Enrico “Fratò” Tiero è tornato. E che ritorno. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia — rientrato in Aula dopo che il Riesame aveva annullato gli arresti domiciliari del 18 ottobre, ma ancora autosospeso dal Partito — ha scelto il piazzale del Tribunale di Latina per il suo rilancio pubblico. Era appena terminata la prima udienza del giudizio immediato che lo vede accusato di corruzione quando aveva consegnato ai cronisti due notizie in anteprima. (Leggi qui: Tiero è libero. Una decisione che apre domande più che chiuderle).
La prima: pubblicherà un libro contenente gli oltre 2.600 messaggi e sms di solidarietà ricevuti durante i sette mesi trascorsi ai domiciliari nella sua abitazione di Latina. La seconda: scommette che supererà le 20 mila preferenze – 4.000 in più rispetto al 2023 – alle regionali in programma nel febbraio 2028.
Questa marcia di avvicinamento “Fratò” l’ha iniziata domenica, in occasione del voto per il rinnovo del Consiglio Provinciale. Il tempo di riorganizzare con una serie di incontri la sua componente – da Cisterna sino alla riva destra del Garigliano – e “Fratò” ha messo tutti in riga. Il candidato più votato nella lista di FdI è un avvocato politicamente impegnato nel Comune di Sermoneta di cui è il presidente del Consiglio Comunale. (Leggi qui: Latina, il centrodestra vince tutto. È la morte di un asse decennale. E leggi anche Mancano tre voti Provinciali a Taddeo. Caccia ai franchi Tiratori).
Torelli dominante: 6.169 voti da Ventotene a Latina
Pierluigi Torelli non ha avuto avversari nel listino di FdI: 6.169 voti ponderati, raccolti dappertutto, dalle minuscole Ventotene e Campodimele al Comune capoluogo Latina. Numeri sufficienti non solo a confermarsi consigliere provinciale, ma a distanziare nettamente due candidati vicini al coordinatore provinciale di FdI, il senatore Nicola Calandrini: i consiglieri comunali di Latina Renzo Scalco (5.290) e Alessandro Porzi (4.596), in mezzo ai quali si è piazzato il cisternese Pierluigi Di Cori (4.753), candidato del consigliere regionale Vittorio Sambucci e autore di uno strategico accordo elettorale con l’assessore regionale al bilancio Giancarlo Righini.
La rielezione di Torelli ha interrotto il comprensibile ramadam mediatico di Enrico Tiero. È tornato a parlare con un comunicato ufficiale dispensando ringraziamenti a destra e a manca. Tiero è un maestro della comunicazione che, ora più che mai, ha mutuato tutto dal suo nomignolo. Un soprannome affibbiatogli quando, all’ombra di papà Erasmo (per gli amici “Molazza”) cominciò dalla natia Castelforte per arrivare a Latina a mietere successi elettorali insieme al fratello Raimondo, attuale presidente del Consiglio Comunale del capoluogo.
“FdI resta la mia casa”: Tiero non torna da Fazzone
Rivolgendo le proprie congratulazioni a tutti gli eletti di FdI (Scalco, Torelli, Di Cori e Porzi) Tiero ha subito espresso un concetto che “anche i sordi hanno capito: Fratelli d’Italia resta la mia casa“. Altro che indiscrezioni che, prima dei suoi problemi giudiziari («che risolverò perché mi ritengo estraneo alle accuse che mi vengono mosse»), lo volevano nuovamente nel recinto azzurro del senatore Claudio Fazzone.
Il “mister preferenze” pontino di FdI spiega la roboante rielezione di Torelli con parole nette: “L’attenzione alle problematiche locali, il radicamento sul posto e la voglia di venire incontro alle esigenze dei cittadini restano ancora i valori che ci caratterizzano rispetto ad altri. Il risultato delle elezioni provinciali è eloquente: viene premiato chi lavora per il territorio”. Con una specificità significativa: Tiero resta “autosospeso dal Partito e dal gruppo consiliare regionale, ma legato alla bandiera e alla politica di FdI, in questo momento come semplice simpatizzante“.
“L’elezione di Torelli è chiara dimostrazione della nostra grande capacità capillare sul piano territoriale. Solo per qualche decimale non è risultato primo degli eletti in Provincia, pur ottenendo 33 voti da altrettanti consiglieri. La sua grande performance ci rende orgogliosi e fieri di lui“, ha concluso Tiero.
Torelli verso la vicepresidenza della Provincia
Con l’elezione del sindaco di Monte San Biagio Federico Carnevale alla presidenza della Provincia, Enrico Tiero potrebbe svolgere un ruolo di cerniera con l’ex Forza Italia, partito che con 33.202 voti ponderati (34,20%) primeggia su scala provinciale, distanziando proprio FdI di circa 3.000 voti (30.147, pari al 31,05%).
Nei prossimi giorni il presidente Carnevale convocherà la seduta di insediamento del rinnovato Consiglio Provinciale: quella sarà la prima seduta determinante per il conferimento del ruolo di vicepresidente, che andrà sicuramente a un esponente di FdI. Il nome che circola nei corridoi di via Costa – dove Tiero ha lavorato a lungo prima di conquistare uno scranno alla Pisana – è, ironia della sorte, proprio quello di Pierluigi Torelli.
Torelli ha scelto il medesimo registro del suo consigliere regionale di riferimento: “Ringrazio in primis l’amico Enrico Tiero, che ha dimostrato ancora una volta di essere determinante, sia per la mia elezione che per la tenuta del partito, e il coordinatore provinciale, il senatore Nicola Calandrini, che ha sempre creduto nella mia candidatura“, ha chiosatoTorelli.
Fuori Mirabella, Calandrini media tra le anime
Con la netta rielezione di Torelli, Tiero ha voluto mandare segnali importanti ad altre anime pontine di FdI. È rimasta fuori dal Consiglio provinciale Laura Mirabella, consigliera comunale a Monte San Biagio e prima dei non eletti con 4.316 voti ponderati nonostante fosse la candidata dell’assessora regionale al turismo Elena Palazzo e del deputato europeo ed ex sindaco di Terracina Nicola Procaccini.
A mediare tra le varie anime del partito ci ha pensato il coordinatore provinciale Nicola Calandrini: “La lista che abbiamo costruito ha saputo rappresentare in modo equilibrato i territori e le diverse esperienze amministrative, favorendo una competizione interna positiva che ha contribuito a rafforzare ulteriormente il partito, che ha confermato l’elezione di 4 consiglieri sui 12 del nuovo Consiglio”.
“Il dato più significativo resta la compattezza del centrodestra: dopo l’elezione del presidente Carnevale, il consenso ottenuto dalle forze della coalizione conferma la solidità di un modello politico fondato sull’unità, sulla collaborazione tra i territori e sulla capacità di dare risposte concrete alle comunità locali». Basta chiederle a “Fratò”.
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