La Fabbrica dei Suoni, l’officina che trasforma la musica in un incontro


Non è una scuola di musica, non è un negozio di strumenti, non è una sala da concerto. È un concetto che Mattia Sismonda ha nel cuore, perché tutto ciò che non avrebbe voluto replicare è stato il motore de La Fabbrica dei Suoni. Un’impresa sociale che in Piemonte a Boves, Venasca e Costigliole Saluzzo – in tre gusci rimasti vuoti e restituiti agli abitanti – avvicina bambini e famiglie a tutto ciò che risuona. «Sono un musicista classico, con la mia viola mi sono esibito su palcoscenici in tutto il mondo», racconta, «ma c’è una cosa che mi ha sempre fatto pensare: la distanza siderale che si percepisce in una sala da concerto tra l’orchestra e quella parte di pubblico che, per storia personale o opportunità mancate, non ha ricevuto un’educazione all’ascolto. Me lo sono sentito dire innumerevoli volte da amici e parenti: “Non veniamo ai concerti perché non siamo in grado di apprezzarli”. È una frase che brucia ancora».

Il Giardino dei Suoni a Costigliole Saluzzo.

Oggi, insieme ai soci e ai dipendenti della cooperativa di cui è il presidente, in una vecchia fabbrica di lavorazione del legno, in un’ex filanda e in un’antica dimora signorile, accompagna studenti e famiglie lungo percorsi museali didattici interattivi. Qui si può scoprire come nascono suoni e rumori, quali strumenti appartengono a culture lontane e come una manciata di giochi in un giardino, muovendosi all’unisono, possa creare un’armonia.

Un giardino segreto, che suona

A Costigliole Saluzzo, 3.300 abitanti in provincia di Cuneo, dietro il parco giochi che si affaccia sulla biblioteca comunale, c’è un giardino segreto che sembra uscito dal romanzo di Burnett. È la sede degli uffici de La Fabbrica dei Suoni e da pochissimo è anche la location di un parco sonoro di grande fascino: Il Giardino dei Suoni. Mattia Sismonda, oltre a essere uno dei due fondatori della cooperativa sociale, è il presidente del Conservatorio Ghedini di Cuneo: «Era il 2003 quando l’allora amministrazione comunale aveva deciso di recuperare questa villa nobiliare, Palazzo La Tour. Di proprietà di una famiglia della Valle d’Aosta, era stato ceduto a inizio Novecento al Comune, che in un primo tempo l’aveva trasformato in asilo. Poi, una volta persa questa destinazione d’uso, era stato definitivamente abbandonato». Con l’inizio degli Anni Duemila, arrivano ipotesi di rigenerazione – ristorante stellato, enoteca, vetrina di prodotti tipici -, ma non se ne fece nulla, «a eccezione di una bella fiera florovivaistica che per un giorno all’anno apriva questo spazio alla comunità».

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NELL’ITALIA DEI PAESI-PERSONA


La Fabbrica dei Suoni è arrivata qui nel 2019 grazie a un accordo di gestione siglato con il Comune. «Immagina una cascina che stava crollando», racconta, mostrando le fotografie dell’edificio prima della ristrutturazione. «Eravamo pieni di buoni propositi, ma è arrivata la pandemia. Eppure, è grazie a quel periodo che al nostro rientro abbiamo iniziato a guardare il giardino con occhi nuovi». Ora il grande prato tagliato di fresco con un ampio pergolato e gli alberi tutto attorno è costellato di giochi intonati, strumenti musicali outdoor che insieme compongono una scala musicale, un metallofono, un set di percussioni e un pianoforte da suonare con i piedi, saltellando: «Li abbiamo fatti arrivare dagli Stati Uniti grazie a fondi dell’8 per mille della Chiesa valdese con la compartecipazione della Fondazione Crc. Da qualche settimana li abbiamo inaugurati come proposta di attività rivolta ai centri estivi, ma immaginiamo una fruizione per l’intera comunità».

Grazie ai fondi Pnrr, anche le pertinenze di Palazzo La Tour sono state recuperate: accanto agli spazi di lavoro della cooperativa, c’è Il Teatro dei Suoni che ospita una rassegna per famiglie, in un’ala del porticato sorgerà un punto accoglienza e già s’intravede uno scivolo interno che collega il piano superiore al grande salone d’ingresso. Ma il percorso di rigenerazione avvenuto a Costigliole Saluzzo è soltanto l’ultima di una serie di riattivazioni realizzate da La Fabbrica dei Suoni.

La “fabbrica” che rigenera spazi

Per ricostruirne la genesi, occorre fare un passo indietro e risalire al 2004, quando, insieme al collega Cristiano Cometto (oggi direttore della Fondazione di Alto perfezionamento musicale di Saluzzo), Sismonda decide di realizzare a Venasca qualcosa che aveva visto soltanto in Austria, alla House of Music di Vienna, in una delle sue tournée da violista. «Un incrocio tra laboratorio e museo, esposizioni e attività scientifiche, mai statico, in cui ascoltare, generare e toccare la musica, rispondere agli stimoli sonori e interagire con essi».

L’intuizione è vincente, il luogo lo è ancora di più: una ex area industriale che aveva dato lavoro a molte persone prima di chiudere e costringere il paese a reinventarsi. È qui che nel 2007 nasce La Fabbrica dei Suoni, il primo percorso esperienziale dedicato alla scoperta del mondo sonoro. Da allora accoglie ogni anno migliaia di studenti e famiglie, invitandoli a sperimentare la musica attraverso installazioni interattive, giochi sonori e ambienti immersivi.

Il Giardino dei Suoni a Costigliole Saluzzo.

Nel 2013, è tempo di rilanciare, questa volta a Boves, su richiesta del Comune e della Regione Piemonte che volevano recuperare un’ex filanda. A distanza di più di dieci anni, la missione può dirsi compiuta. Al suo interno, è possibile addentrarsi in due percorsi museali: L’Atlante dei Suoni, per viaggiare con la musica nei cinque continenti, attraverso i ritmi che caratterizzano le diverse culture, e La città di Cumabò, per giocare con il mondo sonoro in ambienti molto familiari e comuni come la cucina, il mare, il bosco e la città.


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L’emozione di una corda che vibra

Sono trascorsi quasi 20 anni da quell’idea folle di immaginare nuovi sentieri per avvicinare alla musica. Che impatto ha avuto sul territorio? «Non saprei dirlo con i numeri», dice Sismonda. «È difficile misurare l’emozione che si prova di fronte alle corde di un contrabbasso che vibra. Ma se anche soltanto uno dei bambini che oggi vengono in visita non avrà timore da adulto a entrare in una sala da concerto, io sarò felice».

Le fotografie sono de La Fabbrica dei Suoni

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 Daria Capitani

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