Anno scolastico 2026/2027: si passa all’organico di fatto. Posti assegnati con supplenze e assegnazioni provvisorie [LO SPECIALE]


La nota pubblicata dal MIM lo scorso 16 aprile 2026 definisce, per l’anno scolastico 2026/2027, le istruzioni operative per la determinazione dell’organico dell’autonomia del personale docente, dell’organico per l’adeguamento alle situazioni di fatto e dell’organico del personale educativo.

Sommario

Organico dell’autonomia per l’anno scolastico 2026/2027

La distribuzione dell’organico tra le regioni è stata definita considerando il numero degli studenti nell’anno scolastico 2025/2026 e l’andamento della popolazione scolastica negli ultimi anni. Sono stati presi in considerazione diversi fattori, come:

  • il rapporto tra alunni e classi;
  • la presenza di studenti con disabilità;
  • le caratteristiche del territorio e le condizioni socioeconomiche;
  • l’offerta formativa delle regioni.

Gli Uffici scolastici regionali, dopo il confronto con le Regioni e le organizzazioni sindacali, devono ridefinire l’organico tra i vari gradi di istruzione, garantendo una certa flessibilità nella formazione delle classi. Possono inoltre destinare una parte dei posti al potenziamento dell’offerta formativa, per sostenere progetti educativi, nel rispetto dei limiti previsti.

Il fabbisogno delle scuole può essere aggiornato in base ai posti disponibili, cercando di rispondere alle esigenze didattiche e organizzative.

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Organico di fatto

Dopo aver definito l’organico dell’autonomia, gli Uffici scolastici regionali devono monitorare con attenzione l’adeguamento dell’organico alle situazioni di fatto, mantenendolo entro i limiti stabiliti.

I dirigenti scolastici, in caso di diminuzione degli alunni, devono accorpare le classi secondo la normativa vigente e ridurre, dove possibile, gli “spezzoni” orari, così da favorire la continuità didattica e limitare il ricorso a personale precario. Possono inoltre, nei limiti dell’organico disponibile, suddividere le classi o articolare l’insegnamento di alcune discipline per gruppi separati, anche in base alla capienza degli spazi.

Nelle aree colpite da eventi sismici, è prevista una maggiore flessibilità: possono essere mantenute o attivate classi anche con parametri inferiori, per garantire il diritto allo studio.

Attivazione delle classi in deroga: i criteri

Classi in deroga: richieste Anief

I posti dell’organico di fatto sono coperti con:

  • le assegnazioni provvisorie dei docenti di ruolo (il Ministero indicherà la data per la presentazione della domanda);
  • supplenze da GaE, GPS (eventualmente graduatorie di istituto se le GPS dovessero esaurirsi) con aspiranti che presenteranno apposita dal 16 al 29 luglio ore 14.00.

Approfondimenti

Supplenze docenti 2026/27: domanda dal 16 luglio. Ecco la CIRCOLARE con le istruzioni per 150 preferenze, continuità sostegno, prima fascia GPS sostegno e mini call veloce

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Posti di potenziamento

Per quanto riguarda il potenziamento dell’offerta formativa, è prevista una riduzione complessiva dei posti pari a 1.407 unità, distribuite tra scuola primaria e secondaria. Gli Uffici scolastici regionali devono attenersi a questa ripartizione, valutando le richieste delle scuole in base alle discipline e alle classi di concorso, evitando situazioni di esubero e tenendo conto dei posti disponibili. I dettagli

La ridistribuzione dell’organico è gestita direttamente dagli Uffici scolastici regionali tramite le proprie diramazioni territoriali.

I posti di potenziamento, una volta assegnati, fanno parte dell’organico dell’autonomia e possono essere utilizzati sia per attività progettuali sia per coprire insegnamenti curricolari o completare spezzoni orari nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria. Le attività di potenziamento sono rivolte a tutti gli studenti e non rientrano tra quelle alternative all’insegnamento della religione cattolica.

Nel triennio sono previsti tagli per 3.917 cattedre.

Tagli per 3.917 cattedre di potenziamento nei prossimi tre anni: il 18% in Campania. I dati in anteprima per regione [TABELLE]

Classe di concorso A-23

Particolare attenzione è riservata all’insegnamento dell’italiano per studenti stranieri, soprattutto nelle scuole con un’alta percentuale di alunni non italofoni.

In questi casi, è possibile assegnare specifici posti di potenziamento, nel rispetto delle risorse disponibili e senza creare esuberi, al fine di garantire un adeguato supporto linguistico e favorire l’inclusione.

Il Ministero conferma che, per l’a.a. 2026/27, sono 762 le cattedre attivate per gli studenti stranieri: ecco in quali Regioni e ordini di scuola.

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Scuola dell’infanzia

Possono essere ammessi alla scuola dell’infanzia anche i bambini che compiranno tre anni entro il 30 aprile 2027, a condizione che il Collegio docenti valuti positivamente, dal punto di vista pedagogico e didattico, tempi e modalità di accoglienza. Per rendere possibile questa anticipazione, gli Uffici scolastici regionali, insieme agli enti locali, definiscono specifiche intese organizzative.

Rimane confermato il modello orario standard di 40 ore settimanali, che può essere:

  • esteso fino a 50 ore su richiesta delle famiglie;
  • ridotto a 25 ore.

Le cosiddette “sezioni primavera” possono essere attivate solo in base alle risorse disponibili e secondo gli accordi stabiliti a livello nazionale.

Infine, per quanto riguarda i posti destinati al potenziamento dell’offerta formativa nella scuola dell’infanzia, verrà confermato il contingente assegnato, nel limite di quello attribuito l’anno scolastico scorso.

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Scuola primaria

La scuola primaria è organizzata secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 89/2009, che offre alle famiglie diversi modelli orari. Il modello standard è quello a 27 ore settimanali, mentre quello a 24 ore può essere attivato solo se ci sono almeno 15 alunni.

Resta invariato il tempo pieno, con 40 ore settimanali comprensive della mensa, due docenti per classe e rientri pomeridiani, attivabile nei limiti dell’organico disponibile.

Gli “spezzoni orari” possono essere utilizzati per formare posti completi all’interno della stessa scuola e, se restano almeno 12 ore, possono essere trasformati in posti interi per evitare situazioni di soprannumero. In ogni caso, le risorse devono garantire la continuità didattica e il mantenimento degli orari già in uso.

L’insegnamento della lingua inglese è affidato ai docenti in possesso dei requisiti richiesti (titoli e competenze), mentre solo in casi particolari si ricorre a docenti specialisti, entro limiti stabiliti.

Anche l’insegnamento della religione cattolica è garantito da docenti qualificati. Le pluriclassi devono essere attivate solo in situazioni di necessità (ad es. in zone disagiate), preferibilmente evitando di includere tutte e cinque le classi insieme.

Per quanto riguarda l’educazione motoria, nelle classi IV e V sono previste fino a due ore settimanali aggiuntive nel tempo normale, mentre rientrano nelle 40 ore nel tempo pieno.

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Ed. motoria alla primaria

Stima complessiva di 4.201 posti per le classi quarte e quinte. Forte incidenza del tempo pieno, soprattutto nelle regioni del Centro-Nord.

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Disposizioni comuni per la scuola secondaria

Per l’anno scolastico 2026/27, l’organico della scuola secondaria viene definito sulla base delle classi di concorso stabilite dalla normativa vigente, nonché, per gli istituti professionali. La distribuzione delle ore tra le diverse classi di concorso all’interno di ciascuna istituzione scolastica deve perseguire prioritariamente la tutela della titolarità dei docenti, la costruzione equilibrata delle cattedre e la continuità didattica.

A tal fine, le scuole utilizzano le apposite funzioni del sistema informativo, operando scelte coerenti con l’indirizzo di studi, le articolazioni e il curricolo d’istituto. In presenza di situazioni di soprannumero, si attribuisce precedenza ai docenti con maggiore punteggio nella graduatoria interna unificata, nel rispetto delle disposizioni contrattuali sulla mobilità.

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Istruzione secondaria di I grado

La scuola secondaria di primo grado si articola in due modelli orari:

  • il tempo ordinario di 30 ore settimanali;
  • il tempo prolungato di 36 ore, estendibile fino a 40 ore in presenza di specifiche condizioni.

L’attivazione del tempo prolungato avviene nei limiti dell’organico assegnato e sulla base delle esigenze formative e delle richieste delle famiglie, utilizzando anche le ore di approfondimento disponibili. Tali classi possono essere istituite solo in presenza di adeguate strutture e servizi per le attività pomeridiane e garantendo, di norma, la continuità di un intero corso.

L’assetto delle cattedre deve assicurare un equilibrio nella loro composizione, evitando che siano costituite esclusivamente con ore di approfondimento. L’offerta della seconda lingua comunitaria deve inoltre tener conto della presenza dei docenti di ruolo, evitando la creazione di situazioni di soprannumero.

A partire dal 2023 sono entrati a regime i percorsi a indirizzo musicale, la cui attivazione è subordinata all’autorizzazione degli Uffici scolastici regionali e alla disponibilità di risorse, senza generare esuberi. Dall’anno scolastico 2025/2026 è inoltre possibile istituire classi a metodo Montessori, ora ricondotte a ordinamento, ma limitatamente alle scuole già coinvolte nella precedente sperimentazione e senza nuove procedure di titolarizzazione del personale.

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Istruzione secondaria di II grado

A partire dall’anno scolastico 2026/2027, il numero complessivo delle classi della scuola secondaria di secondo grado non potrà superare quello attivato nell’anno 2024/2025, in attuazione del decreto-legge 144/2022. 

La formazione delle classi deve avvenire evitando situazioni di esubero e nel rispetto dei parametri numerici stabiliti dalla normativa: in generale, le classi iniziali devono garantire un numero minimo di studenti, con possibilità di articolazioni tra indirizzi diversi, mentre le classi intermedie e terminali sono costituite assicurando continuità didattica e adeguati livelli medi di alunni per classe.

Specifiche disposizioni riguardano i licei musicali e coreutici, per i quali l’organico è definito in base ai quadri orari vigenti e può essere integrato con risorse aggiuntive, anche attraverso i posti di potenziamento, al fine di garantire un’adeguata offerta formativa senza generare esuberi.

Per quanto riguarda l’attivazione delle classi prime nei licei musicali e coreutici, le iscrizioni possono essere accolte esclusivamente nelle sezioni già funzionanti, subordinatamente al superamento di specifiche prove attitudinali. Per i licei scientifici a indirizzo sportivo è prevista l’attivazione di una sola classe prima per istituzione scolastica, salvo diverse determinazioni regionali, sempre nel rispetto del divieto di creare esuberi.

Le sezioni di liceo classico europeo sono confermate nell’attuale consistenza, con possibilità di attivazione di ulteriori sezioni solo previa autorizzazione e nei limiti dell’organico disponibile. Analogamente, i percorsi quadriennali, sia liceali sia tecnico-professionali, possono essere attivati o proseguiti esclusivamente nei casi autorizzati e nel rispetto dei limiti di organico, generalmente con una sola classe prima per percorso.

Per la filiera tecnologico-professionale, le attivazioni sono consentite solo per gli indirizzi già autorizzati negli anni precedenti o su specifico provvedimento degli Uffici scolastici regionali, senza variazioni delle dotazioni organiche e senza generare esuberi. In tali percorsi, così come in altre sperimentazioni, non è ammessa la costituzione di classi articolate.

Infine, per gli istituti tecnici e professionali, è possibile istituire l’Ufficio tecnico, nei limiti delle risorse disponibili e previa autorizzazione regionale, garantendo priorità al personale già titolare nell’istituzione scolastica e nel rispetto dell’equilibrio complessivo dell’organico.

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Istruzione secondaria di II grado (percorsi dell’istruzione professionale di cui al decreto legislativo 61/2017)

Per i percorsi di istruzione professionale disciplinati dal d.lgs. 61/2017, la determinazione del monte ore per la costituzione delle cattedre segue modalità specifiche. Le istituzioni scolastiche possono utilizzare una quota di autonomia pari al 20% dell’orario complessivo del biennio e del triennio per adattare l’offerta formativa agli obiettivi del profilo di uscita, con particolare attenzione alle attività laboratoriali e nel rispetto del PECUP.

Tale flessibilità è però soggetta a vincoli: per l’area generale le ore possono essere ridotte entro il limite del 20%, mentre per l’area di indirizzo deve essere garantito il monte ore minimo previsto dagli ordinamenti. Il sistema informativo supporta la definizione del fabbisogno orario, consentendo alle scuole di apportare variazioni entro i limiti stabiliti e assicurando il rispetto del monte ore complessivo.

Particolari margini di autonomia sono previsti per alcune aree, come le scienze integrate e le attività laboratoriali con compresenze, per le quali le scuole definiscono direttamente l’attribuzione delle ore tra le classi di concorso. Restano invece invariabili gli insegnamenti di scienze motorie e religione cattolica.

Il monte ore complessivo, comprensivo anche di eventuali percorsi di diverso ordinamento presenti nella stessa istituzione scolastica, è utilizzato per la determinazione delle cattedre, generalmente su base di 18 ore settimanali. In ogni caso, la definizione dell’organico deve avvenire evitando la creazione di situazioni di esubero.

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Istruzione secondaria di II grado (classi prime degli istituti tecnici di cui al DM 29/2026)

A partire dall’anno scolastico 2026/2027 entrano in vigore, limitatamente alle classi prime, i nuovi ordinamenti dell’istruzione tecnica previsti dal DM 29/2026. Il curricolo nazionale è integrato da una quota di flessibilità, collocata nell’area di indirizzo, che le scuole possono utilizzare per potenziare discipline esistenti o introdurne di nuove.

La nota raccomanda la salvaguardia della titolarità dei docenti, evitando situazioni di soprannumero.

Le cattedre sono costituite di norma su 18 ore settimanali; tuttavia, nei casi in cui ciò non sia possibile, possono essere eccezionalmente attivate cattedre con orario ridotto, comunque non inferiore a 15 ore, destinando le ore residue al potenziamento dell’offerta formativa.Particolare attenzione è inoltre rivolta ai nuovi insegnamenti dell’area di base dell’indirizzo, che introducono gli studenti alle discipline caratterizzanti del triennio. Per l’indirizzo “Trasporti e logistica” è prevista una specifica flessibilità nell’attribuzione della disciplina “Scienze e tecnologie dei trasporti”, che può essere articolata tra diverse classi di concorso.

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Percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP)

Per quanto riguarda i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), il raccordo con l’istruzione professionale è disciplinato dalla normativa vigente, che ne consente la realizzazione anche in regime di sussidiarietà da parte degli istituti professionali, nel rispetto della programmazione regionale e dei requisiti di accreditamento. Tali percorsi, finalizzati al conseguimento di qualifiche triennali e diplomi quadriennali, sono definiti a livello nazionale e regionale.

Nelle istituzioni scolastiche che attivano anche l’offerta IeFP, la formazione delle classi iniziali avviene considerando il numero complessivo degli studenti iscritti ai percorsi di istruzione professionale, inclusi quelli che intendono conseguire titoli IeFP, senza determinare un incremento del numero complessivo di classi e posti rispetto ai parametri previsti. L’organico è quindi definito in funzione delle classi attivate e dei relativi quadri orari, comprendendo anche tali percorsi.

L’assegnazione del personale alle classi IeFP è effettuata dal dirigente scolastico nell’ambito delle ordinarie procedure di organizzazione didattica, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali.

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Istruzione degli adulti

Per l’istruzione degli adulti, l’organizzazione dei percorsi è disciplinata dal DPR 263/2012 e dalle relative linee guida, con differenziazioni tra percorsi di primo livello, secondo livello e alfabetizzazione linguistica, anche in contesti come gli istituti di prevenzione e pena. Eventuali adattamenti organizzativi sono consentiti entro i limiti delle risorse assegnate.

Nei percorsi di secondo livello, incardinati presso gli istituti secondari di secondo grado, il monte ore è ridotto al 70% rispetto ai corsi diurni, senza effetti sulla dotazione organica: le eventuali economie sono utilizzate per ampliare l’offerta formativa e attivare ulteriori percorsi, inclusi quelli per il rafforzamento delle competenze della popolazione adulta.

La definizione dell’organico, sia per i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) sia per le istituzioni scolastiche sedi dei percorsi di secondo livello, avviene sulla base dei dati storici degli studenti (scrutinati, ammessi agli esami e certificati). I percorsi devono essere attivati a partire dal primo periodo didattico, con possibilità di derogare al numero minimo di iscritti, purché si adottino soluzioni organizzative sostenibili.

Infine, eventuali situazioni di soprannumero del personale possono essere gestite attraverso la riassegnazione, su richiesta, ai percorsi di istruzione degli adulti all’interno dello stesso ambito territoriale.

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Percorsi di istruzione degli adulti negli istituti di prevenzione e pena

Nei percorsi di istruzione degli adulti attivati negli istituti di prevenzione e pena, l’organico è definito con parametri specifici:

  • un docente per la scuola primaria;
  • tre docenti per la scuola secondaria di primo grado, sia per i percorsi di primo livello sia per quelli di alfabetizzazione linguistica, organizzati dai CPIA in raccordo con le strutture penitenziarie.

I percorsi di secondo livello, finalizzati al conseguimento del diploma, sono realizzati dalle istituzioni scolastiche competenti in collaborazione con gli istituti penitenziari, garantendo almeno l’attivazione del primo periodo didattico in ciascuna struttura, nei limiti delle risorse disponibili. L’organizzazione dei corsi è orientata a favorire il diritto allo studio e il reinserimento sociale dei detenuti.

Eventuali adattamenti organizzativi e didattici, anche in attuazione degli accordi tra Ministero dell’Istruzione e Ministero della Giustizia, sono consentiti entro i limiti delle dotazioni organiche assegnate a livello regionale.

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Posti di sostegno

Per l’anno scolastico 2026/2027, la dotazione organica dei posti di sostegno è stata incrementata di 134 unità, nel rispetto dei limiti finanziari previsti. Eventuali compensazioni tra i diversi gradi di istruzione devono essere limitate a situazioni strettamente necessarie, evitando in particolare incrementi nei contingenti della scuola secondaria.

La distribuzione delle risorse per il sostegno è definita dagli Uffici scolastici regionali in collaborazione con enti locali e altri soggetti istituzionali, al fine di garantire un’equa integrazione degli alunni con disabilità, anche attraverso reti di scuole. La formazione delle classi deve rispettare i criteri normativi vigenti, con particolare attenzione alle classi iniziali che accolgono studenti con disabilità.

Vedi le tabelle regionali

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Scuole presso gli ospedali

Nella definizione dell’organico, deve essere garantita adeguata attenzione alle scuole operanti presso le strutture ospedaliere, che costituiscono sezioni distinte rispetto alle sedi principali dell’autonomia scolastica, pur rientrando nelle risorse complessivamente assegnate.

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Scuole con insegnamento in lingua slovena

Per le scuole con insegnamento in lingua slovena, l’Ufficio scolastico regionale per il Friuli-Venezia Giulia provvede alla ripartizione della dotazione organica nel rispetto degli accordi specifici e dei contingenti assegnati, assicurando la tutela delle relative finalità linguistiche e culturali.

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Istituzioni educative

Le dotazioni organiche del personale educativo sono determinate secondo i parametri del DPR 81/2009 e non possono superare la consistenza fissata nell’anno scolastico 2011/2012. Gli Uffici scolastici regionali devono quindi verificare con attenzione la coerenza tra popolazione scolastica e organico, nel rispetto del limite complessivo nazionale stabilito.

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Organico triennale dell’autonomia

Il decreto prevede anche una programmazione triennale dell’organico dell’autonomia per gli anni scolastici 2027/2028 e 2028/2029. Tale previsione ha carattere non vincolante e mantiene un’impostazione generale in linea con i precedenti provvedimenti, limitandosi a definire i principali dati di riferimento.

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Le risposte ai quesiti

È possibile inviare un quesito all’indirizzo [email protected] (non è assicurata risposta individuale ma la trattazione di tematiche generali).


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 Laura Criscione

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