ZEHID: Zero Emission HGVs and Infrastructure Demonstration Programme, un monitoraggio puntuale sull’introduzione dei camion elettrici, fino a 44 tonnellate, che oggi costano circa 2,7 volte più dei diesel, ma garantiscono almeno il doppio dell’efficienza energetica. L’energia, infatti, rappresenta dal 20% al 60% del TCO (Total Cost of Ownership) complessivo. Il dato che fa davvero la differenza è questo: in specifici casi d’uso ottimizzati su 8 anni (e con gli incentivi statali), gli eHGV possono generare un risparmio netto compreso tra £60.000 e £120.000 per veicolo — cioè circa 70.000–140.000 euro — rispetto ai diesel.
Quanto si può risparmiare con un camion elettrico
Mettiamo insieme tutti i tasselli: il camion elettrico costa oggi circa 2,7 volte più rispetto ai corrispettivi diesel. Ma nel Total Cost of Ownership (TCO) – la metrica che indica quanto costa davvero un veicolo lungo tutto il suo ciclo di vita, non solo al momento dell’acquisto – l’energia pesa dal 20% al 60% del totale. Secondo gli studi inglesi, in specifici casi d’uso ottimizzati (pensiamo all’autoproduzione di energia) e su un orizzonte di 8 anni, con gli incentivi statali, i camion a batteria possono generare un risparmio netto compreso tra £60.000 e £120.000 per veicolo, cioè circa 70.000–140.000 euro. La forbice è ampia, ma rappresenta comunque un ritorno consistente per l’azienda.
Il programma inglese è interessante non solo per il finanziamento, ma anche per i test avviati. Nelle prime fasi, i camion elettrici registrano una media di 1.350 km a settimana (contro i circa 2.600 km/settimana di un campione diesel), con picchi di oltre 800 km al giorno per i mezzi impiegati sulle rotte a lungo raggio. La percorrenza testata è più breve, ma già significativa. «Va sottolineato che le prime fasi includono attività di formazione, test e rotte compatibili con l’infrastruttura disponibile oggi». Si pensa positivo.
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Fondamentale il dato sul carico utile: «A causa del peso delle batterie, i mezzi pesano circa 3,5 tonnellate in più a vuoto, riducendo la capacità di carico utile di circa 1,5 tonnellate per i modelli 42t (4×2) e fino a 3,5 tonnellate per i modelli 6×2».
I diesel generano un quinto delle emissioni dei trasporti, fine vendita al 2035/2040
Nel Regno Unito circolano circa mezzo milione di HGV (Heavy Goods Vehicle), che generano 17 miliardi di sterline di valore aggiunto e 18 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno, pari al 17% delle emissioni dei trasporti nazionali. Quasi un quinto dell’impatto climatico del settore deriva quindi dal traffico pesante.
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Per questo è stato concepito ZEHID, il programma promosso dal Department for Transport (DfT) e da Innovate UK, che mette a disposizione un finanziamento di circa 150 milioni di sterline (178 milioni di euro) per accelerare la transizione dei veicoli pesanti verso le zero emissioni. Il target del Regno Unito è chiaro: eliminare la vendita di nuovi camion sopra le 26 tonnellate che non siano a zero emissioni entro il 2035 per i camion sono le 26 t, al 2040 oltre le 26 t.
E non è che l’inizio. Sono infatti previsti ulteriori fondi: un pacchetto di supporto da 1 miliardo di sterline (circa 1,19 miliardi di euro) per estendere lo Zero Emission Truck Grant e il Depot Charging Scheme, con l’obiettivo di rendere scalabile la diffusione dei camion elettrici e delle infrastrutture di ricarica dedicate.
In strada già 240 camion elettrici finanziati, 300 entro la fine del 2026
Oltre 240 veicoli e 40 stazioni di ricarica sono già operativi, con l’obiettivo di arrivare a circa 300 camion e 70 siti di ricarica entro la fine del 2026. Al momento 172 mezzi inviano dati di telemetria attivi per la valutazione. L’impatto ambientale è significativo: riduzione dell’81% delle emissioni di gas serra rispetto ai camion diesel equivalenti (considerando il mix elettrico di rete) e oltre 4.000 tonnellate di CO₂ risparmiate su base well‑to‑wheel (dalla fonte alla ruota).

L’esperienza delle flotte è generalmente positiva: i conducenti segnalano una guida più silenziosa, più fluida e con migliore accelerazione, elementi che contribuiscono a un comfort operativo superiore. Non ha invece avuto successo il progetto dedicato all’idrogeno. HyHAUL, incentrato su camion a celle a combustibile e sulla produzione di idrogeno verde, è stato interrotto nel dicembre 2025 per l’impossibilità di ottenere accordi vincolanti con clienti o operatori di flotta entro i tempi previsti dal finanziamento ZEHID.
Gli ostacoli da superare per l’elettrificazione, i benefici del programma
Senza sussidi, il costo totale di proprietà resta superiore a quello dei diesel, soprattutto per via degli elevati costi iniziali. La parità o il risparmio è comunque raggiungibile in specifici casi d’uso quando interviene il supporto pubblico. I vincoli di carico utile e di distribuzione dei pesi sugli assi possono ridurre i ricavi dei camion elettrici sulle tratte sensibili al peso, limitandone la competitività in alcuni segmenti. Secondo il report inoltre «la disponibilità ancora limitata di infrastrutture di ricarica adeguate rappresenta un ulteriore ostacolo in questa fase iniziale dell’adozione degli eHGV. Spesso sono necessari potenziamenti della rete e configurazioni complesse dei siti, elementi che continuano a frenare la diffusione su larga scala».

Il senso del programma? I progetti dimostrativi riducono l’incertezza permettendo agli operatori di provare gli HGV elettrici in condizioni reali, valutando autonomia, carichi, rotte e tempi di ricarica, e aiutando a gestire il rischio legato ai costi iniziali e agli investimenti infrastrutturali. Le prove sul campo generano dati affidabili su consumi, affidabilità, fermo macchina e costo totale di proprietà, offrendo una base concreta per le decisioni delle flotte, per lo sviluppo dei costruttori e per politiche pubbliche più mirate.
La condivisione dei risultati accelera la fiducia del mercato, evita duplicazioni di sforzi e mostra dove gli eHGV sono già competitivi e dove servono ulteriori innovazioni. Intanto i costruttori ampliano l’offerta di veicoli a zero emissioni e cresce l’impegno di infrastrutture, utility e investitori, creando un ecosistema più maturo e pronto a scalare. Bisogna partire, questa l’indicazione.
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