Le trenta nomine effettuate in settimana dal sindaco di Formia Gianluca Taddeo hanno scatenato reazioni durissime ancor prima che i nuovi delegati potessero mettere piede negli uffici comunali. Il capogruppo Dem Luca Magliozzi le contesta nel merito e nel metodo: denuncia che ci sono Commissioni consiliari (sui Servizi sociali, sulla Sanità, sui Beni confiscati) ferme da anni. Soprattutto solleva un tema di opportunità sui delegati: alcuni rappresentano associazioni che ricevono contributi dal Comune. La sua conclusione è netta: il Municipio di Formia non è il comitato elettorale del sindaco.
La risposta Prog: assemblea popolare il 7 agosto
Sulla paralisi delle Commissioni insiste anche l’ex sindaca grillina Paola Villa, che punta il dito in particolare su quella dei Servizi sociali, ferma dalla revoca dell’assessore Nervino. Ma anche su quella Ambiente, convocata raramente. La consigliera aspetta al varco uno dei nuovi delegati, il presidente dell’OTUC di Acqualatina Antonio Villano, dopo le segnalazioni sugli sversamenti fognari in via Padre Martino e nel torrente Rio Fresco.
Imma Arnone è più diretta: in un Comune senza assessore ai Lavori Pubblici, spezzettare le deleghe in trenta rivoli servirà solo a creare confusione negli uffici. L’obiettivo reale, dice, è costruire una squadra per la raccolta voti.
Mentre la maggioranza costruisce la propria rete di delegati, il centrosinistra (PD, Sinistra Italiana, AVS, M5S e a civica Un’altra città) sceglie una strada diversa e convoca i cittadini direttamente. Il 7 agosto alle 18:30 al Klaton Hotel di Vindicio si terrà un’assemblea pubblica per scrivere insieme il testo di una delibera di iniziativa popolare sul futuro del Golfo di Gaeta: nel mirino la delocalizzazione degli impianti di acquacoltura, l’adeguamento degli scarichi a mare e un tavolo aperto sul porto di Gaeta.
Cosa c’è dietro: le 30 nomine
Cosa c’è dietro? Perché tutte queste reazioni? Cosa sono le 30 nomine fatte dal sindaco in settimana? In una torrida giornata di fine luglio il sindaco Gianluca Taddeo, a dieci mesi dal voto, ha mantenuto fede ad una promessa formulata all’atto del suo insediamento nell’ottobre 2021. Quel giorno aveva promesso che avrebbe nominato i delegati «entro pochi mesi», cioè persone che rappresentano la società civile delegate dal sindaco a portare in maniera capillare l’azione del Comune tra la gente.
Invece di arrivare pochi mesi dopo l’elezione quelle nomine sono state ufficializzate nei giorni scorsi dopo un’interlocuzione durata alcune settimane. A scatenare la polemica è il fatto che molti dei nuovi delegati del sindaco sono ex candidati al Consiglio Comunale nelle amministrative di cinque anni fa. A loro sono state conferite trenta deleghe, alcune sovrapponibili a quelle degli assessori.
L’istituzione della figura del delegato era un punto del programma elettorale di Forza Italia, Fratelli d’Italia e delle liste civiche alle amministrative del 3 e 4 ottobre 2021. Il Comune non ha divulgato l’elenco completo né le deleghe assegnate, ma una foto sì: vi compaiono alcuni dei delegati che hanno accettato la nomina. Effettivamente ci sono anche candidati non eletti cinque anni fa. La maggioranza è sconosciuta alla politica che conta.
Chi sono i delegati: De Marco, Bianchini, Montanaro
Ci sono le dovute eccezioni. Carlo De Marco — consigliere comunale della DC — è stato andreottiano di ferro e referente del compianto senatore e sindaco di Formia Michele Forte per la frazione collinare di Castellonorato. Si occuperà dei problemi del borgo più piccolo di Formia, dopo una militanza nell’UDC e una simpatia elettorale per la Lega.
Mario Bianchini, arrivato dalla CGIL e dal PCI attraversando tutte le successive articolazioni partitiche sino al PD, è diventato delegato per le problematiche della terza età sul territorio.
Più lineare l’investitura di Tony Montanaro: il suo nome a Taddeo lo ha fatto Fratelli d’Italia, per cui era stato aspirante consigliere. Di professione promotore finanziario, tastierista di un gruppo da piano bar, si occuperà di grandi eventi spettacolari e di alfabetizzazione musicale nelle scuole elementari.
L’obiettivo reale: due liste pronte in una mattinata
Con questa infornata di nomine Taddeo ha creato in una sola mattinata due potenziali liste che potrebbero decidere di sostenerlo alle prossime amministrative. I trenta delegati non saranno i candidati tout court, ma al di là delle specifiche responsabilità ricevute, hanno avuto un mandato preciso: portare l’amministrazione tra i cittadini e le voci dei cittadini all’amministrazione. Legittimo. Ma considerati i tempi (mancano dieci mesi alle elezioni) un po’ di dubbi l’operazione li solleva.
L’interessato non si è nascosto dietro un dito: «Questa nuova squadra di collaboratori dovrà garantire alla città, in questa fase finale di mandato, una presenza sul territorio ancora più incisiva e proficua, anche per consentire ai cittadini di approfondire il dialogo con l’Amministrazione». I delegati dovranno «rappresentare il Comune su materie specifiche per realizzare progetti di sviluppo e farsi portatori delle necessità e delle idee della cittadinanza».
Le minoranze: tardive, vuote, cambiali elettorali
Le forze di minoranza — soprattutto Paola Villa e il gruppo consiliare del PD — non sono state tenere: queste nomine sarebbero «tardive per essere state promesse nel Consiglio d’insediamento dell’ottobre 2021, vuote dal punto di vista gestionale e finanziario, e le prime cambiali elettorali, perché certamente gli altri aspiranti e mancati delegati non resteranno a guardare».
Taddeo ha risposto con una provocazione diretta all’opposizione: «Io ho cominciato a lavorare per il mio secondo mandato; voi non sapete neppure cosa fare domani mattina».
I delegati hanno ricevuto anche un monito: non sovrapporsi agli assessori in carica, ma collaborare per dar vita a un’azione di indirizzo politico più ampia. Le proposte raccolte dalla cittadinanza serviranno a predisporre il nuovo programma di mandato.
La scelta sull’assessore ai Lavori Pubblici
Taddeo avrebbe potuto nominare il nuovo assessore ai Lavori Pubblici al posto della dimissionaria (la scelta di andare via risale al 2 giugno 2024 ) e sua collega di partito Eleonora Zangrillo. Ha deciso di conservare l’interim e mettere subito un cappello sulla propria campagna elettorale, approfittando dell’attuale assenza di un’offerta politico-elettorale alternativa concreta. Almeno sinora.
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