Capita spesso di acquistare una tenda bellissima e scoprire, una volta appesa, che tocca il pavimento in modo disordinato, accumulandosi ai lati o trascinandosi sotto i mobili: un dettaglio che sembra piccolo ma che può rovinare l’equilibrio di un’intera stanza, mentre lo stesso tessuto, raccolto con il metodo giusto, diventa un elemento capace di dare carattere all’ambiente. Tra tecniche sartoriali, soluzioni temporanee e piccoli accorgimenti decorativi, il repertorio a disposizione è ampio: vale quindi la pena scoprire delle idee originali per raccogliere le tende in maniera fai da te.
Come vanno di moda ora le tende?
I tendaggi seguono le tendenze del momento, esattamente come accade a qualsiasi altro elemento di arredo o complemento. Così, dopo un lungo periodo dominato da tende in tonalità fredde e minimaliste, si sta osservando un ritorno verso palette calde: sabbia, ocra e verdi morbidi guadagnano spazio, mentre lino e cotone tornano protagonisti per il loro richiamo alla natura.
Anche le tende arricciate, tipiche degli ambienti commerciali, si stanno diffondendo nelle case private tra le tendenze delle tende moderne, insieme a fantasie geometriche e floreali che sostituiscono il rigore minimal tanto amato negli anni passati.
Tende troppo lunghe: la misurazione come step essenziale
Quando una tenda risulta troppo lunga rispetto alla finestra o al pavimento, il primo passaggio da compiere è la misurazione, operazione da cui dipende la riuscita di ogni intervento successivo. Per ottenere un risultato perfetto nel prendere le misure delle tende è però necessario seguire le tre soluzioni che l’interior design considera corrette per definire la proporzione ideale tra tenda e pavimento:
- lo stile floating look: il tessuto resta sollevato di circa 0,5 – 1,5 centimetri da terra;
- lo stile kiss: la tenda sfiora appena il pavimento;
- lo stile puddle: alcuni centimetri di tessuto si accumulano volutamente sul suolo, creando un effetto scenografico.
Una volta stabilita l’opzione più adatta alle proprie esigenze, è bene ricordare che l’altezza della tenda va misurata sempre a tenda già appesa, tenendo conto del tipo di aggancio (che si tratti di anelli, occhielli o passanti) e dell’altezza effettiva del bastone o del binario.
È inoltre utile misurare in più punti lungo la finestra, poiché raramente il pavimento risulta perfettamente in piano su tutta la larghezza. Ad ogni modo, prima di procedere con il taglio della stoffa e l’orlo, è consigliato lavare il tessuto: i materiali naturali come cotone e lino tendono infatti a restringersi leggermente al primo lavaggio, mentre le fibre sintetiche mantengono più facilmente le dimensioni originarie.
Alzare o spostare il bastone per alzare la tenda di pochi centimetri
Spostare il bastone per alzare la tenda rappresenta un metodo rapido e, allo stesso tempo, completamente reversibile per accorciare una tenda di pochi centimetri: basta agire sul montaggio senza toccare il tessuto. Si tratta di un’opzione spesso sottovalutata proprio perché sembra troppo semplice per essere davvero efficace, eppure nella maggior parte dei casi risolve il problema in pochi minuti.
Nelle installazioni più moderne il supporto viene posizionato tra 10 e 30 centimetri sopra il profilo della finestra, oppure molto vicino al soffitto: questa scelta, oltre ad accorciare visivamente i tendaggi, contribuisce ad aumentare la percezione dell’altezza della stanza, un accorgimento molto apprezzato negli ambienti con soffitti bassi.
Prima di procedere è consigliabile verificare che la parete permetta l’installazione nel nuovo punto e che il bastone della tenda scelto sia sufficientemente lungo da coprire l’intera larghezza della finestra, così da evitare spiragli di luce laterali. In tal senso:
- chi utilizza un modello telescopico può regolare la lunghezza con maggiore libertà;
- chi possiede un binario fisso dovrà valutare l’acquisto di un nuovo supporto.
Una volta individuata la posizione corretta è sufficiente fissare nuovi tasselli e riappendere il tendaggio, verificando che la caduta del tessuto risulti uniforme su tutta la lunghezza.
Raccogliere l’orlo della tenda con la cucitura a mano o a macchina
Per un risultato definitivo e duraturo, soprattutto su tessuti pesanti o di pregio, la soluzione più indicata resta l’orlo della tenda cucito a mano o con la macchina da cucire: un semplice punto dritto, oppure un punto invisibile lungo il bordo, è generalmente sufficiente per ottenere una finitura pulita e resistente nel tempo.
Prima di intervenire conviene lasciare la tenda appesa per almeno un giorno, cosicché il tessuto possa assestarsi e distendersi naturalmente, evitando che l’orlo risulti impreciso una volta riappesa.
Una volta fatto questo, il punto di piega deve essere segnato con degli spilli in più posizioni lungo tutta la larghezza, aggiungendo ai centimetri desiderati un margine di tessuto sufficiente a formare l’orlo vero e proprio; e, per ottenere un effetto preciso, si consiglia di stirare la piega prima di procedere con ago e fili, poiché in questo modo si va a creare una linea netta e uniforme su cui lavorare.
L’orlo termoadesivo per raccogliere le tende senza cucire
Per chi non possiede una macchina da cucire, o non ha dimestichezza con ago e filo, il nastro termoadesivo, chiamato anche nastro fusibile per orli, rappresenta una delle soluzioni più pratiche e diffuse per raccogliere una tenda.
Il funzionamento è semplice: si attiva con il calore del ferro da stiro, fondendo la colla al suo interno e unendo i due strati di stoffa in modo pulito e invisibile. Per procedere, occorre:
- appendere la tenda e segnare con degli spilli il punto in cui si desidera collocare il nuovo orlo;
- rimuovere il tessuto e stenderlo su una superficie piana, ripiegando nella misura desiderata e posizionando il nastro all’interno della piega;
- passare il ferro da stiro, con o senza vapore a seconda del prodotto utilizzato, premendo con fermezza per qualche secondo su tutta la lunghezza, lasciando poi raffreddare il tessuto prima di riappenderlo.
Alcuni nastri possono essere ammorbiditi nuovamente con il calore e rimossi, mentre altri sono pensati per creare un fissaggio permanente: per questo motivo, è sempre opportuno seguire le indicazioni riportate dal produttore. Va inoltre ricordato che il nastro standard, per quanto efficace su tessuti di peso medio, tende a cedere su stoffe pesanti o sottoposte a lavaggi frequenti.
Usare le calamite in modo originale per raccogliere le tende
Le calamite per tendaggi rappresentano una delle soluzioni più versatili tra quelle disponibili in commercio, perché permettono di modificare la posizione del tessuto senza cucire, stropicciare o danneggiare la fibra. Il loro utilizzo non si limita alla semplice funzione pratica: con qualche accorgimento, diventano un vero strumento decorativo, capace di creare pieghe, onde e giochi di volume che valorizzano il tendaggio.
Ecco alcune modalità originali per raccogliere le tende con le calamite:
- calamite ornamentali abbinate al tema della stanza, da scegliere in metallo, legno o resina a seconda dello stile dell’arredamento;
- calamite nascoste all’interno della piega, per chi preferisce un effetto minimale e lineare, senza elementi decorativi in vista;
- calamite decorative posizionate a distanze regolari lungo il tessuto, così da creare pieghe e onde scenografiche;
- calamite abbinate a cordoncini o nappine, per unire l’effetto pratico del fissaggio a un dettaglio più ricercato;
- calamite posizionate in coppia su entrambi i lati della finestra, per un tendaggio simmetrico e ordinato.
Al di là della soluzione scelta, il vantaggio principale dell’opzione con calamite resta la reversibilità: il tessuto della tenda può essere riaperto e richiuso più volte al giorno, senza lasciare segni o pieghe permanenti, un aspetto particolarmente utile per chi ama modificare spesso l’aspetto degli ambienti.
Accessori e fermatende: come raccogliere le tende senza calamite
Esistono numerose alternative per chi preferisce non usare le calamite sui tendaggi, magari per una soluzione più economica, più adatta a un ambiente informale o pensata per un uso temporaneo. Gli accessori disponibili in commercio per raccogliere le tende senza calamite permettono di ottenere risultati efficaci, spaziando da opzioni più semplici a dettagli decisamente più ricercati.
- Spille da balia: utili come soluzione rapida e temporanea, in attesa di un intervento più definitivo.
- Clip per orli: pensate per fissare il tessuto ripiegato senza lasciare segni evidenti.
- Fermatende in tessuto o embrasse: piccoli bracciali da avvolgere attorno alla tenda per raccoglierla lateralmente.
- Mollette decorative: disponibili in numerose varianti cromatiche e materiche, indicate anche per le camerette dei bambini.
- Ganci a parete: da fissare accanto alla finestra per mantenere il tendaggio ordinato e sempre nella stessa posizione.
- Cordoncini con nappine: un dettaglio che richiama uno stile più classico e retrò.
La scelta tra queste opzioni dipende soprattutto dallo stile della stanza e dalla frequenza con cui si desidera modificare la disposizione del tessuto, ma tutte condividono il vantaggio di non richiedere alcun intervento sartoriale sulla tenda.
Come annodare le tende lunghe con originalità e gusto
Annodare le tende rappresenta una delle soluzioni più creative per gestire un eccesso di tessuto, trasformando un problema estetico in un dettaglio di stile. Ad esempio, un nodo basso si ottiene annodando il fondo della tenda su se stesso: il risultato è un effetto informale e contemporaneo, particolarmente indicato per ambienti dallo stile nordico o casual, mentre è sconsigliato su tessuti delicati o pregiati, che potrebbero segnarsi in modo permanente.
Chi cerca un’estetica più marcata può orientarsi verso il nodo marinaresco, ispirato agli ambienti arredati in stile navy: la realizzazione richiede un minimo di manualità, ma chi non se la sente di replicarlo può sempre optare per un annodamento più semplice e lineare.
Un’ulteriore opzione per annodare le tende lunghe fai da te consiste nel raccogliere la stoffa lateralmente con un laccio o un fermatenda, senza ridurre la lunghezza totale: in questo modo si elimina l’effetto disordinato del tessuto accumulato, ottenendo al contrario un elegante drappeggio laterale.
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Tiziana Morganti
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