La stagione 2026/2027 del Teatro Stabile di Torino va letta come un cambio di scala. Il numero dei titoli conta, però il punto più solido è la funzione che quei titoli assumono dentro una macchina produttiva nazionale: repertorio, nuova drammaturgia, formazione degli attori, accessibilità, tournée e internazionalizzazione entrano nello stesso perimetro operativo.
Aggiornamento operativo: dati verificati al 30 maggio 2026, ore 15:58. Date, prezzi e disponibilità possono essere rimodulati dal teatro vicino alle singole recite.
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Il dato guida: 94 titoli e un cartellone a più livelli
Il perimetro complessivo della stagione comprende 94 titoli tra programmazione in sede e tournée. Dentro questa cifra entrano 21 produzioni e coproduzioni, 57 ospitalità e 16 spettacoli per Torinodanza Festival. La distinzione è essenziale: non siamo davanti a una semplice somma di spettacoli, bensì a una struttura che separa produzione diretta, accoglienza di lavori esterni e circuitazione fuori sede.
La formula Elisir non viene usata come ornamento comunicativo. Funziona come chiave di montaggio dell’intera stagione: lunga vita del repertorio e trasformazione della materia scenica. La parte più interessante sta nell’incastro tra titoli canonici e scritture vive, perché lo Stabile sceglie di far convivere Goldoni, Ginzburg, Brecht, Shakespeare, Ernaux, Fo e Spregelburd senza appiattirli nello stesso registro.
Goldoni apre il Carignano con Binasco
L’apertura di cartellone è affidata a Una delle ultime sere di Carnovale di Carlo Goldoni, regia di Valerio Binasco, in scena al Teatro Carignano dal 5 al 25 ottobre 2026. La prima del 5 ottobre è indicata come serata a inviti, mentre la replica di sabato 24 ottobre risulta programmata alle 20:45. La scelta di Goldoni colloca subito la stagione su un terreno di repertorio vivo: una commedia corale sul congedo e sul desiderio di futuro, utile per presentare il tema dell’Elisir senza ricorrere a un manifesto teorico.
Il cast annunciato riunisce Andreapietro Anselmi, Natalino Balasso, Mauro Bernardi, Marta Cortellazzo Wiel, Matteo Cremon, Giordana Faggiano, Milvia Marigliano, Daniele Marmi, Elisabetta Mazzullo, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Aron Tewelde e Ivan Zerbinati. La produzione mette insieme Teatro Stabile di Torino, Teatro di Roma, Teatro Stabile Veneto e Teatro Stabile di Bolzano, con sostegno della Fondazione CRT: un’alleanza produttiva che rende l’apertura torinese parte di un sistema nazionale.
La nuova direzione artistica allarga la cabina di regia
Il passaggio organizzativo più rilevante è la nomina di Leonardo Lidi a vicedirettore artistico. La sua presenza accanto a Valerio Binasco e a Diego Pleuteri stabilizza una direzione a più fuochi, dove la regia d’autore dialoga con la cura di nuove generazioni e con un laboratorio produttivo già visibile nelle stagioni precedenti.
Il nucleo si completa con Anna Cremonini alla direzione artistica di Torinodanza e con Kriszta Székely e Silvia Gribaudi nel ruolo di artiste associate. Questa architettura evita che prosa e danza restino compartimenti separati: la multidisciplinarietà diventa una responsabilità di programmazione, non una sezione aggiunta a posteriori.
Autori viventi, ricambio generazionale e rischio produttivo
Il cartellone rivendica una presenza ampia di autori e autrici viventi, indicata nei materiali di stagione come quota intorno ai due terzi nelle sale dello Stabile. Questo dato sposta la lettura del programma: i classici restano, però la stagione usa la contemporaneità come criterio di costruzione e non come eccezione. La seconda edizione di Energie Nove, curata da Pleuteri, va collocata qui: offre spazio a percorsi indipendenti e intercetta forme sceniche che non hanno ancora la protezione del repertorio.
Il ricambio generazionale ha anche un effetto pratico sulla Scuola per Attori. Gli allievi entrano nella stagione attraverso Il taccuino di Trigorin di Tennessee Williams, diretto da Lidi alle Fonderie Limone dal 24 al 29 novembre 2026. La scelta non è soltanto pedagogica: lega la formazione a una linea di produzione visibile e mette i diplomandi dentro una relazione diretta con il pubblico.
Lidi torna a Ginzburg con L’inserzione
L’inserzione di Natalia Ginzburg è il titolo che misura con maggiore precisione il nuovo ruolo di Lidi. Il debutto è previsto al Teatro Gobetti dal 16 al 28 febbraio 2027, nel 110° anniversario della nascita della scrittrice torinese. La scheda di produzione annuncia Marta Pizzigallo e Ilaria Campani nei ruoli centrali, con una drammaturgia che ruota attorno a convivenza, dipendenza affettiva e attrito tra universi relazionali.
Il dettaglio più utile per il pubblico riguarda l’accessibilità: le recite dal 23 al 28 febbraio 2027 sono indicate come accessibili, con sopratitoli in italiano e in italiano accessibile tramite smartglasses o smartphone, audiodescrizione in cuffia e tour tattile venerdì 26 febbraio alle 18:00. La scelta conferma che l’accessibilità nello Stabile entra nella progettazione di sala fin dalla costruzione dell’esperienza per il pubblico.
Ernaux in un appartamento di piazza Carignano
L’evento di Annie Ernaux, regia di Kriszta Székely, entra in stagione dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027 con Alice Fazzi. Il testo parte dall’esperienza di una giovane donna nella Francia del 1963, quando l’interruzione di gravidanza era illegale e viene proposto in una forma che cambia il patto con lo spettatore: l’allestimento è site-specific all’interno di un appartamento al piano nobile di piazza Carignano 2.
Questa collocazione è più di una cornice. Portare Ernaux fuori dalla sala tradizionale accentua la dimensione di diario e rende l’intimità un dispositivo scenico. La stagione usa così lo spazio urbano del Carignano come estensione del teatro, con un titolo che chiede prossimità fisica e attenzione civile.
Fo, San Francesco e la tournée che porta Torino fuori dall’Italia
Lu santo jullàre Françesco di Dario Fo e Franca Rame, interpretato e diretto da Matthias Martelli, è programmato al Gobetti dal 4 ottobre all’1 novembre 2026. Il 2026 concentra due ricorrenze che danno peso al titolo: gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e il centenario della nascita di Dario Fo. La produzione è dello Stabile torinese con il Teatro Stabile dell’Umbria.
La traiettoria internazionale di Martelli è parte della strategia. La tournée collegata a Mistero buffo e a Lu santo jullàre Françesco porta il lavoro in cinque continenti, con tappe annunciate tra Europa, Americhe, Asia, Africa e Australia. Qui l’internazionalizzazione non coincide con l’ospitalità di artisti stranieri a Torino: è il repertorio prodotto a Torino che viaggia e rappresenta il teatro italiano fuori dal perimetro nazionale.
I titoli che definiscono la stagione oltre l’apertura
Tra le produzioni e coproduzioni il baricentro passa da Madre Courage e i suoi figli di Brecht, con Lunetta Savino diretta da Leo Muscato, a Scusate se non siamo morti in mare scritto e diretto da Emanuele Aldrovandi. Il primo titolo lavora sul repertorio politico europeo, il secondo porta in sala una drammaturgia contemporanea italiana costruita attorno a spaesamento e migrazione.
La linea di memoria trova un punto forte in Se questo è un uomo, ripresa di Valter Malosti al Carignano dal 19 al 31 gennaio 2027, nel quarantennale della morte di Primo Levi. Sul versante opposto della stagione, Pippi Calzelunghe affidata a Micol Jalla porta il pubblico giovane dentro la ricorrenza dei 120 anni dalla nascita di Astrid Lindgren, che cadrà nel 2027.
Torinodanza Extra e il ritorno di Silvia Gribaudi
La danza resta una leva strutturale della stagione attraverso Torinodanza Festival e Torinodanza Extra. La presenza di Silvia Gribaudi è particolarmente significativa: Amazzoni prosegue in tournée in Italia e all’estero, mentre il focus Extra presenta un trittico di lavori con Grand Jeté, R.osa e Graces.
Il collegamento con il nostro archivio è diretto: nell’approfondimento su Amazzoni di Gribaudi avevamo già ricostruito il debutto alle Fonderie Limone e la funzione del corpo come luogo di relazione con il pubblico. La stagione 2026/2027 conferma quella linea e la porta dentro una programmazione più ampia, dove la coreografia dialoga con prosa, formazione e circuitazione internazionale.
Biglietti, abbonamenti e orari: cosa serve sapere
I biglietti singoli per la stagione 2026/2027 risultano in vendita dal 3 settembre 2026. Al Carignano il prezzo intero indicato va da 26 a 39 euro, con il settore a visibilità ridotta a 16 euro solo in biglietteria. Per Teatro Gobetti e Fonderie Limone l’intero indicato è 28 euro, con riduzioni under 35, over 65, under 25 e pocket. Gli abbonamenti Premium sono già strutturati con formule a scelta: Big, Carignano, Gobetti e Small, con vendita online o in biglietteria secondo le modalità indicate dal teatro.
La biglietteria principale è al Teatro Carignano, piazza Carignano 6, con apertura dal martedì al sabato dalle 13:00 alle 19:00 e domenica dalle 14:00 alle 19:00. Gli orari ordinari di recita indicano Carignano e Gobetti alle 19:30 il martedì, giovedì e sabato, alle 20:45 il mercoledì e venerdì e alle 16:00 la domenica. Alle Fonderie Limone la fascia prevalente è 20:45 dal martedì al venerdì, 19:30 il sabato e 16:00 la domenica, salvo diversa comunicazione per singolo titolo.
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Junior Cristarella
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