di NICOLA SABATINO VENTURA, già assessore comunale e consigliere provinciale a Catanzaro – Fonte: La Nuova Calabria
Nei prossimi giorni, con un ritardo politico/amministrativo incolmabile, il Consiglio Comunale di Catanzaro discuterà, improvvisando sicuramente molto, di sanità; ma è più corretto dire della ubicazione di un, eventuale, nuovo ospedale sul territorio comunale.
Sarà un dibattito povero di pregio, perché privo del respiro politico fondamentale, che richiederebbe, bensì, la discussione prevista dall’ordine del giorno: un confronto sui temi di politica sanitaria, imporrebbe il dibattito sugli ospedali a Catanzaro, argomento che per vastità e complessità meriterebbe conoscenza di qualità e tanta competenza, per avere capacità di scelta e di decisione da potere contribuire, finalmente, da Catanzaro, alla predisposizione del progetto sanità della Calabria. La nostra Regione, è bene ricordarlo, a distanza di circa cinquant’anni dalla legge di riforma sanitaria, resta, unica in Italia, a non avere definito una programmazione dei servizi sanitari.
Il Consiglio Comunale dell’8 o 9 luglio discuterà con semplicistica attenzione argomenti di grande importanza; è quanto con amarezza prevedo. A Catanzaro, purtroppo, le istituzioni comunali e non solo, marcano un grave, annoso, disinteresse verso la tutela del bene salute. L’Amministrazione Comunale, d’altronde, non ha mai giocato palla nella partita più importante che quotidianamente giocano i cittadini: la difesa della salute. Ha, anzi, in tutti questi anni, abdicato al suo ruolo, forse per non contrariare il governo regionale. La vicenda ospedale Pugliese ne è un’ennesima prova di conferma. Il sindaco, è bene ricordalo, ha un ruolo preciso, non è figura neutra, ma è la massima autorità sanitaria comunale. È il garante del diritto alla salute dei cittadini.
Catanzaro, Capoluogo di Regione, ha il dovere di esprimere posizioni chiare rispetto alle politiche per la salvaguardia della salute. Ha il dovere di svolgere, oserei dire di supplenza, considerato che ciò che riguarda le politiche a tutela del bene salute dei calabresi, i governi della Regione Calabria, le hanno e continuano ad affrontare con grave pressapochismo, mai in modo organico. Le scelte regionali sono sempre state caratterizzate da logiche spartitorie, clientelari e da interessi territoriali. La Calabria, grazie alla grave incapacità programmatoria, occupa l’ultimo posto per la quantità e qualità dei servizi sanitari. L’emigrazione sanitaria dei calabresi ne è la più tragica conferma.
La Calabria ha, nel contempo, prodotto un disavanzo finanziario impressionante, che ha costretto i governi nazionali ad adottare, già da oltre 17 anni, misure straordinarie: contenimento della spesa, programma di rientro dal debito, commissariamento.
IL Consiglio Comunale di Catanzaro avrebbe l’occasione offerta dall’ordine del giorno, per valutare la incapacità di questo governo regionale di destra, che ha molto contribuito a negare il diritto alla salute ai calabresi. In questo quadro drammatico e privo di riferimenti regionali si affronterà la discussione in Consiglio Comunale.
Il Consiglio Comunale dei prossimi giorni non arriva nell’indifferenza. Tale evento è preceduto, in particolare da qualche mese, da un dibattito attraverso i media, sostenuto da personaggi politici, rappresentanti di associazioni e cittadini che si cimentano in una discussione, spesso con onesto impegno, che soffre di estemporanea impulsività, perché non trova alla base la formulazione di proposte organiche concernente l’organizzazione del territorio comunale. Fa eccezione, bisogna dare merito, il contributo offerto dal comitato “L’OSPEDALE AL PUGLIESE”, ottimamente guidato dall’amico Avv. Antonio Ludovico, che ha presentato una pregevolissima idea progetto, elaborata dall’Arch. Cavour, con la quale è chiaramente dimostrata la possibilità di difendere, rilanciandolo, l’attuale presidio Pugliese/Ciaccio, ma, addirittura il recupero a nuova vita di tutta la vasta area che va dallo stadio a Pontepiccolo; comprendendo anche un agevole arrivo dei tifosi allo stadio. Un’idea capace di prendere più piccioni con una fava. Un’idea che potrà essere da battistrada per recuperare a vita la città dei tre colli. (SAREBBE UN CRIMINE CONTINUARE AD ABBANDONARE LA PARTE STORICA DELLA CITTA’: NON SI TRASFERISCE UNA CITTA’, MA LA SI RENDE VIVIBILE E ATTRATTIVA).
Già dieci anni fa, e rimane validissimo l’ operato di un altro comitato pro Pugliese, promosso dall’Avv. Francesco Pitaro (in circa un anno aveva raccolto 20.000 firme), aveva rivendicato tale volontà. Ancora oggi nel corso di un riuscitissimo incontro pubblico, l’Avv. Pitaro, esponente del PD, ha ribadito tale scelta.
Catanzaro non ha bisogno di altro cemento, ma di tanta più qualità da inserire nelle strutture sanitarie già presenti, anche dove sarà necessario ristrutturale.
Mi duole dovere constatare l’assenza di pensiero da parte dei partiti politici; mi riferisco in particolare a quelli di centro-sinistra, a me a cuore. Essi da anni sulle politiche sanitarie si limitano ad enunciazioni di principio, da condividere, ma privi della conseguenziale concretezza della proposta. Infatti, quanto dichiarato, in merito alla vicenda ospedale Pugliese, da dirigenti nazionali, regionali e provinciali del Partito Democratico, anche in qualche caso a nomi di organismi, sono la prova della faciloneria estemporanea.
Un dirigente nazionale del PD, credo si sarà consultato con sé stesso, propone niente di meno tre grandi ospedali a Catanzaro: il mantenimento del Pugliese a viale Pio X, elevandolo a centro di altissima specializzazione; il mantenimento con potenziamento delle prestazioni del Policlinico Universitario a Germaneto, e la costruzione di un aggiuntivo ospedale, a Germaneto, nell’adiacenze del Policlinico.
Tale proposta, priva di ogni argomento di qualità di merito, fuori da ogni possibilità praticabile rispetto a qualsiasi parametro di utilità sanitaria, economica, di oggettiva valutazione che riguarda gli insediamenti ospedalieri, è da ritenersi una trovata demagogica. Il Partito Democratico, organizzazione di altissima qualità politica, ritengo non possa avere partorito tale proposta.
Qualcuno ha scritto, sempre del PD, che la costruzione di un nuovo ospedale nell’area di Germaneto è una scelta degli organismi regionali e provinciali del partito e che tale scelta non potrà essere contestata dal PD di Catanzaro, perché non avrebbe diritto.
Ora non intendo disaminare le affermazioni concernenti il diritto di decisione, che in ogni caso meriterebbero ogni confutazione, perché è la sostanza della decisione, che peraltro non ho notizie sia stata assunta in modo formale da alcun organismo di partito, che m’interessa valutare.
Il PD della Calabria non ha mai licenziato una proposta o un’idea di organizzazione capillare dei servizi sanitari, e ovviamente anche di quelli ospedalieri. Non c’è uno studio di fattibilità rispetto la qualità e quantità di ospedali necessari per la regione, e la loro dislogazione, neanche in linea di massima. Il giorno in cui ciò avvenisse, mi auguro al più presto, sarebbe il risultato di un impegnativo lavoro che in molti avrebbero realizzato: tutti i circoli della Regione, ogni organismo statutario, l’apporto di esperti e quant’altro. A tutt’oggi questo lavoro non è neanche iniziato.
Il Partito Regionale non è, dunque, in condizioni di assumere decisioni serie, rispetto la distribuzione degli ospedali sul territorio. La vicenda Catanzaro, in questo quadro particolarmente deficitario, avrebbe dovuto essere correttamente gestita dagli organismi del PD ai vari livelli, compreso e soprattutto quelli di Catanzaro.
La città intera, la prova è indiscutibile, chiede il mantenimento del Pugliese a viale Pio X. C’è un sentire popolare che riguarda ogni cittadino di diversa collocazione politica. In ogni caso, il regionale del PD avrebbe diritto, forse, e dopo avere ascoltato soprattutto la città di Catanzaro, di dire la sua sull’eventuale necessità di dotare la città di un nuovo edificio ospedaliero. (oggi non ha, come abbiamo visto, questa possibilità perché non ha ancora prodotto nulla rispetto all’organizzazione dei servizi sanitari della Calabria). Ma giammai sulla località del territorio comunale da destinare a tale eventuale opera. Di questa decisione sono titolari i cittadini catanzaresi, che esercitano attraverso il Consiglio Comunale.
Il PD a tuti i livelli, anche regionale, ha il diritto di chiedere ad ogni comune che le strutture sanitarie, compreso gli ospedali, e ovviamente a Catanzaro, ogni garanzia rispetto alla qualità dell’opera, alla fruibilità, alla possibilità di raggiungimento ed accesso e a quant’altro. Ma resta il diritto al Comune della scelta del sito. È una priorità indiscutibile.
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