La ricapitalizzazione di Acqualatina? «Non era nell’ordine del giorno dell’assemblea dei soci di venerdì scorso e non lo sarà neppure in quelle prossime». Il problema c’era ed era serio ma è stato affrontato e risolto «senza comunicati stampa». Non si è fatta attendere la presa di posizione dei Comuni che hanno votato contro il Bilancio. (Leggi qui: Acqualatina approva il bilancio. Ma il voto contrario racconta una storia più lunga. E qui: Acqualatina, dietro il si al bilancio le nuove tensioni tra Forza Italia, FdI e Lega).
Ad approvarlo sono stati i Comuni governati da Forza Italia, dal PD e delle liste civiche a loro vicine: ci sono riusciti in Seconda convocazione grazie al voto ponderato del socio di minoranza Idrolatina (e dunque Italgas spa). Un voto che ha acuito sul piano politico la frattura nel centrodestra tra Forza Italia da una parte e Fratelli d’Italia e Lega dall’altra, sulla gestione della principale azienda pubblico-privata nel territorio pontino.
Mignano: «I 16 comuni hanno detto una mezza verità»
L’avvocato Giacomo Mignano è considerato il consigliere giuridico della sindaca di Latina Matilde Celentano e, indirettamente, del principale Partito che la sostiene in Piazza del Popolo: Fratelli d’Italia. Venerdì scorso era presente ai lavori dell’assemblea dei soci di Acqualatina.
Mignano sostiene che i comuni di Roccagorga, Sezze, Nettuno, Anzio, Cisterna di Latina, Cori, Lenola, Castelforte, Monte San Biagio, Norma, Fondi, Itri, San Felice Circeo, Gaeta, Formia e Sabaudia abbiano detto «una mezza verità» quando hanno motivato il loro voto contrario citando l’utile di 8,5 milioni. I sindaci civici, di Forza Italia e del PD parlavano di una rinegoziazione dei mutui che aveva «permesso una maggiore liquidità per il pagamento dei fornitori che, insieme alle banche, continuano di fatto a finanziare Acqualatina».
Il rappresentante del Comune di Latina precisa che la ricapitalizzazione «non è più all’ordine del giorno» dopo la presa d’atto della volontà di gran parte dei comuni di non poterla sostenere con i propri bilanci. E tanto meno di farla pagare ai cittadini con l’adeguamento tariffario.
Il mutuo rinegoziato
Ma cosa è avvenuto nel frattempo? La società idrica ha rinegoziato il mutuo acceso il 23 maggio 2007 per un prestito di 114 milioni di euro con l’irlandese Depfa Bank, destinato all’ammodernamento della rete idrica nell’Ato 4. Il debito fu successivamente ceduto al fondo tedesco Fms Wertmanagement e da questo prelevato nei mesi scorsi dalla Banca Popolare di Milano.
A seguito di questa rinegoziazione Acqualatina fino al 2031 (l’anno successivo terminerà la sua attività industriale) avrà rate più leggere, dovendo pagare solo la quota interessi.
La ricapitalizzazione è quindi questione chiusa perché nel bilancio 2025 i residui attivi (le bollette non versate nelle date richieste) sono scesi da 167 a 145 milioni di euro. Insomma, nonostante l’ARERA lo autorizzi, non ci sarà alcun aumento tariffario. Almeno per ora. E questo grazie a un mutuo rivisto e a una lotta alla morosità che «comincia a produrre qualche effetto».
Sarubbo esulta. Mignano replica
Le precisazioni di Mignano sono arrivate dopo la polemica sollevata dal segretario provinciale del PD Omar Sarubbo: «L’esito del voto sul bilancio conferma, numeri alla mano, quanto sosteniamo da tempo: non c’era alcuna emergenza finanziaria, il rischio fallimento evocato in questi mesi era solo un pretesto. Sia l’aumento del 9% delle bollette, sia la ricapitalizzazione da 30 milioni a carico dei Comuni, si sono rivelate richieste prive di reali giustificazioni».
Lo ha ribadito, con formula analoga, lo stesso rappresentante del Comune di Latina: accusato insieme a quello di Terracina di aver cavalcato lo «scenario catastrofico dai vertici societari». «È vero che la società non sta fallendo — osserva Mignano — ma perché siamo intervenuti a fari spenti».
Il PD ribadisce la bontà del voto contrario: «Abbiamo fatto bene a non credere alla narrazione di Fratelli d’Italia e della Lega che per mesi hanno insistito sulla necessità dell’aumento di capitale e delle bollette, per poi fuggire dal confronto e rimandare la discussione a una primavera 2026 che non è mai arrivata perché non vi era alcuna reale urgenza». E aggiunge: «Il bilancio è stato approvato solo ed esclusivamente grazie al voto ponderato e al peso del socio privato. Non siamo di fronte a un governo dei Comuni, ma a un asse di forza marchiato politicamente da Fratelli d’Italia e blindato dal socio privato».
Minturno assente dal fronte dei ribelli
Dall’assemblea di venerdì emergono intanto alcuni particolari interessanti. Ha fatto molto rumore l’assenza di Minturno dall’elenco dei Comuni che hanno votato contro il bilancio 2025. Il sindaco Gerardo Stefanelli, nonostante Forza Italia e PD facciano parte della sua maggioranza, si è defilato con un’astensione delegata al rappresentante del Comune di Castelforte che, a guida Forza Italia, ha votato contro.
Mancava anche Santi Cosma e Damiano, il cui sindaco Franco Taddeo è uno dei fedelissimi del coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Claudio Fazzone. E Taddeo senior è uno dei sindaci che non è mai stato tenero nei confronti di Acqualatina. Da giorni l’acqua a Santi Cosma e Damiano e a Castelforte non arriva regolarmente per la rottura di una pompa di sollevamento alla sorgente di Capodacqua a Spigno Saturnia.
Consumatori esclusi, la rabbia dell’OTUC
Come nelle migliori favole di Esopo, l’approvazione del bilancio ha insegnato che i rapporti con i consumatori si sono subito deteriorati. Il riconfermato presidente dell’OTUC — l’organismo che raggruppa le principali associazioni dei consumatori di Acqualatina — Antonio Villano ha dovuto registrare come «una nostra istanza costruttiva sia stata cestinata».
Si riferisce a una lettera inviata al responsabile della segreteria tecnico-operativa dell’Egato 4, Umberto Bernola, subito dopo la sua riconferma avallata dall’ex presidente della Provincia Gerardo Stefanelli: chiedeva un tavolo tecnico prima dell’approvazione del bilancio.
«Avremmo voluto concertare una serie di priorità in tema di potenziamento delle reti idriche, di lotta alla morosità e di aiuto alle categorie sociali più fragili — ha commentato sconsolato il professor Villano. — Ma nessuno ha avuto tempo e modo per risponderci. Peccato».
Giovedì sera ai «24mila Baci»
Sul piano politico, l’approvazione del bilancio ha confermato l’esistenza di due blocchi nell’assemblea dei soci: PD e Forza Italia da una parte, Lega e Fratelli d’Italia dall’altra. In FdI cresce l’attesa per ciò che dirà giovedì sera, alle 19.30, il riabilitato consigliere regionale Enrico Tiero, che recupera presso la discoteca 24mila Baci di Latina la festa che lo scorso dicembre avrebbe dovuto servirgli per scambiare gli auguri natalizi al suo popolo delle «16mila preferenze».
«Fratò» è molto arrabbiato con il Partito da cui si è autospeso lo scorso ottobre in seguito all’inchiesta della Procura di Latina con l’ipotesi di reato di corruzione. Un’arrabbiatura legata al fatto che FdI non gli ha restituito i gradi di vice coordinatore regionale né la presidenza della potente Commissione Sviluppo Economico e Attività Produttive al Consiglio della Pisana.
I pettegolezzi dicono che Tiero sia accreditato per un approdo in Futuro Nazionale, ma l’interessato sa per primo che la gran parte del suo elettorato non lo seguirebbe. Il consigliere regionale è consapevole anche che la sua ricandidatura nel Partito di Giorgia Meloni alle Regionali del 2028 non è garantita con un processo giudiziario ancora aperto. E se ad abbracciare il generale Vannacci fosse invece un altro consigliere regionale pontino, eletto nella Lega e poi approdato in Forza Italia, come Angelo Tripodi?
In questa vicenda, chi ben comincia sarà a metà dell’opera.
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