Cosenza. Incendio a Ecologia Oggi. Dice il saggio: “Se sei troppo chiacchierato cosa c’è di meglio di un bell’attentato?”



Dice il saggio: “Se sei troppo esposto e chiacchierato cosa c’è di meglio di un… bell’attentato?”. Diciamocelo francamente: la storia della presunta intimidazione a Ecologia Oggi nel “cantiere” di via Popilia, pur con tutte le fiamme e il fuoco che ha “prodotto”, fa acqua da tutte le parti. Specie all’indomani della richiesta di rinvio a giudizio della Dda di Catanzaro per traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale. E magari anche delle vicende del Cosenza Calcio che lo vedono protagonista in negativo con tanto di accuse – neanche troppo velate – di autoriciclaggio.

Ma perché qualcuno dovrebbe volere così male a Guarascio da prendersi la briga di aspettare le tre di notte, entrare nel suo “cantiere” e appiccare il fuoco a tutto? E perché – se proprio ci fosse qualcuno che lo odia a tal punto – avrebbe aspettato addirittura 16 anni prima di esternare questo fastidio nei suoi confronti? Guarascio detiene il monopolio della raccolta dei rifiuti a Cosenza dal 2009-2010 e, almeno a Cosenza, non era mai accaduto che qualcuno gli incendiasse qualcosa nonostante ci fossero stati anche momenti di tensione altissima con i lavoratori e con i sindacati. Quanto al calcio, suvvia, sarebbe meglio stendere un velo pietoso: se davvero potesse bastare un attentato per mandare via Guarascio, credete davvero che qualcuno avrebbe aspettato tutti questi anni? Per non parlare di un tragicomico quanto grottesco riferimento a una non meglio precisata ‘ndrangheta, che non si capisce perché dovrebbe “attaccare” Guarascio e particolarmente in questo periodo storico ma questo è quello che ci propinano i media di regime sotto dettatura delle… questura e della procura che notoriamente fanno i cani da guardia alla malapolitica e all’imprenditoria borderline per usare un eufemismo.

Ma sono tante le cose che non quadrano rispetto a questa vicenda. Basta farsi un giro nei dintorni del “cantiere” precisamente in via Pietro Nenni, dentro il quartiere di via Popilia. C’è una signora anziana seduta davanti alla porta della sua casa: “L’incendio? Devi andare vicino aru jume… adduvi jettanu a munnizza…”. Beh, di regola non dovrebbero buttarli là i rifiuti perché quella è la sede operativa adibita anche a deposito dei mezzi, ma evidentemente la vecchia signora c’ha visto lungo e forse da quelle parti lo sanno tutti che spesso e volentieri, quando i centri di stoccaggio latitano o sono chiacchierati, la spazzatura resta negli autocompattatori o – ancora peggio – viene adagiata al suolo in qualche lato del “cantiere”. Perché, di regola, è vietato anche nei centri di stoccaggio buttare spazzatura senza usare appositi teli. E – benedica – le notizie riguardanti gli sversamenti illeciti di rifiuti in quelle che dovrebbero essere… isole ecologiche a Cosenza non mancano. Mancano però le Autorizzazioni Uniche Ambientali rilasciate dalla Provincia nel pieno silenzio del presidente, tale Faragalli, che però ci tiene a farsi notare nelle contestazioni della tifoseria…

Per esempio, quelle che riguardano l’ex mercato ortofrutticolo di Vaglio Lise. Non è un mistero che quel sito sia “chiacchierato”, ovviamente non dalle forze dell’ordine (che hanno altro… da fare, sic!) ma dai cittadini che non sopportano questa infinita arroganza.

Ma visto che siamo come San Tommaso e quindi abbiamo bisogno di vedere e di toccare, ecco che arriviamo nei pressi del “cantiere” e, con tutto il rispetto, l’odore che ancora si sente fortissimo non somiglia affatto a quello di 9 mezzi andati in fumo ma è molto più compatibile con un incendio misto tra carcasse in fumo e rifiuti non meglio identificati evidentemente anche loro andati in fiamme. E non necessariamente perché qualcuno gli ha dato materialmente fiuoco.

Nel capitolato d’appalto c’è scritto testualmente che l’appaltatore “avrà l’onere di dotarsi di una sede operativa che quale che sia la sua articolazione geografica dovrà essere composto da…

Dunque, si parla espressamente anche di “prevenzione incendi” perché lo sanno tutti che – se depositi cumuli di rifiuti da qualche parte, all’interno di questi cumuli la temperatura cresce a dismisura, specie quando si arriva in piena estate, e può capitare che questi rifiuti si incendino per autocombustione. E’ capitato appena un anno fa a Lamezia. proprio in uno degli impianti di Ecologia Oggi e in quella circostanza nessuno ha parlato di dolo, proprio per niente, anzi…

In teoria, se a Cosenza ci fosse ancora una mezza parvenza di “giustizia” andrebbero effettuati accertamenti tecnici e ambientali, chiamati a stabilire con precisione anche la natura e la quantità dei rifiuti eventualmente presenti nella sede operativa e nel deposito al momento dell’incendio. Si tratterebbe di un passaggio essenziale sia per valutare l’entità dell’impatto sull’ambiente sia per verificare il rispetto delle norme di sicurezza previste per la gestione della sede operativa. Ma al contrario di come prassi vorrebbe non è intervenuta neanche l’Arpacal: perchè? Ma a Cosenza tutto è possibile per chi ha “santi” in Paradiso e – otto e nove fora maluacchiu – Guarascio li ha, eccome se li ha. 

Ma più in generale il rapporto tra incendi ed Ecologia Oggi non è certo una novità. L’anno scorso a Cetraro somo stati incendiati 10 mezzi dell’azienda di Guarascio epperò, a un anno di distanza dal fattaccio, non è stato individuato alcun responsabile. E andando più indietro nel tempo potremmo tirare fuori altre storie simili accadute nella Locride e a Crotone e guarda caso mai nessun “piromane” è stato assicurato alla “giustizia”. E non sono mai stati chiariti gli oggetti delle intimidazioni. Perchè Ecologia Oggi verrebbe intimidita? E cosa verrebbe richiesto dal malaffare?

Per far quadrare il cerchio, poi, a noi non è per niente passato inosservato che il sindaco della città, quando la notizia ancora non era manco uscita sui siti, si era già precipitato a dichiarare che c’era di mezzo il dolo… E a stretto giro di posta, in pieno stile “due compari” era arrivata la nota di sdegno di Ecologia Oggi che gridava all’attentato. A pensar male si fa peccato – diceva Andreotti – ma spesso ci si azzecca. E siccome Andreotti sarà stato anche vicino alla mafia ma di sicuro era un “saggio”, ci piace chiudere con la stessa frase iniziale. Dice il saggio: “Se sei troppo esposto e chiacchierato cosa c’è di meglio di un… bell’attentato?”. Intelligenti pauca.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Iacchite

Source link

Di