Roma, sabato 30 maggio 2026, ore 16:54. Il dossier delle squadre FISI 2026/27 va letto come un atto tecnico prima ancora che come un elenco di convocazioni: i nomi definiscono priorità , staff, gerarchie interne e spazio di crescita nella stagione che porta al Mondiale svizzero.
Questa ricostruzione distingue i dati ufficializzati dalla lettura tecnica che ne deriva. Dove il quadro pubblico non consente una conclusione verificabile, il dettaglio resta fuori dal perimetro dell’articolo.
Cosa ha deliberato FISI il 29 maggio
La delibera numero 256 formalizza due architetture parallele. Nel settore femminile la guida resta a Gianluca Rulfi, con venti atlete in Coppa del Mondo suddivise fra Elite, Velocità e Prove tecniche. Nel settore maschile il direttore tecnico è ancora Massimo Carca, con ventidue atleti nel circuito maggiore e una nuova linea di vertice composta da Giovanni Franzoni e Dominik Paris.
Il dettaglio decisivo è la distanza tra appartenenza alla Nazionale e funzione agonistica. Essere inseriti in un gruppo non descrive solo il livello dell’atleta: indica staff di riferimento, priorità di lavoro, gestione del calendario e posizione nella filiera che collega Coppa Europa e Coppa del Mondo.
La mappa 2026/27 è più leggibile della precedente
Il tratto comune dei due settori è la semplificazione del vertice. Nel maschile sparisce la lettura per sottofasce di Coppa del Mondo e compare una divisione più netta: Elite, Velocità e Discipline tecniche. Nel femminile resta la tripartizione già nota ma cambia il peso numerico, perché il circuito maggiore sale da sedici a venti atlete rispetto ai quadri 2025/26.
Questa scelta dice molto sulla stagione in arrivo. La FISI amplia la presenza femminile in Coppa del Mondo e concentra nel maschile due profili di riferimento sopra gruppi specialistici più omogenei. L’effetto operativo è immediato: ogni staff lavora su un blocco più definito e il passaggio dalla Coppa Europa al massimo circuito diventa più leggibile.
Il femminile: venti atlete in Coppa del Mondo e tredici in Coppa Europa
Il settore femminile di Coppa del Mondo parte da un gruppo Elite con Marta Bassino, Federica Brignone, Sofia Goggia e Laura Pirovano. La velocità riunisce Sara Allemand, Elena Curtoni, Nadia Delago, Nicol Delago, Roberta Melesi, Teresa Runggaldier, Sara Thaler e Asja Zenere. Le prove tecniche comprendono Giorgia Collomb, Lara Della Mea, Emilia Mondinelli, Alice Pazzaglia, Martina Peterlini, Marta Rossetti, Anna Trocker e Giulia Valleriani.
La Coppa Europa femminile viene costruita con cinque atlete per le prove veloci e otto per le prove tecniche. Nel primo blocco figurano Sofia Amigoni, Sofia Parravicini, Arianna Putzer, Ludovica Righi e Camilla Vanni; nel secondo entrano Tatum Bieler, Francesca Carolli, Giada D’Antonio, Alessia Guerinoni, Sophie Mathiou, Victoria Klotz, Ambra Pomarè e Beatrice Sola.
Elite femminile: Pirovano entra nel nucleo più alto
L’ingresso di Laura Pirovano nel gruppo Elite è il movimento che sposta la fotografia del femminile. Nel quadro 2025/26 Pirovano era nel gruppo velocità , ora viene affiancata a Bassino, Brignone e Goggia. Elena Curtoni lascia invece il blocco Elite e torna nella velocità , dove la sua collocazione rende più consistente il reparto delle discipline veloci.
La lettura tecnica è lineare: l’Elite femminile riunisce profili capaci di sostenere ambizioni di alta classifica su fronti diversi, mentre la velocità diventa un gruppo più largo e più specializzato. Il cambio riduce l’ambiguità fra status individuale e lavoro quotidiano: chi è nel reparto velocità prepara un’agenda coerente con discesa e superG, senza dispersione comunicativa.
Per Bassino il quadro federale si intreccia con il percorso di recupero già ricostruito nel nostro approfondimento Marta Bassino, placca rimossa: ripresa estiva. La presenza nel gruppo Elite fotografa lo status tecnico, mentre il calendario di rientro resta legato alla progressione medica e atletica.
Gli staff femminili definiscono una catena più netta
Nel gruppo Elite lavorano Davide Brignone e Thierry Marguerettaz come allenatori, con Luca Scarian alla preparazione atletica e Darwin Pozzi alla fisioterapia. I service dichiarati sono Mauro Sbardelotto per Rossignol, Markus Gufler per Atomic e Paolo Bianchetti per Head.
La velocità femminile resta affidata a Giovanni Feltrin, affiancato da Paolo Stefanini e Giorgio Pavoni. Le prove tecniche passano sotto la responsabilità di Luca Agazzi, con Daniele Simoncelli indicato sul gigante e Pietro Fontana nello staff. È un segnale concreto: la parte tecnica femminile viene riorganizzata attorno a un gruppo che deve sostenere slalom e gigante con responsabilità riconoscibili.
Il maschile: Franzoni e Paris sono il vertice dichiarato
Nel maschile il nuovo gruppo WC Elite è composto da Giovanni Franzoni e Dominik Paris. La scelta è sintetica e pesa proprio perché restringe il perimetro: la FISI individua un vertice di riferimento e lascia ai gruppi specialistici il lavoro sulla profondità della squadra.
La velocità comprende Marco Abbruzzese, Benjamin Alliod, Gregorio Bernardi, Guglielmo Bosca, Mattia Casse, Christof Innerhofer, Nicolò Molteni, Max Perathoner, Florian Schieder e Pietro Zazzi. Le discipline tecniche schierano Giovanni Borsotti, Filippo Della Vite, Tobias Kastlunger, Tommaso Saccardi, Tommaso Sala, Edoardo Saracco, Simon Talacci, Alex Vinatzer, Luca De Aliprandini e Matteo Canins, quest’ultimo indicato da ottobre.
Velocità maschile: gruppo unico da dieci atleti
Il reparto veloce maschile viene affidato a Lorenzo Galli come allenatore responsabile. Nel gruppo lavorano anche Alberto Ghidoni, Henri Battilani e Christian Corradino, con Davide Verga alla preparazione atletica e Einar Prucker alla fisioterapia.
Il valore della nuova composizione sta nella convivenza fra esperienza e ricambio. Accanto a Paris nel livello Elite, la velocità dispone di atleti già rodati nel massimo circuito e di profili più giovani che devono stabilizzare presenze e punteggi. La struttura evita una dispersione in sotto-gruppi e mette il reparto sotto un’unica responsabilità tecnica.
Tecniche maschili: Carca si prende anche la responsabilità del gruppo
Nelle discipline tecniche il responsabile è lo stesso Massimo Carca, che mantiene la direzione tecnica generale del settore maschile. Con lui lavorano Alexander Prosch, Massimiliano Blardone, Davide Marchetti e Giancarlo Bergamelli. La preparazione atletica è affidata a Marco Gullino e la fisioterapia ad Andrea Borgato.
Questa impostazione concentra la regia su gigante e slalom in una fase delicata. Il rientro di Giovanni Borsotti nel gruppo nazionale, la posizione di Alex Vinatzer dentro le tecniche e l’indicazione di Matteo Canins da ottobre raccontano una gerarchia più precisa rispetto al passato recente. Il messaggio tecnico è chiaro: risultati e continuità avranno un canale di responsabilità meno frammentato.
Coppa Europa: la seconda linea viene separata per funzione
La Coppa Europa maschile mette Andrea Truddaiu come responsabile generale e separa il lavoro fra prove veloci e discipline tecniche. Nel blocco veloce ci sono Glauco Antonioli, Pietro Broglio, Max Clara, Emanuel Lamp, Leonardo Rigamonti e Luca Ruffinoni. Nel blocco tecnico figurano Corrado Barbera, Matteo Bendotti, David Castlunger, Jakob Franzelin, Lorenzo Gerosa, Stefano Pizzato, Davide Seppi, Enrico Zucchini e Francesco Zucchini, indicato da ottobre.
Nel femminile il circuito continentale resta sotto Damiano Scolari. Il gruppo veloce è più compatto rispetto alla stagione precedente, mentre le prove tecniche ospitano anche profili di prospettiva come Giada D’Antonio e Victoria Klotz. La riduzione numerica rispetto al 2025/26 segnala soprattutto uno spostamento di livello: una parte delle atlete entra nel perimetro di Coppa del Mondo e il serbatoio continentale viene ripulito nelle funzioni.
Il calendario che pesa: Crans Montana 2027
Il primo grande riferimento della stagione è il Mondiale di Crans Montana, fissato dall’1 al 14 febbraio 2027. La sequenza iridata mette subito sotto pressione la costruzione dei gruppi, perché alterna prove veloci, gigante, slalom e combinata a squadre in una finestra concentrata.
Da qui nasce la scelta di separare meglio le responsabilità . Uno staff di velocità deve programmare materiali, prove e progressione atletica con logiche diverse da uno staff tecnico. La delibera FISI definisce il perimetro in cui verranno prese le decisioni decisive su convocazioni, rotazioni e priorità di avvicinamento, senza assegnare medaglie o anticipare gerarchie di gara.
Cosa cambia davvero per la Nazionale
Il cambiamento più rilevante è la pulizia della catena decisionale. Nel femminile il circuito maggiore cresce e assorbe atlete che hanno guadagnato spazio tecnico. Nel maschile il vertice Franzoni-Paris crea una copertura simbolica e agonistica, mentre i gruppi specialistici lavorano su ampiezza e continuità .
La nostra deduzione operativa è questa: FISI entra nel 2026/27 con una struttura pensata per ridurre sovrapposizioni interne e accelerare le scelte di staff. Il risultato sportivo dipenderà da salute degli atleti, calendario, materiali e gestione dei picchi di forma ma il disegno federale è già leggibile nella distribuzione dei nomi.
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 Junior Cristarella
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