Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato all’unanimità (21 voti favorevoli) la mozione per l’intitolazione di uno spazio pubblico o di un’area verde cittadina a Fra Piero Casu, il frate francescano conventuale che per 19 anni fu una presenza profondamente radicata nella vita della città.
La proposta, sottoscritta dai consiglieri Francesco Federico, Giuseppe Obinu, Maria Obinu, Umberto Marcoli, Francesca Marchi, Carla Della Volpe, Maria Speranza Perra e Massimiliano Daga, impegna il Sindaco e la Giunta ad avviare le procedure necessarie per individuare uno spazio, un giardino o un’area verde possibilmente nelle vicinanze della chiesa e del convento di San Francesco, coinvolgendo nel percorso anche la comunità francescana cittadina. La mozione punta inoltre a sostenere la raccolta, la conservazione e la valorizzazione di testimonianze, fotografie, documenti e materiali relativi alla vita e all’opera di Fra Piero, affinché la sua storia non rimanga affidata soltanto al ricordo di chi lo ha conosciuto personalmente.
A illustrare la mozione è stato il consigliere Francesco Federico (Oristano democratica e possibile), che ha sottolineato la necessità di far conoscere alle generazioni più giovani una figura che molti di loro non hanno avuto modo di incontrare personalmente.
“La mozione nasce da un sentimento profondo radicato nella memoria storica e affettiva di Oristano” ha spiegato Federico, definendo l’iniziativa un “dovere morale” del Consiglio comunale, legato alla gratitudine, al riconoscimento civico e alla memoria collettiva.
Federico ha quindi richiamato il significato della toponomastica: “La toponomastica è anche l’autobiografia di una comunità”. Intitolare una strada, una piazza o un giardino significa infatti decidere quali persone, valori e pagine della propria storia una città vuole consegnare alle generazioni future.
Nel suo intervento ha ripercorso la storia di Fra Piero, arrivato a Oristano nel 1968 e rimasto in città per 19 anni, ricordandone l’impegno accanto ai malati, agli anziani, ai detenuti e alle famiglie in difficoltà. Federico ha ricordato anche la mobilitazione della città nel 1987, quando migliaia di cittadini chiesero che il frate non venisse trasferito.
La proposta individua come possibile collocazione l’area verde alla fine di via Sant’Antonio, tra la chiesa di San Mauro e le mura giudicali, uno spazio vicino al convento di San Francesco. “Non è dalla grandezza di un luogo, della sua superficie, che si riconosce la grandezza di un uomo” ha sottolineato Federico.
Carla Della Volpe (PD) ha evidenziato come il valore della testimonianza di Fra Piero possa essere letto anche al di fuori della dimensione religiosa: solidarietà, perdono, giustizia sociale, dignità della persona, attenzione ai più deboli e capacità di costruire ponti sono, secondo la consigliera, valori che appartengono alla dimensione più ampia della vita comunitaria. “Per chi svolge un ruolo pubblico – ha aggiunto -, figure come Fra Piero possono rappresentare “un linguaggio etico universale”, offrendo un riferimento umano e sociale anche a chi non appartiene al mondo ecclesiale”.
Maria Obinu (Alternativa sarda progressisti per Oristano) ha ricordato come Fra Piero fosse diventato una figura conosciuta per la sua generosità e per episodi che raccontavano la sua vicinanza alle persone in difficoltà: “È stata una di quelle persone che ha caratterizzato la vita della nostra città”. Da qui la convinzione che fosse giusto ricordare una persona che aveva scelto Oristano come luogo della propria missione e che si era spesa per la comunità. La consigliera ha inoltre sottolineato il valore trasversale della figura di Fra Piero, al di là delle convinzioni religiose personali: la sua vicinanza agli ultimi e alle persone fragili rappresenta infatti un elemento capace di unire la comunità.
Giuliano Uras (Oristano al centro) ha ripreso il tema della toponomastica come rappresentazione della città e ha ricordato Fra Piero come una persona capace di “curarsi della collettività con allegria, spensieratezza, giocosità”, presente negli ospedali e accanto ai detenuti: “Era giocoso, era allegro”, ha ricordato il consigliere, sottolineando anche la sua partecipazione alla vita cittadina e alle iniziative popolari. La sua presenza, ha concluso, era quella di “un personaggio positivo che generava senso della comunità”.
Umberto Marcoli (Alternativa sarda progressisti per Oristano) ha indicato nella generosità e nella bontà i tratti che più lo avevano colpito del frate e ha collegato il ricordo di Fra Piero al valore della comunità: “Non è solo una mozione, un’intitolazione di una piazza che serve a ricordare una persona. Il vero valore è fare in modo che l’esempio della persona continui a orientare il comportamento quotidiano della comunità”.
Sergio Locci (Aristanis) lo ha ricordato come una persona “scherzosa, allegra, disponibile sempre”, sottolineando soprattutto la sua capacità di essere presente nei luoghi e nei momenti in cui c’era bisogno: “Era in mezzo ai poveri, era alle partite della Tharros, era sul campanile della chiesa di San Francesco mentre sventolava la bandiera italiana e quella di Oristano in occasione della nascita della provincia. Questo riconoscimento rappresenta anche una testimonianza della forte integrazione della comunità francescana nella storia cittadina. Fra Piero era presente dove c’era festa, ma anche dove c’erano le lacrime e dove c’era dolore”.
Il Sindaco Massimiliano Sanna ha concluso il dibattito esprimendo pieno sostegno alla mozione e definendo Fra Piero “una parte della nostra città, un pezzo di cuore della nostra città, della nostra comunità”.
Il Sindaco ha ricordato la sua presenza accanto ai giovani, ai malati, ai detenuti e alle persone in difficoltà e ha sottolineato come Fra Piero fosse un “frate in uscita”, capace di andare incontro alle persone invece di aspettare che fossero loro a rivolgersi al convento.
Sanna ha definito l’intitolazione “un atto di memoria, di giustizia e di gratitudine”, spiegando che una città non si costruisce soltanto attraverso piazze, strade ed edifici, ma anche attraverso le persone che hanno contribuito a renderla più umana.
Il Sindaco ha confermato l’impegno dell’Amministrazione ad avviare la procedura per l’intitolazione e a coinvolgere la comunità francescana nell’individuazione dello spazio e ha proposto un intervento per raccogliere, conservare e valorizzare fotografie, documenti e testimonianze sulla vita e sull’opera di Fra Piero, coinvolgendo la Fondazione Oristano, l’Antiquarium Arborense, la comunità francescana e tutti coloro che possano contribuire a ricostruirne la memoria. “Conservare la memoria di Fra Piero significa anche raccontare un pezzo della storia sociale e umana della nostra città”, ha sottolineato il Sindaco.
La seduta del Consiglio comunale, ieri sera, si è aperta con la discussione di interpellanze e interrogazioni.
Roberto Pisanu (Oristano al centro) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme a Giuliano Uras sullo stato di degrado di Oristano e di Torre Grande e sull’accertamento delle responsabilità politiche e amministrative dell’Assessore all’Ambiente. Pisanu ha chiesto se il Sindaco ritenga soddisfacente l’operato dell’Assessore alla luce dell’evidente stato di degrado in cui versano la città di Oristano, le frazioni e la borgata di Torre Grande; quante verifiche ispettive siano state effettuate nei confronti delle società incaricate della raccolta dei rifiuti, della pulizia urbana e della manutenzione del verde negli ultimi dodici mesi; se siano state contestate inadempienze alle ditte appaltatrici e quali provvedimenti sanzionatori siano stati adottati; quali interventi urgenti si intendano attuare per restituire decoro, pulizia e sicurezza alla città e alla borgata di Torre Grande; entro quale termine verranno completati i lavori di riqualificazione della borgata marina e per quali motivi continuino a registrarsi ritardi; quali misure l’Amministrazione intenda adottare per limitare il grave danno economico subito dalle attività commerciali e turistiche della borgata; se il Sindaco non ritenga opportuno procedere a una verifica politica sull’operato dell’Assessore all’Ambiente.
L’Assessore all’Ambiente Maria Bonaria Zedda ha rivendicato l’attività di controllo e programmazione svolta dagli uffici, precisando che sono disponibili dati puntuali sugli interventi e sulle contestazioni alle società incaricate. Negli ultimi mesi sono state 21 le contestazioni a Formula Ambiente, 104 dall’avvio del servizio, mentre sono stati emessi 53 ordini di servizio a Oristano Servizi. Per quanto riguarda il verde, risultano inoltre 3 contestazioni alla società Primavera 83 e una alla ditta Nuova Prima. “I controlli ci sono – ha sottolineato Zedda – e quando vengono riscontrati dei problemi gli uffici intervengono”. L’Assessore ha riconosciuto la necessità di migliorare alcuni servizi e illustrato gli interventi effettuati a Torre Grande durante l’estate: dal mese di giugno la pulizia stradale e lo svuotamento dei cestini sul lungomare sono stati effettuati due volte al giorno; la pulizia delle aree interessate dalla presenza di alghe è partita a giugno con tre interventi settimanali, diventando quotidiana da luglio. Sul tema della vegetazione nella spiaggia, ha precisato che gli interventi devono essere effettuati con modalità tali da non danneggiare la vegetazione e il sistema dunale. Le segnalazioni relative alla presenza di zecche, ha aggiunto, sono state trasmesse agli uffici competenti, che hanno effettuato le verifiche e proseguito con gli interventi necessari. Sul diserbo ha respinto l’idea di una situazione generalizzata di strade e marciapiedi invasi dalle erbacce: dall’inizio dell’anno sono stati effettuati tre-quattro cicli di diserbo nel territorio comunale e nelle frazioni. Sul lungomare di Torre Grande ha infine ricordato che i lavori sono stati conclusi nei primi giorni di luglio e ha escluso che i ritardi relativi alla parte centrale del lungomare possano essere considerati causa di un eventuale danno economico alle attività commerciali.
Maria Obinu (Alternativa sarda progressisti per Oristano) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme ai consiglieri Obinu Giuseppe, Marcoli, Marchi, Della Volpe, Daga, Federico e Perra sul restringimento della carreggiata in Via Duomo, in prossimità dell’Hotel Duomo e sulla regolamentazione della sosta.
Maria Obinu ha chiesto se l’Amministrazione comunale si sia resa conto che, a seguito dei lavori di riqualificazione e dell’allargamento dei marciapiedi, nel tratto di via Duomo in prossimità dell’Hotel Duomo non risultano più garantiti spazi adeguati per la sosta dei veicoli senza compromettere la sicurezza della circolazione; se sia stata effettuata una verifica tecnica sulle misure della carreggiata residua, in particolare in presenza di auto parcheggiate sul lato sinistro, e sulla loro conformità agli standard minimi necessari per il transito in sicurezza; se non si ritenga necessario e urgente vietare la sosta nel tratto interessato, considerato che i veicoli in transito sono costretti a invadere il marciapiede, con conseguenti rischi per pedoni e automobilisti; per quale ragione tali criticità non siano state valutate preventivamente in sede di progettazione o esecuzione dei lavori; se l’Amministrazione intenda intervenire immediatamente con apposita segnaletica e con una nuova regolamentazione della sosta, al fine di eliminare una situazione che appare pericolosa e non più sostenibile; se, contestualmente alla soppressione dei parcheggi gratuiti nel tratto interessato, non si ritenga opportuno rendere tutta via Duomo libera dai parcheggi a pagamento e regolamentarla come zona disco, così da favorire la rotazione della sosta e sostenere concretamente le attività commerciali del centro storico.
L’Assessore ai Lavori pubblici Gianfranco Licheri ha risposto spiegando che il restringimento di via Duomo è conseguenza degli interventi di rifacimento di via Vittorio Emanuele, realizzati nell’ambito del PNRR. Il progetto prevedeva l’adeguamento dei marciapiedi alle normative vigenti, con particolare attenzione alla necessità di garantire un passaggio più agevole e accessibile alle persone con disabilità.
Licheri ha riconosciuto che nel progetto non era stata prevista la segnaletica e che si è verificata una carenza di comunicazione tra gli uffici competenti. A seguito dell’interrogazione, la Polizia locale ha adottato un’ordinanza per istituire il divieto di sosta nel tratto interessato, eliminando la situazione di pericolo. L’Assessore ha inoltre spiegato che sono già stati installati i dissuasori e che si attende l’intervento definitivo per completare la segnaletica, che richiede una specifica attrezzatura per evitare di danneggiare la nuova pavimentazione. I lavori dovrebbero essere completati nei prossimi giorni. Licheri ha infine accolto la proposta di valutare l’istituzione di parcheggi a disco orario con strisce bianche nel tratto compreso tra il Duomo e via Sant’Antonio. Pur precisando che la decisione non spetta direttamente al suo assessorato, ha annunciato che si farà promotore della proposta in Giunta e nell’ambito della futura gara per la gestione dei parcheggi, ritenendo che possa favorire le attività commerciali della zona, comprese quelle di piazza Eleonora e piazza Manno.
Maria Obinu (Alternativa sarda progressisti per Oristano) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme ai consiglieri Obinu Giuseppe, Marcoli, Marchi, Della Volpe, Daga, Federico e Perra sullo stato di degrado e la mancata pulizia della strada tra Oristano e la località del Rimedio in concomitanza con i festeggiamenti della Madonna del Rimedio.
Maria Obinu ha chiesto se fossero stati programmati, prima dell’avvio dei festeggiamenti, interventi straordinari di pulizia e raccolta dei rifiuti lungo la strada tra Oristano e il Rimedio e nelle aree limitrofe; quali servizi siano stati effettivamente svolti, in quali date e da quale soggetto incaricato; per quali ragioni, nonostante la prevedibile affluenza di fedeli e visitatori, il percorso si presentasse in condizioni di evidente degrado; se siano pervenute segnalazioni da cittadini, associazioni o operatori e quali riscontri siano stati forniti; quali interventi immediati l’Amministrazione intenda adottare per ripristinare pulizia, igiene e decoro dell’area; quali misure organizzative e di controllo si intendano introdurre affinché situazioni analoghe non si ripetano durante le prossime manifestazioni pubbliche e religiose; se si intenda accertare eventuali responsabilità o inadempienze nell’esecuzione dei servizi programmati.
L’Assessore all’Ambiente Maria Bonaria Zedda ha risposto precisando che il percorso tra Oristano e il Rimedio non è di competenza diretta del Comune, ma della Provincia. Ha tuttavia sottolineato la collaborazione dell’Amministrazione comunale, che anche quest’anno ha provveduto a integrare gli interventi di pulizia in vista delle festività del Rimedio. Le attività sono iniziate il 28 agosto e sono state intensificate nei giorni successivi. Il Comune è intervenuto anche, nelle giornate del 2 e 3 settembre, sul viadotto che collega il Rimedio alla città. L’Assessore ha riferito di essersi confrontata quotidianamente con gli uffici e con il parroco della Basilica della Madonna del Rimedio, che ha espresso apprezzamento per gli interventi realizzati. Una segnalazione ricevuta dal consigliere Iatalese è stata inoltre trasmessa immediatamente agli uffici e ha portato a un intervento nella stessa giornata. Ha poi ricordato che il Comune è intervenuto anche nelle aree retrostanti la Basilica, provvedendo alla pulizia e al ripristino delle panchine del parchetto, per renderlo fruibile ai fedeli.
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