Grimaldi (Alis), “Chiusura Hormuz ha cambiato tutto”


(Adnkronos) – La chiusura dello stretto di Hormuz “ha cambiato tutto perché oltre il 20% del petrolio mondiale passa attraverso quello stretto, ma soprattutto ha determinato un extra costo portando il prezzo del carburante quasi a raddoppiare: lo abbiamo visto quasi arrivare a una soglia di 120 dollari al barile”. Lo ha detto Guido Grimaldi, presidente Alis, a margine di ‘L’impatto degli scenari geopolitici sulla logistica e sulle filiere industriali’, l’appuntamento ospitato nella masseria Li Reni a Manduria, in provincia di Taranto, e organizzato da Alis, l’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile. I panel, moderati dal giornalista Bruno Vespa, coinvolgono rappresentanti del mondo delle imprese, stakeholder e Istituzioni che si confrontano su temi di attualità legati alla competitività della logistica e delle filiere strategiche senza dimenticare la situazione geopolitica, energetica ed economica, con particolare riferimento all’economia del Sud e della Puglia.  

“Noi abbiamo sofferto in prima persona” la chiusura dello stretto di Hormuz “perché una nostra nave, la grande Torino, è stata per tanti mesi bloccata in quel porto e un ringraziamento va fatto a tutti i marittimi che hanno trascorso dei momenti sicuramente non facili”, ha aggiunto Grimaldi, evidenziando che le ripercussioni sui costi si sono attenuate, “ma ancora abbiamo un aggravio di costo molto, molto pesante e lo vediamo sul costo della benzina”. “Le aziende di trasporto logistiche hanno sicuramente come prima voce di costo il carburante, quindi il danno è enorme – ha sottolineato -. Abbiamo tante aziende che fanno parte di Alis che comunque hanno denunciato gli extra costi e devo dire che il governo ha dato delle risposte col taglio delle accise che è stata una misura che ha aiutato e ha sostenuto” il settore, “però purtroppo non basta perché ci sono state delle riduzioni su quelli che sono i margini delle nostre imprese”, ha proseguito Grimaldi. 

“Sono state annunciate proprio qui qualche anno fa delle nuove tratte molto strategiche che dai porti di Bari e di Brindisi arrivano ai porti greci di Igoumenitsa e Patrasso. Sono dei corridoi che dai Paesi dei Balcani raggiungono l’Italia, ma poi possono proseguire anche per la Spagna con altre linee intermodali”. Grimaldi ha poi ricordato che “si è puntato molto sul traffico intermodale logistico con l’autostrada del mare da e per la Turchia. Oggi grazie ad Alis, al gruppo Grimaldi e a tutti gli associati che fanno parte di questa associazione, abbiamo raggiunto una quota di mercato che va oltre il 60%”. 

“I dati dimostrano che il Sud sta crescendo di più rispetto al Nord, quindi direi che siamo diventati o ritornati a essere la locomotiva di questo Paese -ha detto il presidente Alis-. Il Paese ha bisogno di un Sud che traina e non di un Sud trainato – ha ricordato – qui abbiamo tantissime aziende che dimostrano la grandezza e l’eccellenza del nostro Made in Italy ma soprattutto del Made in Sud”.  


L’appuntamento organizzato dall’associazione è una occasione per “fare un bilancio della nostra associazione, di quello che abbiamo fatto in un momento così difficile, in un momento geopolitico che con le sue tensioni ha provocato degli extra costi per la logistica dovuti chiaramente principalmente al caro carburante”, ha ribadito Grimaldi, evidenziando che “la resilienza, la forza e tutto sommato anche la tenacia e il coraggio dei nostri imprenditori sono stati dimostrati perché ancora una volta la nostra manifattura, le nostre industrie non hanno assolutamente risentito e questo perché abbiamo delle eccellenze del trasporto nella logistica”. 

Sul sistema europeo di scambio delle quote di emissione Ets “la situazione è delicatissima” in quanto “è una tassa devastante che ha punito i cittadini europei stessi. È un atteggiamento autolesionista che ha portato a tassare tutti quegli imprenditori che lavorano in Europa, non capendo che si sarebbe dovuto procedere verso una eventuale fig globale invece che parlare di una tassa regionale europea che ha tassato cittadini ed imprese europee”, ha detto. “Condividiamo il progetto lodevole di una transizione ecologica – ha aggiunto -, ma deve avvenire attraverso ricerche e sviluppo, attraverso nuove tecnologie non solo attraverso una tassazione europea, perché dobbiamo ricordare che le tasse e le emissioni prodotte in Europa sono solo il 7%, quindi andare a tassare solo e tutto ciò che passa, parte e arriva in Europa, quando poi c’è un 93% di emissioni che non viene assolutamente intaccato, non è modo per arrivare a una transizione globale”.  

Grimaldi si dice fiducioso perché “un imprenditore deve essere per natura ottimista”. “Vedremo – ha proseguito – cosa accadrà tra il 15 e il 18 luglio” quando si prevede la revisione della tassazione. “Se non succederà nulla, purtroppo la competività delle nostre imprese, e soprattutto dei nostri mercati dei nostri settori, peggiorerà come accaduto per la manifattura tedesca o per il settore automobilistico. Questo atteggiamento ideologico ha danneggiato, ha distrutto quasi un settore, quindi le prospettive non sono assolutamente incoraggianti, ci auguriamo che con l’Ets cambi qualcosa”, ha auspicato Grimaldi ,evidenziando che “si parla della possibilità di escludere da questa tassa le grandi isole perché, parliamoci chiaramente, la Sardegna e la Sicilia evidentemente, per i problemi di continuità territoriale che hanno, dovrebbero essere esentate e se accadesse sicuramente sarebbe una cosa estremamente positiva perché aiuterebbe molto il concetto dell’insularità. Il vero problema è la concorrenza sleale perché oggi non puoi tassare il mare, che qui è sicuramente la modalità più virtuosa e più ecologica, e non tassare tutto strada – ha fatto notare Grimaldi – e aver posticipato l’Ets sulla strada, ha sicuramente creato una concorrenza sleale nei confronti del settore più virtuoso”. 

“La missione bilaterale che è stata fatta tra l’Italia e la Turchia con il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi e il suo omologo turco è stata molto utile. Il nostro gruppo vuole potenziare la tratta attraverso una nuova linea che parte sempre dal porto di Trieste – ha aggiunto – Bari è già collegata attraverso il porto di Patrasso e stiamo studiando delle altre linee per potenziare i traffici da e per la Turchia che rappresentano un’occasione perché la Turchia è porta di accesso, di transito o destinazione dei traffici per tutto il Far East, con la via della seta si può arrivare fino alla Cina”.  

“Quindi ci sono già dei treni intermodali che partono dalla Cina per arrivare nei vari porti che noi tocchiamo passando da Ankara e che possono essere ben collegati attraverso le linee del gruppo Grimaldi che collegano poi tutta Italia e tutta Europa”, ha concluso. 


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