L’arcipelago può vivere tutto l’anno



Le Isole Eolie non sono soltanto una meta balneare. Cultura, archeologia, trekking, turismo religioso, enogastronomia, produzioni agricole e ospitalità rappresentano un patrimonio che può contribuire a rendere l’arcipelago una destinazione capace di attrarre visitatori durante gran parte dell’anno e non solo nei classici mesi estivi. È questa la visione e l’obiettivo al quale punta Brand Eolie, società titolare dell’omonimo marchio registrato Euipo (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale), che nei primi sei mesi di attività ha riunito in una rete oltre 120 imprese locali con l’obiettivo di promuovere un modello di sviluppo fondato sulla destagionalizzazione e sulla valorizzazione delle eccellenze del territorio, nell’ottica della sostenibilità e della creazione di nuovi posti di lavoro.

Tra gli strumenti scelti per far conoscere questa realtà figurano anche i press tour rivolti alla stampa italiana ed estera, pensati per offrire un racconto diretto delle potenzialità delle sette isole attraverso l’incontro con imprenditori, produttori, operatori turistici, istituzioni e protagonisti capaci di raccontare il patrimonio culturale e ambientale dell’arcipelago.

“Abbiamo presentato il nostro programma per la destagionalizzazione 2026-2027 – afferma Daniele Corrieri, event manager di Brand Eolie -. Il nostro obiettivo è contribuire al rilancio dell’economia eoliana dimostrando che queste isole possono vivere di turismo ben oltre i mesi estivi. In pochi mesi abbiamo costruito una rete di imprese che ha scelto di fare squadra. Non chiediamo assistenzialismo, ma infrastrutture e servizi adeguati che consentano alle aziende di lavorare e crescere”.

Il progetto coinvolge realtà distribuite tra Lipari, Salina, Vulcano, Panarea e Stromboli, rappresentative delle diverse anime dell’arcipelago. Ne fanno parte strutture ricettive come l’Hotel Carasco di Lipari, il Resort Capofaro di Salina, immerso nei vigneti dell’isola, e il Therasia Resort di Vulcano, affacciato sulle falesie con vista sulle Eolie. Accanto all’ospitalità trovano spazio operatori turistici come Isole d’Italia e una rete di aziende che raccontano la tradizione agricola ed enologica delle isole: le cantine Virgona, Caravaglio, Colosi, Eolia, Fenech, Salvatore D’Amico e Criesa Vecchia, l’azienda Sapori Eoliani di Pollara, i Grani Antichi dell’azienda Mandarano, i produttori del Cappero delle Isole Eolie Dop e numerose realtà della ristorazione, tra cui Filippino, Da Gaetano, A Za’ Tonuzza, All’Asino Beach e L’Angolo del Pesce, interpreti della cucina eoliana attraverso materie prime locali e ricette della tradizione.

Accanto all’offerta enogastronomica, Brand Eolie punta a valorizzare il patrimonio storico, culturale e naturalistico delle isole. Tra i luoghi simbolo figurano il Castello di Lipari con il Museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea”, tra i più importanti del Mediterraneo che documenta ed illustra, attraverso i reperti esposti, gli insediamenti umani e lo sviluppo delle civiltà che si sono succeduti nell’arcipelago eoliano, dalla preistoria alle soglie dell’età moderna; il Museo Diocesano con opere sacre provenienti dalle chiese dell’arcipelago, tra cui argenti liturgici, paramenti ricamati, statue, dipinti e antichi codici; il Percorso del confino, itinerario a tappe che porta a visitare gli ambienti e le esperienze dei confinati dal regime fascista che a Lipari hanno vissuto anche per molti anni; il Museo dell’emigrazione di Salina, che conserva la memoria dell’esodo di migliaia di eoliani tra otto e novecento con documenti di trasporto, registri navali, percorsi interattivi e multimediali che offrono la possibilità di immergersi nelle vite e nei destini di chi cercava fortuna in America, in Australia, in Argentina; i paesaggi vulcanici di Stromboli e Vulcano, il borgo di Panarea; per gli appassionati di trekking l’ampia rete di sentieri naturalistici con panorami di rara bellezza. E ancora le coltivazioni terrazzate, le botteghe artigiane. Un’offerta che si completa con il turismo religioso, le produzioni tipiche e le esperienze legate alla natura e al mare.

Ma le Eolie sono anche e soprattutto le storie delle persone che vivono queste isole. Incontri particolari come quello con Salvatore Russo a Stromboli che nel suo atelier scolpisce la lava esplulsa da “Iddu” e che dopo una prima vita da muratore, ora espone le sue sculture in Italia e all’estero ed ha trasformato il suo giardino in un teatro all’eperto dove artisti e compagnie teatrali mettono in scena i loro spettacoli; come Maurizia De Lorenzo che dopo la prematura scomparsa del figlio Roberto che aveva rilevato l’azienda di famiglia studiando a fondo la coltivazione del cappero di Salina, lascia il suo posto al Comune di Malfa per guidare l’azienda Sapori Eoliani di Pollara per far vivere il sogno del figlio o come Antonello Cincotta, che ha trasformato venti spighe di un antico grano conservate dal nonno per oltre trent’anni in un progetto di recupero agricolo che oggi con l’azienda di famiglia Mandarano racconta il territorio attraverso farine, pasta, birra e un’esperienza autentica legata ai sapori delle isole.

Nel progetto presenti anche le istituzioni. L’Asp di Messina, che ha aderito all’iniziativa, ha presentato nuove misure per rafforzare l’assistenza sanitaria nell’arcipelago, tra cui quattro golf car destinate ai soccorsi nelle aree più difficilmente raggiungibili e l’attivazione di un servizio di dialisi dedicato ai turisti, con l’obiettivo di migliorare i servizi rivolti sia ai residenti sia ai visitatori.

Secondo i dati diffusi da Brand Eolie, la rete riunisce oggi oltre 120 imprese che complessivamente impiegano più di 1.500 lavoratori. Nei primi sei mesi di attività il progetto ha promosso iniziative in Italia e all’estero coinvolgendo la stampa nazionale e internazionale, con una copertura che, secondo gli organizzatori, ha raggiunto circa 45 milioni di contatti certificati.

“Il nostro obiettivo – conclude Corrieri – è creare le condizioni affinché le imprese possano lavorare per almeno dieci mesi l’anno. Abbiamo dimostrato che fare sistema è possibile e che il territorio può promuoversi anche senza ricorrere a fondi pubblici. Ora chiediamo alle istituzioni di fare la propria parte, investendo sulle infrastrutture e sostenendo concretamente lo sviluppo delle isole minori, perché una vera svolta passa anche da una normativa dedicata.”


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