Via libera del Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, al Documento programmatico di Bilancio (Dpb), che va inviato a Bruxelles entro il 15 ottobre. Via libera anche al nuovo Codice della strada, al decreto per l’ex Ilva, al piano per i Campi Flegrei ed alle firme con le Regioni sull’autonomia differenziata.
“Quest’oggi in Consiglio dei Ministri l’Autonomia compie un passo avanti decisivo: abbiamo sottoscritto le intese definitive con le quattro Regioni che hanno avviato questo percorso, approvando gli schemi di intesa definitiva, e deliberato i rispettivi disegni di legge per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Un passaggio istituzionale importante e soprattutto decisivo per la riforma, che ora è pronta per iniziare il suo percorso in Parlamento”, ha annunciato il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, commentando il passaggio delle intese definitive in Cdm.
“Garantire ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai territori non è solo uno dei capisaldi del programma con cui il centrodestra ha vinto le elezioni, ma anche e soprattutto una storica battaglia della Lega che non è mai stata così vicina alla sua realizzazione – aggiunge Calderoli -. Ci abbiamo lavorato tanto, con convinzione e senza sosta, e ora il risultato è più vicino che mai. Resta un ultimo miglio da percorrere in Parlamento e io non vedo l’ora di cominciare”.
Calderoli ha inoltre annunciato che “c’è il via libera preliminare alla riforma dello Statuto del Friuli-Venezia Giulia, un primo passo atteso da tempo e che viene incontro alle esigenze della Regione. Il percorso rispetta gli impegni presi con le Regioni a Statuto speciale in occasione del Festival di Torino nel 2023 e segue la via già tracciata in questi mesi per il Trentino-Alto Adige”.
“Anche stavolta è una sfida storica per assicurare ai territori tanta autonomia in più – sottolinea Calderoli -, ad esempio con il ripristino degli spazi progressivamente erosi dal 2001 con la riforma del Titolo V e l’aggiornamento delle competenze, per permettere alla Regione di garantire servizi sempre più efficienti. Conosciamo la strada da fare e proprio l’esperienza del Trentino-Alto Adige dimostra che è fattibile, quindi non ci resta che percorrerla. Il mio impegno va esattamente in questa direzione”, ha sottolineato Calderoli.
l consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge per l’Ilva tra le misure è prevista il mantenimento della funzionalità degli impianti di Taranto, favorire la reindustrializzazione delle aree ex Ilva, attrarre nuovi investimenti nell’area di Taranto e sostenere la ricollocazione dei lavoratori coinvolti nella crisi.
Lo ha annunciato la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, in conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri spiegando che “il provvedimento si compone di tre capi il primo è dedicato alle misure urgenti per i lavoratori ex Ilva e per i lavoratori dell’indotto di Adi in amministrazione straordinaria”. Calderone sottolinea che per la cassa integrazione dell’indotto è prevista “una protezione importante” con una misura in deroga rispetto alla normativa ordinaria della cassa integrazione a partire dal primo ottobre del 2026 fino al 30 giugno del 2027.
In particolare è previsto il mantenimento in riscaldo degli impianti dell’area a caldo fino alla pronuncia della Cassazione e l’erogazione dell’ultima tranche del prestito, pari a 40,5 milioni in favore di Acciaierie d’Italia in AS, sulla base della decisione della Commissione europea del febbraio scorso.
La misura per il mantenimento in riscaldo degli impianti dell’area a caldo riguarderà le batterie di coke 7, 8, 9 e 12 e i cowper degli altoforni 1, 2 e 4. Fra le altre misure è prevista la Reindustrializzazione delle aree ex Ilva (circa 100 ettari) e delle aree del demanio marittimo e militare attigue allo stabilimento di Taranto. La disposizione attribuisce al Mimit il compito di raccogliere e coordinare le manifestazioni di interesse relative a investimenti superiori a 10 milioni di euro localizzati nelle aree industriali ex Ilva e nelle aree demaniali attigue.
Il ministero elaborerà un Piano degli investimenti da sottoporre all’approvazione del Consiglio dei ministri, ai fini della dichiarazione di interesse strategico e della nomina del commissario. Il commissario straordinario coordinerà inoltre il Piano degli investimenti con gli interventi previsti dal Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto, anche per garantire le condizioni infrastrutturali necessarie alla realizzazione dei progetti.
La disposizione autorizza inoltre l’organo commissariale di Ilva in As, nell’ambito della procedura di cessione del compendio aziendale a terzi, a cedere separatamente o a dare in gestione a soggetti interessati le aree da reindustrializzare, a condizione che le relative iniziative siano ricomprese nel Piano degli investimenti. Il decreto prevede anche una “Corsia preferenziale” per i contratti di sviluppo relativi ai progetti ricompresi nel Piano degli investimenti, anche in deroga all’ordine cronologico di esame delle domande. Le imprese beneficiarie che prevedono un incremento occupazionale dovranno impegnarsi ad assumere prioritariamente lavoratori ex Ilva e dell’indotto.
E’ prevista poi l’istituzione del distretto industriale “Brindisi-Taranto” per l’accelerazione delle tecnologie a zero emissioni nette, con l’obiettivo di favorire la decarbonizzazione e lo sviluppo industriale sostenibile dell’area. Previste procedure semplificate, anche in materia ambientale, per l’insediamento di nuove attività produttive. E’ previsto un esonero contributivo totale per i datori di lavoro che, dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, assumono a tempo indeterminato lavoratori dipendenti di Acciaierie d’Italia e Ilva in AS. E’ prevista l’erogazione di un milione di euro all’ anno per il Tecnopolo di Taranto, destinato a potenziare ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico, anche attraverso il rafforzamento dell’organico di ricercatori industriali e tecnici specializzati.
“Per il personale del gruppo Adi in amministrazione straordinaria, abbiamo previsto un’integrazione all’indennità di cassa integrazione guadagni già percepita, un’integrazione del 70%”, ha evidenziato Calderone spiegando che “questo è un intervento di cui i lavoratori potranno usufruire fino a 30 giugno del 2027 che si somma alla cassa integrazione guadagni straordinaria”. “Ci sono comunque delle condizionalità” ed è prevista la possibilità che i lavoratori che beneficiano di questi strumenti “passano essere adibiti a lavori di pubblica utilità”.
“L’area dei Campi Flegrei non è assimilabile a un’area soggetta al classico evento di terremoto. C’è una popolazione numerosissima, la zona di intervento comprende 85 mila abitanti e 15 mila edifici, che vive sopra un sistema vulcanico attivo, con una crisi bradisismica ripetitiva. Io amo parlare di convivenza consapevole con il rischio. Il piano straordinario votato stasera assume questa regola è principio ispiratore”, ha affermato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Cdm.
“Lo Stato non promette una possibile eliminazione del rischio ma si assume il dovere di ridurre l’esposizione e la vulnerabilità, preparare la popolazione e ricostruire quello che il sisma ha distrutto e consentire, a chi lo chiede, l’adeguamento del proprio edificio alle norme antisismiche”, ha aggiunto.
Nel piano per i Campi Flegrei si prevede “delocalizzazione volontaria e incentivata almeno per gli immobili più vulnerabili o nelle aree più a rischio. È un tema politicamente delicatissimo e lo sottolineo per questo, ma una legge di lungo periodo deve almeno immaginarlo”. Poi si è previsto “un fondo pluriennale dedicato di un miliardo, spalmato in 10 anni”, ha puntualizzato Musumeci sottolineando che ci sarà “un monitoraggio parlamentare annuale sullo stato degli interventi”.
Mit: ‘Stop all’obbligo di patente cartacea e libretto per circolare’
Non ci sarà più “l’obbligo” di portare con sé i documenti cartacei di guida e di circolazione, che potranno essere verificati telematicamente dagli organi di polizia. Così il Mit in una nota dopo che il Cdm ha dato il via libera al nuovo Codice della strada. “Novità” anche sul fronte delle notifiche dei verbali di contestazione, a tutela dei conducenti e del diritto alla difesa: con il nuovo testo, i Comuni avranno 45 giorni, anziché 90, per notificare il verbale quando l’accertamento avviene da remoto e senza contestazione immediata, spiega il ministero.
I motociclisti potranno utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti, mentre per i cosiddetti cicli a propulsione, (ad esempio le bici utilizzate dai rider), scatterà l’obbligo di casco e contrassegno. Per i monopattini elettrici, invece, sarà introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni.
Il limite anagrafico per il trasporto professionale con tutte le patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE) viene innalzato da 68 a 70 anni, con l’obbligo di verifica biennale.
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