Il Lazio della bonifica torna da Roma con un riconoscimento in tasca

Le assemblee nazionali producono documenti, dichiarazioni, protocolli. Raramente producono riconoscimenti espliciti a singole realtà regionali. All’assemblea nazionale dei Consorzi di Bonifica che si è svolta nei giorni scorsi sul tema «L’acqua è strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace» il sistema laziale della bonifica non si è limitato a partecipare. È stato citato, nominato, indicato come esempio. Da soggetti istituzionali diversi, in momenti diversi dei lavori, senza che la delegazione laziale dovesse chiederlo.

Il riconoscimento della Città Metropolitana

Il primo segnale è arrivato in apertura di lavori. Francesco Nazzaro, Capo di Gabinetto della Città Metropolitana di Roma Capitale, ha scelto di aprire il panel iniziale citando la collaborazione costruita con il Consorzio di Bonifica Litorale Nord, presieduto da Niccolò Sacchetti. Una indicazione specifica di quella sinergia come «esempio concreto di concertazione istituzionale capace di garantire risultati tangibili nella manutenzione del territorio e nella prevenzione del rischio idrogeologico».

La Città Metropolitana di Roma è il soggetto istituzionale più complesso e più carico di tensioni politiche dell’intera regione. Quando il suo Capo di Gabinetto, in apertura di un’assemblea nazionale, sceglie di citare un Consorzio di bonifica come modello di lavoro, sta descrivendo un metodo che funziona.

Lorenzo Casini (Foto: Paolo Cerroni © Imagoeconomica)

Il secondo riconoscimento è venuto dal professor Marco Casini, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale. Casini ha descritto il rapporto con ANBI Lazio e con i Consorzi regionali come «strutturato, continuo e proficuo»: tre aggettivi che, nel linguaggio istituzionale, pesano. Strutturato significa che non dipende dalle persone ma dai protocolli. Continuo significa che non si interrompe tra un’emergenza e l’altra. Proficuo significa che produce risultati misurabili.


«Con i Consorzi del Lazio e con ANBI Lazio esiste un confronto costante che, nel tempo, ha saputo tradursi in una collaborazione concreta, capace di dare risposte efficaci ai territori sia sul fronte della prevenzione del rischio sia su quello della tutela e della gestione della risorsa idrica», ha detto Casini. È la descrizione di un sistema che ha costruito credibilità nel tempo, non per decreto ma per accumulo di risultati.

Righini, le pubblicazioni e il gesto che vale di più

L’assessore regionale Giancarlo Righini era presente con la delegazione laziale e ha portato all’assemblea il peso istituzionale della Regione. Ha ribadito che «l’eccellenza del Made in Lazio e la qualità delle produzioni agricole non potrebbero essere garantite senza il lavoro quotidiano dei Consorzi di bonifica» e ha anticipato nuovi investimenti e ulteriori finanziamenti per rafforzare il sistema.

Ma il gesto più significativo è stato un altro. Righini ha consegnato pubblicazioni al moderatore della giornata (Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera) al segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, al presidente nazionale ANBI Francesco Vincenzi, al direttore nazionale Massimo Gargano e al direttore regionale Andrea Renna. Non è un dettaglio protocollare: è il modo in cui si porta un territorio al centro di una discussione nazionale, lasciando qualcosa di concreto nelle mani di chi quella discussione la guida.

La delegazione e il modello

I direttori delle Bonifiche del Lazio

Il Lazio era presente con tutti i presidenti dei Consorzi: Niccolò Sacchetti per il Litorale Nord, Lino Conti per il Lazio Sud Ovest, Gianluca Pezzotti per l’Etruria Meridionale e Sabina, Daniele Pili commissario straordinario per i Consorzi della provincia di Frosinone. Con loro i direttori Andrea RennaTullio CorboVincenzo Gregori e Aurelio Tagliaboschi.

A sintetizzare il senso della presenza laziale è stato Renna: «Il rapporto con la Regione Lazio, con le istituzioni e la sinergia costruita con tutte le realtà del territorio rappresentano oggi la forza della governance dei Consorzi di bonifica del Lazio. È un modello che sta dimostrando di funzionare, riconosciuto dalle istituzioni per la capacità di programmare, progettare e realizzare interventi efficaci».


Il Lazio è arrivato all’assemblea nazionale con numeri concreti: 15 milioni investiti nel 2025, 18 previsti nel 2026, impianti irrigui dichiarati per la prima volta di interesse regionale, cantieri aperti in Ciociaria nel pieno dell’emergenza siccità. Ne è tornato con qualcosa di più difficile da quantificare ma altrettanto prezioso: la reputazione di un sistema che sa fare quello che promette.

La dimostrazione di Castrocielo

La dimostrazione concreta di quella sintonia operativa tra Regione e Anbi è arrivata a stretto giro lo scorso fine settimana. A Castrocielo. Lì è stato presentato un progetto che metterà fine alla storia del laghetto che appare e sparisce e poi ricompare‘. È il laghetto di Capodacqua che ciclicamente, ogni quattro anni, sparisce e rimane in secca per poi riapparire l’anno successivo.

Ora, con oltre 9 milioni di euro sarà possibile dare una concreta risposta a quella ed a tutte le criticità irrigue che da anni si registrano nel comprensorio di Aquino, Castrocielo e Piedimonte San Germano, nella parte sud della provincia di Frosinone. È stato presentato, presso il Monacato di Villa Euchelia a Castrocielo, il progetto di rilancio proprio del lago di Capo d’Acqua.

I lavori riguarderanno le sorgenti di Capo D’Acqua e lo straordinario finanziamento si è reso possibile grazie a Regione Lazio e Masaf (Ministro Agricoltura).

Il progetto

Una volta avvenuta l’approvazione del progetto ed il suo finanziamento, i punti cardine del progetto sono stati presentati dai tecnici del Consorzio di Bonifica Valle del Liri di Cassino. Lo ha fatto il direttore Aurelio Tagliaboschi seguito dal Direttore Tecnico dell’Ente di Cassino, Paolo Burla.


Il progetto prevede la stabilizzazione ecologica e volumetrica del Monumento Naturale Aquinum incrementando la capacità di invaso di 17.000 metri cubi attraverso l’impermeabilizzazione del fondo e l’integrazione dei pozzi di emergenza drenanti. Una complessa opera di ingegneria ambientale che è stata sviluppata per arginare le fasi di magra estrema che hanno interessato l’area. Oltre a questo, verrà modernizzata l’infrastruttura di rete a valle puntando all’efficientamento energetico con la creazione di una mini-centrale elettrica.

Il DG Anbi Andrea Renna

Dobbiamo puntare sempre meglio alla cultura del fare, alla coerenza” ha evidenziato il Direttore Generale Andrea Renna. “È ciò che colma la distanza tra ciò che si dice e ciò che si fa e che, plasticamente, nel Lazio. I Consorzi di Bonifica registrano in positivo grazie alle attività volute dall’Assessore Righini che una volta ascoltato le necessità del settore ha saputo fornire le risposte come quella ottenuta a Capo d’Acqua”.

A conclusione dei lavori è stato proprio l’assessore Giancarlo Righini a riconoscere il ruolo di cerniera positiva di Anbi Lazio. Ne ha esaltato le capacità progettuali: di tutti i Consorzi di Bonifica laziali ed in special modo di quello di Cassino. Lo ha fatto “confermando disponibilità ed individuazione di ulteriori risorse per attività come quella presentata a Castrocielo. Lì c’era bisogno di far rinascere un lago ed una opera di riqualificazione ambientale attesa da troppi anni anche e soprattutto per garantire l’irrigazione nella zona dove numerosissimi imprenditori agricoli forniscono produzioni di pregio e qualità”.


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