Borgo Rubens inaugura il Centro Polifunzionale Hygge: un aiuto contro il disagio degli adolescenti


Dalla raccolta fondi lanciata a gennaio alla trasformazione di un edificio inutilizzato sulla collina di Superga. Borgo Rubens inaugura il Centro Polifunzionale Hygge, il nuovo spazio nato dalla campagna di raccolta fondi «Centro Hygge: armonia e cura», promossa attraverso il Programma Formula della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con CESVI. Il progetto ha chiamato a raccolta cittadini, sostenitori e imprese intorno a un obiettivo concreto: recuperare l’ultimo edificio ancora inutilizzato del Borgo e trasformarlo in uno spazio dedicato alla socializzazione, alla gestione delle emozioni, alle attività creative e manuali, alla formazione e all’incontro con la comunità.

Ieri e oggi

Quello che fino a pochi mesi fa era un ricovero per attrezzi è oggi un centro capace di accogliere fino a 80 persone, articolato in ambienti protetti per gli adolescenti, spazi laboratoriali e una sala polifunzionale destinata a incontri, convegni, mostre, attività artistiche ed eventi aperti al territorio. Non sarà soltanto una nuova sede per le attività di Borgo Rubens. Sarà una nuova porta tra il Borgo e Torino.

A supporto del pubblico

«Il Centro Hygge nasce qui, al Borgo Rubens di Torino, con un obiettivo molto chiaro: affiancare il servizio pubblico, in una logica di sussidiarietà e di collaborazione concreta – spiega Carlo Tavella, presidente dell’associazione Rubens -. Il numero di giovani che vivono situazioni di disagio continua a crescere e i servizi, nonostante l’impegno quotidiano di chi vi opera, non riescono ad accogliere tutte le richieste delle famiglie. Realtà come Hygge possono intervenire tempestivamente, prima che le difficoltà diventino emergenze, accompagnando ogni giovane e il suo nucleo familiare verso il percorso più adatto, costruito insieme tra pubblico e terzo settore. Sappiamo che, per tante ragioni, i protocolli sanitari pubblici devono rispettare confini e procedure molto rigorosi. A volte, però, questi paletti possono risultare troppo stretti rispetto alla complessità e alla rapidità con cui cambiano i bisogni dei ragazzi e delle loro famiglie. Per questo oggi rivolgiamo una richiesta diretta al Governo, alle amministrazioni locali, alle aziende sanitarie e a tutte le istituzioni: diteci che cosa dobbiamo fare per potervi dare una mano».

Accoglienza senza pregiudizi

«Vogliamo offrire ai ragazzi un luogo nel quale il malessere non coincida con tutta la loro identità – afferma Francesca Bisacco, fondatrice e direttrice di Borgo Rubens -. Un luogo bello, competente e gentile, dove ciascuno possa essere accolto senza giudizio, riscoprire le proprie risorse e tornare gradualmente a desiderare. Il Centro Polifunzionale non è soltanto un nuovo edificio: è la possibilità di dare più spazio al futuro di tanti giovani e delle loro famiglie».

La forza della collaborazione

E a proposito di bisogni e identità, secondo il sindaco di Torino Stefano Lo Russo «le giovani generazioni sono la nostra più grande risorsa e una città deve saper guardare al loro presente e al loro futuro, anche supportandole, in modo particolare quando si trovano in una situazione di fragilità: per questo siamo particolarmente contenti oggi di inaugurare il nuovo Centro Polifunzionale Hygge, che prosegue l’impegno di Borgo Rubens nell’offrire sostegno agli adolescenti e le loro famiglie. Un luogo che da oggi si apre alla città e all’ascolto di ragazze e ragazzi e che testimonia la straordinaria capacità di Torino di fare squadra, mettendo insieme la collaborazione tra pubblico e privato e la straordinaria solidarietà che la nostra comunità cittadina è in grado di dimostrare». «Il centro rappresenta una realtà fondamentale per le politiche sociali e sociosanitarie del Piemonte, una rete solidale da valorizzare», commenta il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone.

Il percorso: raccolti 100,000 euro

Il progetto «Centro Hygge: armonia e cura» è stato selezionato da Intesa Sanpaolo nell’ambito della direzione regionale Piemonte Nord, Valle D’Aosta e Sardegna della Divisione Banca dei Territori, che ogni giorno accompagna persone e famiglie nelle scelte di risparmio, investimento e finanza personale. Il percorso è stato sostenuto con una raccolta fondi su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo dedicata a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per persone in difficoltà e in collaborazione con CESVI.

In quattro mesi, sono stati raccolti oltre 100.000 euro grazie alla generosità di cittadini, di imprese e della Banca stessa che ha partecipato attivamente, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo di raccolta fondi. Fin dall’inizio, l’obiettivo dichiarato non è stato semplicemente ristrutturare un edificio, ma ampliare un progetto già attivo e rispondere alle crescenti richieste di aiuto provenienti dalle famiglie.

Un lavoro di squadra

Il progetto sostenuto dalla campagna ha previsto il coinvolgimento di circa 50 adolescenti e giovani tra i 14 e i 21 anni di Torino e provincia, almeno 80 familiari e circa 200 partecipanti tra scuole, professionisti e realtà educative del territorio. L’importanza del progetto è stata anche riconosciuta da Fondazione Crt e Fondazione Venesio che hanno sostenuto il percorso di inserimento dei ragazzi e delle loro famiglie. E tra i maggiori supporter figura anche Hermès, con cui il Borgo ha una collaborazione ormai consolidata.

Il perimetro del disagio: è boom

L’apertura avviene in un momento in cui il disagio psicologico degli adolescenti è diventato una delle principali urgenze sociali e sanitarie del territorio. Secondo il focus pubblicato nel gennaio 2026 dall’Ordine dei Medici di Torino, le consulenze di Neuropsichiatria infantile nel Dipartimento di emergenza e accettazione dell’ospedale Regina Margherita sono passate da 319 nel 2018 a 1.694 nel 2022: oltre cinque volte tanto. I dati raccolti dai neuropsichiatri segnalano inoltre un significativo abbassamento dell’età di esordio. Se in passato il picco si collocava intorno ai 14 anni, oggi vengono osservate situazioni importanti già a 10 o 11 anni. Il focus dell’Ordine dei Medici riporta aumenti del 294% per i disturbi alimentari, del 297% per l’ideazione suicidaria e del 249% per i tentativi di suicidio. Più del 30% delle richieste in ambito ospedaliero riguarda agitazione psicomotoria, il 20% disturbi alimentari, il 17% tentativi di suicidio, ideazione suicidaria o autolesionismo e il 16% ansia acuta.

Luoghi di cura e contesti di vita

La collaborazione con realtà del territorio come Borgo Rubens rappresenta un’opportunità importante per costruire risposte integrate, mantenendo al centro la persona, la famiglia e la qualità della vita. Il Centro Hygge va nella direzione di creare uno spazio di incontro e di continuità, nel quale competenze diverse possano dialogare e contribuire insieme a sostenere i giovani e le loro famiglie» per Franca Fagioli, professore ordinario di Pediatria, Direttrice della S.C. Oncoematologia Pediatrica. «Un modello innovativo che mette al centro non solo i ragazzi ma anche le loro famiglie, offrendo un supporto concreto e scientificamente strutturato che si integra con i percorsi sanitari e socioassistenziali», aggiunge Carlo Picco, direttore generale Asli Torino.

Approccio a 360 gradi

Hygge integra ascolto psicologico, attività di gruppo, laboratori artigianali e creativi, esperienze nella natura, relazione con gli animali, percorsi di autonomia e orientamento al futuro. Il nuovo Centro Polifunzionale nasce all’interno di una realtà che ha ormai raggiunto dimensioni significative. Ogni settimana 92 persone partecipano ai percorsi di riabilitazione equestre e al progetto «Tocca a noi», dedicato alle autonomie e alla socializzazione. Ventiquattro ragazzi con disabilità sono coinvolti nel progetto «I ragazzi del Bistrot», nel quale formazione, lavoro e inclusione diventano un’unica esperienza. Ogni anno circa 400 bambini e ragazzi frequentano i centri estivi, mentre quasi 850 studenti vengono incontrati nelle scuole e al Borgo attraverso progetti di prevenzione, educazione emotiva e attività con gli animali. Diciassette pazienti psichiatrici partecipano a percorsi nella manutenzione del verde, nelle pulizie, nella cura degli animali e nelle attività amministrative. La comunità comprende inoltre 19 tirocinanti, cinque giovani del Servizio civile e 32 volontari. Vi lavorano cinque dipendenti, due dei quali con fragilità, otto psicologhe, due educatori e dodici collaboratori impegnati nel Bistrot e nelle altre attività. Il Bistrot sociale, aperto al pubblico, rappresenta già una delle principali porte d’ingresso del Borgo. Qui ragazzi con fragilità possono sperimentarsi in un contesto lavorativo reale e cittadini, famiglie, aziende e gruppi possono conoscere il progetto semplicemente entrando per un pranzo, un incontro o un evento. Con il Centro Polifunzionale questa apertura alla città assume una dimensione nuova.


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