Sarà ospitato a Cesena Fiera il 1 ottobre prossimo il road show in vista del Forum “EU–Tanzania Investment and Business Forum 2026-2027” in programma a Dar es Salaam nel 2027. L’evento rappresenta un’opportunità di business per le imprese italiane nello stato tanzaniano che occupa una posizione strategica nell’Africa Orientale. Con Patrizio Neri, presidente di Cesena Fiera, approfondiamo i dettagli dell’evento in programma nella città romagnola. E in questi giorni Neri ricorda un anno di presidenza alla guida di Macfrut (cfr. Freshplaza del 26/09/2025)
Freshplaza (FP): Il 1° ottobre Cesena Fiera ospiterà la tappa italiana dell’EU–Tanzania Investment and Business Forum 2026-2027. Presidente Neri, che significato ha questo appuntamento?
Patrizio Neri (PN): È un appuntamento a cui teniamo molto. L’Unione Europea ha avviato questo percorso per favorire investimenti, scambi commerciali e soprattutto nuove collaborazioni tra imprese europee e tanzaniane. Il roadshow farà solamente tre tappe in Europa: Helsinki, Cesena e L’Aia, prima di arrivare al Forum di Dar es Salaam nel 2027. Ecco, credo che questo sia già un dato significativo: Cesena è stata scelta insieme a due capitali europee. Per noi è una bella soddisfazione, ma è anche il riconoscimento del lavoro fatto in questi anni da Macfrut, come fiera internazionale di filiera, e della forza di un territorio che, quando si parla di agricoltura, agroindustria e tecnologie, ha davvero molto da offrire.
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itPatrizio Neri
FP: Questa iniziativa rappresenta anche un modo diverso di intendere il ruolo di Macfrut?
PN: Direi proprio di sì. Macfrut non sono soltanto i tre giorni della fiera. Quelli rimangono il momento centrale, naturalmente, ma il nostro lavoro continua tutto l’anno. Dobbiamo cercare mercati, creare contatti, mettere in relazione le nostre aziende con interlocutori internazionali e, quando troviamo un’opportunità interessante, cercare di portarla sul territorio. È quello che stiamo facendo con la Tanzania. La nostra ambizione è molto semplice: creare opportunità per gli espositori Macfrut anche negli altri 362 giorni dell’anno. Colgo l’occasione per annunciare che giovedì 24 settembre a Torino al Salone del Gusto presso la Regione Piemonte presenteremo la 44esima edizione in programma dal 20 al 22 aprile 2027.
FP: E la scelta di Cesena per questo roadshow europeo assume un significato particolare?
PN: Sicuramente. A volte siamo talmente abituati alle eccellenze del nostro territorio che rischiamo quasi di darle per scontate. Ma se guardiamo questo roadshow dall’esterno, vediamo tre città: Helsinki, Cesena e L’Aia. Cesena non è una capitale nazionale, ma in questo caso siede allo stesso tavolo delle altre capitali europee scelte dall’organizzazione. Credo che sia un bel riconoscimento per la città, per Cesena Fiera, per Macfrut e soprattutto per tutto il sistema produttivo del territorio.
FP: Perché oggi la Tanzania può essere interessante per le nostre imprese?
PN: Perché è un Paese che sta crescendo e che ha voglia di crescere ancora. Ha una posizione strategica nell’Africa orientale, una popolazione giovane e grandi necessità di investimenti e tecnologie. La cosa interessante è che la Tanzania non cerca semplicemente qualcuno che venda dei prodotti. Cerca partner, competenze, tecnologie e formazione per sviluppare le proprie filiere e aumentare la trasformazione locale. E questo, secondo me, si sposa molto bene con il modo di lavorare delle nostre imprese, soprattutto delle PMI italiane.
FP: Quali saranno i settori maggiormente coinvolti?
PN: I principali sono agricoltura e agribusiness, materie prime critiche e innovazione digitale, ai quali si aggiungono settori trasversali molto importanti come energie rinnovabili, trasporti e logistica. Sono comparti molto diversi tra loro, ma hanno un elemento in comune: la necessità di tecnologie e know-how. E l’Italia, e direi in particolare l’Emilia-Romagna, ha aziende molto competitive in quasi tutti questi ambiti. L’aspetto che considero particolarmente interessante è che il 1° ottobre non ci saranno solo interventi istituzionali. Ci saranno incontri B2B, B2G e con soggetti finanziari. Insomma, l’obiettivo è parlarsi, conoscersi e capire se esistono le condizioni per fare concretamente qualcosa insieme.
FP: L’agricoltura avrà naturalmente un ruolo particolare nella tappa di Cesena.
PN: Sì, inevitabilmente. Siamo a Cesena e siamo Macfrut, quindi l’agricoltura è un po’ il nostro terreno naturale. Ma soprattutto è uno dei pilastri dell’economia tanzaniana e presenta ancora grandi possibilità di modernizzazione. Pensiamo alla meccanizzazione, all’irrigazione, alle serre, ma anche a tutto quello che succede dopo la raccolta: conservazione, selezione, refrigerazione, packaging, trasformazione e logistica. Ridurre le perdite post-raccolta e aumentare la quota di prodotto trasformato localmente significa creare valore e reddito nel Paese. Tra le filiere interessanti troviamo, per esempio, riso, caffè e anacardo, ma c’è anche un settore ortofrutticolo che merita molta attenzione.
FP: Proprio sull’ortofrutta, quali potenzialità vede?
PN: Ci sono produzioni interessanti che possono crescere sia in quantità sia, soprattutto, nella capacità di raggiungere i mercati internazionali. Un esempio evidente è l’avocado: la Tanzania è già tra i principali produttori africani e punta ad aumentare le esportazioni. Ma produrre non basta. Se si vuole esportare verso l’Europa o altri mercati ad alto valore bisogna lavorare sulla qualità, sulle certificazioni, sulla catena del freddo, sul packaging e sulla logistica. E qui si apre uno spazio importante per le aziende italiane. Il nostro sistema dispone di tecnologie lungo praticamente tutta la filiera, dal campo fino al prodotto pronto per essere esportato.
FP: Un ultimo messaggio alle imprese che stanno pensando di partecipare il 1° ottobre?
PN: Direi semplicemente: venite a conoscere questa opportunità. Nessuno può sapere in anticipo se da un incontro nascerà un contratto, un progetto o una collaborazione, ma sappiamo che il business internazionale nasce prima di tutto dalle relazioni. Il 1° ottobre avremo a Cesena imprese e interlocutori istituzionali tanzaniani e la possibilità di confrontarci direttamente con loro. Poi il percorso continuerà verso il Forum di Dar es Salaam del 2027. Ed è esattamente questo che vogliamo fare come Macfrut: aprire delle porte. Poi sta alle nostre imprese entrare, e noi cercheremo di accompagnarle.
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