Bagheria è conosciuta come la città delle ville perché nel Settecento divenne il luogo di villeggiatura preferito dell’aristocrazia palermitana, che vi costruì decine di sontuose dimore estive. Oggi questo straordinario patrimonio barocco, capeggiato dalla celebre Villa dei Mostri, fa di questo comune una tappa imperdibile a pochi chilometri da Palermo. Ecco, allora, cosa vedere a Bagheria e perché è chiamata la “città delle ville”?
Perché è famosa Bagheria
Bagheria è famosa soprattutto per le sue ville nobiliari del Settecento, autentiche regge in miniatura sparse tra agrumeti e collinette. La città si trova in provincia di Palermo, incastonata tra i golfi di Palermo e Termini Imerese, a una manciata di minuti dal capoluogo. Questa posizione strategica la rese perfetta come buen retiro estivo per le grandi casate siciliane. Goethe la visitò nel 1787 e ne scrisse nel suo Viaggio in Italia, contribuendo a renderla celebre ben oltre i confini dell’isola.
Inoltre, c’è un altro motivo di notorietà, più recente. Bagheria ha dato i natali a personalità di rilievo della cultura italiana, dal pittore Renato Guttuso al fotografo Ferdinando Scianna, fino al regista Giuseppe Tornatore, che proprio qui ha ambientato il film Baarìa.
Villa Palagonia: storia e leggende
Villa Palagonia è la più celebre delle dimore bagheresi e l’emblema più importante del barocco siciliano suburbano. La sua costruzione iniziò nel 1715 per volere di Ferdinando Francesco Gravina e Bonanni, IV principe di Palagonia, su progetto del frate domenicano Tommaso Maria Napoli, affiancato in seguito dall’architetto Agatino Daidone.
A renderla unica al mondo sono le sue statue grottesche. Lungo il muro di cinta dell’esedra si affollano figure mostruose e deformi che hanno valso all’edificio il soprannome di “Villa dei Mostri”.
All’interno di Villa Palagonia, non mancano spazi che generano meraviglia. Il salone degli specchi, con la sua volta a specchi e le scenografiche raffigurazioni di sovrani del passato, moltiplica la luce e crea un effetto teatrale che ancora oggi lascia senza fiato. Inoltre, si racconta che i mostruosi “guardiani” di pietra avessero un’influenza malefica.
Palazzo Butera-Branciforti
Fu qui, nel 1658, che il principe Giuseppe Branciforti fece costruire la dimora attorno alla quale nacque il primo nucleo abitato di Bagheria. L’edificio ha l’aspetto di un castello di stile medievale, protetto ai lati da due torri merlate e dotato di ampie scalinate. Attorno a questa residenza principesca sorsero presto case e dammusi per intendenti, familiari e maestranze. Più tardi, nel 1769, il nipote Salvatore Branciforti diede alla cittadina il suo primo vero schema urbanistico, tracciando il grande corso Butera che ancora oggi corre fino al palazzo.
Ma la curiosità più affascinante si trova nel parco retrostante. Nel 1797 Ercole Michele Branciforti volle costruirvi la cosiddetta “Certosa”: un elegante padiglione neoclassico con colonnato dorico che ospitava un vero e proprio museo delle cere. Oggi la Certosa, di proprietà del Comune, accoglie il Museo del Giocattolo Pietro Piraino, mentre nel palazzo si conserva la sala Borremans, interamente affrescata.
Villa Valguarnera
Villa Valguarnera è considerata la più sontuosa tra le ville bagheresi. La sua costruzione iniziò nel 1712 su progetto di Tommaso Maria Napoli per volere della principessa Maria Anna del Bosco Gravina, principessa di Cattolica.
La villa sorge alle pendici della “Montagnola”, un promontorio di circa 165 metri che domina Bagheria e tutto il territorio circostante. Dal corpo centrale a due piani si dipartono due ali curve che disegnano un semicerchio quasi perfetto, soluzione architettonica di grande eleganza teatrale. Inoltre, in epoca contemporanea, tra queste mura trascorse l’adolescenza la scrittrice Dacia Maraini, figlia della pittrice Topazia Alliata, proprietaria della villa.
Villa Cattolica
Villa Cattolica oggi è soprattutto la casa del Museo Guttuso, ma nasce nel 1736 come dimora del principe di Cattolica, Francesco Bonanno. Più che una villa di delizie, dà l’impressione di una fortezza nobiliare affacciata sul verde, all’ingresso della città.
Nel 1973, grazie a una generosa donazione di opere del maestro Renato Guttuso, il piano nobile diventa sede della galleria d’arte moderna e contemporanea. Il museo custodisce oggi circa 800 opere, una delle collezioni più importanti dedicate al grande pittore neorealista bagherese.
Villa Villarosa
Villa Villarosa fu fatta costruire da don Placido Notarbartolo, duca di Villarosa, alle falde del monte Giancaldo. Particolarmente suggestiva è la sua terrazza. Nel 1845 vi fu posata l’attuale pavimentazione in maioliche bicrome bianche e blu di Vietri. Tra il 1900 e il 1902 furono poi rinnovati anche i pavimenti interni, segno della cura con cui la dimora veniva mantenuta.
Villa San Cataldo
Villa San Cataldo fu edificata agli inizi del Settecento dalla famiglia dei principi Galletti di San Cataldo e si presenta oggi con le sembianze di un castello. Il conte demolì e ristrutturò radicalmente l’edificio decorandolo in stile neogotico.
Il giardino, ancora, oggi, è un vero gioiello. Ricco di pini secolari, ampi viali, sedili e pilastri, un tempo popolato di piante esotiche, è recintato da una balaustra in pietra di tufo d’Aspra.
Vivere a Bagheria
Vivere a Bagheria significa abitare a pochi minuti da Palermo godendo al tempo stesso del mare, della campagna e di un patrimonio storico fuori dal comune. La città è ben collegata al capoluogo da treno e auto, il che la rende comoda sia per chi lavora a Palermo sia per chi cerca un ritmo più disteso.
La frazione di Aspra, antico borgo di pescatori, regala spiagge, scogliere e una tradizione gastronomica legata alle acciughe e al pesce azzurro, mentre nell’entroterra è possibile trovare angoli di tranquillità. Scopri, allora, con idealista gli ultimi annunci per case in vendita o in affitto a Bagheria e trova la soluzione più adatta a te:
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Matteo Squillante
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