Auto aziendali in uso promiscuo ai dipendenti, tabelle ACI e nuove percentuali: guida pratica e aggiornata, con esempi, per capire come si calcola il fringe benefit, quando è imponibile e quali errori evitare.
Quando il datore di lavoro concede un’auto aziendale a un dipendente in uso promiscuo – cioè non solo per lavoro ma anche per uso personale – scatta una conseguenza fiscale spesso sottovalutata: il fringe benefit. Si tratta di una retribuzione in natura, che aumenta il reddito imponibile del lavoratore e incide sia sull’IRPEF sia sui contributi previdenziali. Ma come si calcola, concretamente, questo beneficio? La risposta passa dalle tabelle ACI, pubblicate ogni anno in Gazzetta Ufficiale, e utilizzate come parametro ufficiale dall’Agenzia delle Entrate.
Vediamo quindi, passo dopo passo, come calcolare il fringe benefit dell’auto aziendale usando le tabelle ACI. Nel momento in cui scriviamo questo articolo prendiamo come riferimento aggiornato l’edizione 2026.
Cos’è il fringe benefit dell’auto aziendale
Il fringe benefit è il valore economico del vantaggio che il dipendente riceve quando l’azienda gli mette a disposizione un’auto non solo per le normali esigenze di lavoro, ma anche per uso privato (il cosiddetto uso promiscuo del veicolo).
Dal punto di vista fiscale, questo vantaggio è assimilato a una quota di retribuzione e in quanto tale rientra nel reddito di lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 51, comma 4, lettera a), del TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi).
La norma è stata recentemente modificata dalla Legge di Bilancio 2025 (articolo 1, comma 48, L. n. 207/2024), sicché, come vedremo, attualmente convivono due diversi regimi di percentuali di imponibilità del fringe benefit, rispettivamente applicabili in base alla data di assegnazione del veicolo (se avvenuta prima del 2025 o dopo).
Quando l’auto aziendale genera fringe benefit
Il fringe benefit non scatta sempre. In particolare:
- si applica se l’auto è concessa al dipendente a uso promiscuo;
- non opera se l’auto è utilizzata esclusivamente per finalità aziendali (ad esempio veicoli ad uso tecnico o strumentale).
Il fringe benefit viene determinato forfettariamente su una percorrenza convenzionale di 15.000 km, a prescindere dai chilometri realmente percorsi dal dipendente nel corso dell’anno
Ai fini del fringe benefit, quello sopra descritto è il criterio essenziale. Non conta, invece:
- quanti chilometri privati vengano effettivamente percorsi;
- se l’auto venga usata poco o molto nel tempo libero.
Il calcolo, dunque, è puramente convenzionale – per questo si basa sulle tabelle ACI prefissate, che tra poco analizzeremo – e prescinde dall’utilizzo reale del veicolo.
Cosa sono le tabelle ACI e perché sono fondamentali
Ogni anno l’Automobile Club d’Italia (ACI) elabora e pubblica specifiche tabelle contenenti:
- il costo chilometrico di esercizio dei veicoli;
- suddiviso per marca, modello, motorizzazione e alimentazione;
- riferito a una percorrenza standard.
Le tabelle rilevanti per il fringe benefit sono pubblicate una volta l’anno, entro il 31 dicembre, sulla Gazzetta Ufficiale. L’edizione attuale – valevole per il 2026 – è stata pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 40 alla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2025. Puoi scaricarla direttamente da qui in formato pdf.
Tieni presente che l’ACI pubblica due tipi di tabelle:
- quelle per il rimborso delle trasferte con auto propria;
- quelle per il calcolo del fringe benefit delle auto aziendali.
Per il fringe benefit contano solo le seconde.
Come si calcola il fringe benefit auto: il metodo base
Il calcolo del fringe benefit sull’auto aziendale segue sempre lo stesso schema che qui ti riepiloghiamo nei passaggi fondamentali.
1️⃣ Individuare il costo chilometrico ACI
Si cerca il veicolo (marca e modello) nella tabella ACI dell’anno di riferimento.
2️⃣ Moltiplicare per 15.000 km
La normativa assume una percorrenza forfettaria annua di 15.000 km, indipendentemente dall’uso reale.
3️⃣ Applicare la percentuale prevista dalla legge
Sul valore ottenuto si applica una percentuale, indicata in tabella ACI, che varia in base al tipo di veicolo e all’anno di assegnazione.
Il risultato è il fringe benefit annuo imponibile.
Le percentuali da applicare nel 2026
Dal 1° gennaio 2025 la Legge di Bilancio ha modificato il sistema delle percentuali, introducendo un criterio più favorevole per i veicoli a minore impatto ambientale. Queste regole valgono anche per il 2026.
In particolare, la percentuale di costo chilometrico che concorre a formare il reddito del dipendente varia in base alle emissioni di anidride carbonica del veicolo, premiando i mezzi meno inquinanti.
Le tabelle ACI 2026 riportano, infatti, quattro colonne di calcolo basate sulla convenzione dei 15.000 km:
-
25%: per veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 60 g/km.
-
30%: per veicoli con emissioni tra 61 g/km e 160 g/km.
-
50%: per veicoli con emissioni tra 161 g/km e 190 g/km.
-
60%: per veicoli con emissioni superiori a 190 g/km.
Questi valori sono già calcolati nelle tabelle ufficiali per ogni singolo modello di auto in produzione o fuori produzione.
Quelle sopra descritte, però, sono le vecchie percentuali, tuttora valevoli per i veicoli assegnati fino al 2024 (e transitoriamente anche nel primo semestre 2025). Ecco in dettaglio le percentuali attualmente in vigore dal 2025 in poi:
- 50% → veicoli con alimentazioni tradizionali (benzina, diesel, GPL, metano);
- 20% → veicoli ibridi plug-in;
- 10% → veicoli 100% elettrici.
Attenzione: conta la data di assegnazione dell’auto
Un aspetto fondamentale, spesso fonte di errori, riguarda la data di assegnazione del veicolo al dipendente.
Per le auto assegnate dal 1° gennaio 2025 in poi si applicano le nuove percentuali che abbiamo descritto (50% – 20% – 10).
Invece, per le auto assegnate prima del 1° gennaio 2025 continua ad applicarsi il regime previgente, in base alle disposizioni transitorie (come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 15/2025).
Non rileva l’anno di immatricolazione del veicolo, bensì la data del contratto di assegnazione.
Esempi pratici di calcolo
Facciamo ora alcuni esempi per ciascuna categoria di veicoli (in quanto, come abbiamo visto, cambia notevolmente la percentuale applicabile).
Auto a benzina
- Costo chilometrico ACI: 0,60 €
- 0,60 × 15.000 km = 9.000 €
- Percentuale: 50%
Fringe benefit annuo: 4.500 €
Auto ibrida plug-in
- Costo chilometrico ACI: 0,55 €
- 0,55 × 15.000 km = 8.250 €
- Percentuale: 20%
Fringe benefit annuo: 1.650 €
Auto elettrica
- Costo chilometrico ACI: 0,50 €
- 0,50 × 15.000 km = 7.500 €
- Percentuale: 10%
Fringe benefit annuo: 750 €
Esempi per specifici modelli di auto
Prendiamo alcuni esempi pratici estratti dalle tabelle ufficiali per il 2026:
-
Alfa Romeo Junior 1.2 Hybrid 145CV: il costo chilometrico a 15.000 km è di 0,5020 €. Il fringe benefit annuale (calcolato al 30%) è pari a 2.259,00 €.
-
Audi A3 Sportback TDI 2.0 150CV (Mod. 2025): costo chilometrico 0,5502 €. Il beneficio tassabile (30%) è di 2.475,90 €.
-
Fiat Grande Panda 1.2 100CV: costo chilometrico 0,4373 €. Il fringe benefit annuale (30%) ammonta a 1.967,85 €.
Tassazione per il dipendente e riflessi contributivi
Il fringe benefit così calcolato ha le seguenti caratteristiche:
- concorre al reddito imponibile IRPEF del dipendente;
- è soggetto a contributi previdenziali;
- viene normalmente ripartito mese per mese in busta paga.
Per l’azienda, il costo resta deducibile secondo le regole ordinarie, ma il fringe benefit aumenta il costo complessivo del lavoro.
Errori comuni da evitare
Tra gli errori più frequenti che molti commettono ci sono questi:
- usare le tabelle ACI sbagliate (trasferte anziché fringe benefit);
- applicare una percentuale non coerente con la data di assegnazione;
- ricalcolare il fringe benefit in base ai km reali (che non contano);
- dimenticare l’impatto contributivo, oltre a quello fiscale.
In sintesi
- Il fringe benefit auto è una retribuzione in natura;
- si calcola usando le tabelle ACI ufficiali, edite anno per anno;
- il metodo è: costo ACI × 15.000 km × percentuale;
- le percentuali variano in base a tipologia del veicolo e data di assegnazione;
- il valore è imponibile IRPEF e contributi.
Conclusione
Il calcolo corretto del fringe benefit è essenziale per evitare sanzioni e garantire una corretta gestione delle buste paga. Con l’aumento dell’attenzione verso la sostenibilità, la scelta di auto aziendali a basse emissioni di CO2 non solo riduce l’impatto ambientale ma garantisce un significativo risparmio fiscale per il lavoratore.
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Paolo Remer
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