iter aperto per la Serie C


La promozione ha aperto due fascicoli separati. La licenza riguarda la società e la sua ammissione al campionato. L’omologazione riguarda il luogo delle partite. Il primo fascicolo è chiuso. Il secondo richiede lavori e provvedimenti amministrativi.

Stato al 10 luglio 2026: la sede è stata indicata e la procedura capitolina è partita. Nessun atto pubblicato certifica ancora l’omologazione conclusa.

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Giannattasio indicato come sede casalinga

Il club ha annunciato il 9 luglio che le partite interne saranno disputate al Pasquale Giannattasio di Ostia, noto come Stella Polare. Nella stessa giornata la Giunta capitolina ha approvato un atto che affida al Dipartimento Sport gli atti per l’omologazione dell’impianto ai requisiti della Serie C.


Le due decisioni lavorano su piani distinti. La società definisce la sede da usare. Roma attiva uffici, progettazione, affidamenti e controlli. L’apertura al pubblico per una gara professionistica arriverà soltanto dopo la chiusura degli adempimenti.

La formulazione pubblicata da Roma Capitale coincide con il comunicato dell’Ostiamare: il Giannattasio è la destinazione scelta e l’omologazione deve ancora concludersi.

Licenza del club e omologazione dello stadio

Il Consiglio federale ha già concesso la Licenza Nazionale a Ostiamare Lido Calcio S.r.l. per la Serie C 2026/2027. Il provvedimento colloca il club tra le società ammesse e chiude la pratica federale relativa alla partecipazione al campionato.

Lo stadio segue un dossier autonomo. Disponibilità dell’area, agibilità, sicurezza e dotazioni per squadre e media devono riferirsi alla struttura scelta per le gare. La licenza del club non trasferisce in automatico l’idoneità su un impianto diverso.

Il Comunicato Ufficiale n. 4/A della FIGC include Ostiamare Lido Calcio S.r.l. nell’elenco delle licenze concesse. Il documento scioglie l’equivoco più diffuso: la partecipazione è acquisita mentre il Giannattasio ha ancora un cantiere autorizzativo davanti.


Il cantiere interviene su campo, pubblico, squadre e riprese

Il programma comunale parte dal manto erboso e dal settore destinato agli ospiti. Il primo riguarda la regolarità della superficie di gara. Il secondo richiede accessi separati e una collocazione autonoma dei sostenitori in visita.

Illuminazione e apparati televisivi appartengono a lavori differenti. I proiettori devono sostenere la visibilità della partita e la qualità delle immagini. Le infrastrutture di produzione servono alle telecamere, ai collegamenti, all’alimentazione e agli spazi di lavoro delle emittenti.

L’ospitalità degli atleti e la protezione degli spettatori completano il mandato. La corrispondenza con le regole federali rivela la portata dell’opera: il Giannattasio viene preparato per un uso professionistico e non per una sola eccezione di calendario.

La scansione pubblicata dall’ANSA coincide con quella del Corriere dello Sport e avalla il legame fra opere edilizie e requisiti del calcio professionistico.

Compiti ripartiti tra Comune e società sportive

Il Dipartimento Sport coordina il fascicolo pubblico e porta gli interventi dalla progettazione all’affidamento. L’Ostiamare partecipa alla spesa e porta nel progetto le esigenze delle gare professionistiche. Il concessionario rugbistico mantiene l’attività nell’impianto. Le federazioni intervengono sul coordinamento dei calendari.


La compartecipazione del club non sostituisce la responsabilità dell’ente proprietario. Il bene rimane comunale e gli atti autorizzativi appartengono agli uffici capitolini. La società contribuisce alla spesa senza acquisire il controllo amministrativo dello stadio.

La divisione dei compiti evita sovrapposizioni nella catena delle decisioni. Roma segue opere e autorizzazioni. L’Ostiamare prepara l’organizzazione delle partite. Il concessionario garantisce la continuità dell’uso rugbistico e le federazioni coordinano le date.

Rugby e atletica mantengono spazio nel centro sportivo

Il progetto conserva le discipline già presenti. L’area dedicata all’atletica riceve lavori propri invece di essere assorbita dall’allestimento calcistico. La pista e gli spazi annessi continuano a svolgere la loro destinazione sportiva.

Per il rugby l’assetto passa da un nuovo campo di allenamento e dall’alternanza delle partite sul terreno principale. Il coordinamento riguarda calendario, manutenzione del manto, spogliatoi e accessi. Il Giannattasio rimane così un impianto polivalente durante la permanenza dell’Ostiamare.

La scelta protegge l’uso quotidiano del centro e limita la pressione sul campo destinato alle gare. La convivenza fra discipline entra nel progetto edilizio e nella gestione settimanale dello stadio. La stessa organizzazione compare nella cronaca di OstiaTV, che collega il nuovo campo alla presenza del rugby e agli interventi sull’atletica.


Anco Marzio resta la sede stabile

Il Giannattasio risolve il problema della sede durante il rifacimento dell’Anco Marzio. Il club e Roma continuano a destinare all’impianto storico la sistemazione di lungo periodo. La sistemazione di Stella Polare copre il periodo dei lavori all’altro stadio e mantiene le gare nel X Municipio.

La scelta lascia due effetti duraturi. L’Ostiamare ottiene una sede nel territorio per il campionato professionistico. Il patrimonio comunale conserva un Giannattasio riqualificato quando il club rientrerà all’Anco Marzio.

La stessa scansione temporale compare su la Repubblica e La Capitale: Giannattasio durante i lavori e Anco Marzio come destinazione stabile.

Spesa e tempi non hanno ancora numeri pubblici

L’atto capitolino indica una compartecipazione economica dell’Ostiamare. Non specifica la quota della società, la spesa complessiva, l’appalto o la data di consegna. Il fascicolo pubblicato definisce le opere e il dipartimento incaricato senza chiudere le quote finanziarie e le scadenze.

Il cronoprogramma non era allegato al comunicato societario consultato il 10 luglio. Il calendario della prima gara interna dipenderà dall’esecuzione materiale, dai collaudi, dai pareri e dal provvedimento finale di omologazione.


Adnkronos collega l’annuncio del club all’avvio degli interventi. Gazzetta Regionale qualifica il provvedimento come apertura dell’omologazione. Le due conferme sostengono la stessa sequenza: sede decisa e abilitazione ancora da completare.

Il precedente di aprile e la scelta del Giannattasio

Il 27 aprile Sbircia la Notizia Magazine aveva dedicato un articolo al ritorno dell’Ostiamare in Serie C dopo 35 anni. Quel servizio si fermava al titolo sportivo e agli obblighi di iscrizione. La decisione sul Giannattasio aggiunge ora la sede casalinga e il mandato comunale per adeguarla.

Il collegamento editoriale è Ostiamare in Serie C: De Rossi e il ritorno dopo 35 anni. La promozione e l’omologazione appartengono alla stessa stagione. Le pratiche rimangono separate.

Il club passa dalla conquista del campionato alla gestione di un requisito che coinvolge biglietteria, calendario, sicurezza e produzione televisiva. La casa delle partite entra nella programmazione sportiva quanto la rosa e lo staff.

Gli atti da chiudere prima della prima gara

Il Dipartimento Sport deve convertire l’atto di Giunta in affidamenti e lavori. A cantiere ultimato seguiranno collaudi, autorizzazioni di pubblico spettacolo e omologazione sportiva. Soltanto allora il Giannattasio avrà il titolo per ospitare la gara.


Il margine temporale è stretto perché la Serie C impone un calendario nazionale e una produzione televisiva regolata. Ogni ritardo su illuminazione, settore ospiti o certificazioni ricade sulla sede effettiva delle prime giornate casalinghe.

La decisione politica è già presa. La parte esecutiva deve tradurla in uno stadio autorizzato. Separare volontà e titolo amministrativo impedisce di trattare l’annuncio come omologazione già ottenuta.


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 Junior Cristarella

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