Rocca nomina il Commissario dell’ASP. La vera partita politica deve cominciare

In politica il tempo non è mai neutro. Quando Francesco Rocca sceglie un funzionario regionale come commissario dell’ASP di Frosinone per soli tre mesi, non sta dicendo che la questione non è urgente. Sta dicendo esattamente il contrario: è talmente urgente e talmente delicata che nessuno, per ora, può permettersi di sbagliare la mossa. Il Decreto n. T00114 del 20 luglio è un atto amministrativo ineccepibile: prende atto della decadenza dell’organo di governo dell’ASP Frosinone e contestualmente nomina il Commissario Straordinario. Ma sul piano politico è soprattutto un messaggio in codice a FdI, Lega e Forza Italia: la partita è aperta, ma il tabellone delle nomine non è ancora pronto.

Il Presidente Rocca, su proposta dell’assessore ai Servizi Sociali Massimiliano Maselli, ha nominato il dottor Massimo Oddi, funzionario della Direzione Regionale Inclusione Sociale, quale Commissario Straordinario dell’ASP Frosinone. Una decisione che chiude formalmente l’esperienza del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona, con sede legale a Ceprano e sede amministrativa in Viale Mazzini 133 a Frosinone. Ma che soprattutto apre una nuova partita politica destinata a coinvolgere l’intero centrodestra provinciale: FdI, Lega e FI.

I dettagli del decreto e il CDA decaduto

Massimiliano Maselli

Il provvedimento prende atto della decadenza del Consiglio di Amministrazione e dispone la nomina del commissario straordinario «nelle more della ricostituzione del Consiglio di Amministrazione». La durata dell’incarico è fissata in tre mesi, con possibilità di proroga per ulteriori tre.

Il dottor Oddi, dipendente della Regione Lazio, continuerà a svolgere il proprio incarico regionale e assumerà quello commissariale al di fuori dell’orario di servizio. Il compenso è di 2.000 euro lordi mensili, oltre al rimborso delle spese documentate, a carico del bilancio dell’ASP. Entro dieci giorni dalla conclusione del mandato dovrà trasmettere una relazione sull’attività svolta e sulle eventuali criticità riscontrate.

Gianfranco Pizzutelli e l’assessore regionale Maselli

Il decreto attribuisce inoltre al commissario il compito di riesaminare tutti gli atti adottati dall’ASP dalla scadenza del CDA fino alla sua nomina, garantendo nel frattempo l’ordinaria e la straordinaria amministrazione dell’ente.

Il Consiglio di Amministrazione decaduto — composto dal presidente Gianfranco Pizzutelli e dai consiglieri Davide OraziLorella BiordiRoberto Redolfi e Francesco Proni — era stato nominato con il Decreto n. T00206 del 3 novembre 2021. Il mandato era scaduto il 13 maggio 2026 e aveva proseguito in regime di prorogatio fino al 27 giugno 2026.

Il messaggio politico: il quadro non è ancora definito

Fin qui la procedura amministrativa, che è assolutamente lineare e coerente con le norme in vigore. Sul piano politico, invece, il decreto lascia emergere un messaggio molto preciso.

Francesco Rocca

La nomina di un funzionario regionale, peraltro per un periodo limitato, significa che al momento è stata fatta una scelta che garantisce esclusivamente continuità amministrativa e neutralità gestionale. Proprio la sua natura temporanea racconta che la vera partita deve ancora essere giocata. Per la verità, le squadre sono già scese in campo e stanno facendo il riscaldamento, come testimoniano le cene – più o meno riservate – di queste calde serate estive tra i cosiddetti big della politica.

Il manuale Cencelli è sempre attuale

L’ASP Frosinone non è un ente tecnico secondario: gestisce patrimoni, strutture sociosanitarie, servizi per minori e categorie fragili su scala provinciale. È del tutto evidente che il futuro Presidente dell’ente non potrà essere una figura tecnica in carica per qualche mese, ma sarà una designazione eminentemente politica, frutto dell’applicazione sempre attuale del manuale Cencelli. (Leggi qui: AAA Direttore ASP Frosinone cercasi: la nomina che pesa negli equilibri politici).

(Foto © DepositPhotos.com)

Se il quadro politico generale fosse già stato definito, difficilmente Rocca avrebbe fatto ricorso a un commissariamento con una risorsa interna e per un periodo così limitato nel tempo. Avrebbe proceduto direttamente con la ricostituzione del Consiglio di Amministrazione. 

È dunque ragionevole leggere questa decisione come un ponte istituzionale, necessario per guadagnare tempo e consentire alla politica di trovare un equilibrio complessivo su tutte le nomine in ballo.

Il mosaico delle nomine: ASP, SAF, Provincia

La scelta del presidente e dei componenti del nuovo CDA dell’ASP si inserisce nel più ampio mosaico delle nomine regionali e non solo che interessano la provincia di Frosinone. Un mosaico nel quale inevitabilmente entreranno altri dossier ancora aperti, tra cui quelli relativi agli enti di sottogoverno, compresa la SAF, l’azienda pubblica che si occupa della lavorazione e smaltimento dei rifiuti urbani. E non è escluso che il ragionamento sugli equilibri venga esteso anche alla Presidenza della Provincia. Si proverà a trovare la quadra su tutto il «pacchetto» di nomine, incarichi e designazioni politiche.

In questo quadro è inevitabile che Fratelli d’ItaliaLega e Forza Italia intendano rivendicare il proprio peso politico fino all’ultimo milligrammo utile, chiedendo una rappresentanza coerente con gli equilibri costruiti sia in Regione che sul territorio.

Piuttosto che provocare una spaccatura nei Partiti e rischiare una nomina isolata priva di copertura, il Presidente Rocca, da fine conoscitore delle dinamiche e della grammatica politica, ha scelto il «congelamento operoso».

A via Cristoforo Colombo mica si pettinano le bambole.


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