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Il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera definitivo a una profonda revisione del sistema doganale europeo, destinata a modificare in modo significativo la gestione delle importazioni, con particolare attenzione al commercio elettronico, alla riscossione dei dazi e ai controlli sulle merci in ingresso.
La riforma, illustrata nel comunicato stampa del Consiglio dell’UE del 4 settembre 2026, punta a rendere il quadro doganale più efficiente e adatto ai nuovi flussi commerciali, caratterizzati dalla crescita degli acquisti online e dall’aumento del numero di piccoli pacchi provenienti da Paesi terzi.
Tra le novità più rilevanti figurano l’attribuzione di maggiori responsabilità alle piattaforme di e-commerce, la nascita di un’Autorità doganale europea, la creazione di un centro digitale unico per i dati doganali e l’introduzione di procedure semplificate per gli operatori considerati più affidabili.
E-commerce: le piattaforme diventano responsabili delle importazioni
Una delle principali novità riguarda le piattaforme di e-commerce di Paesi terzi che vendono beni destinati a consumatori dell’Unione: saranno considerate importatori ai fini doganali.
Di conseguenza, non sarà più il consumatore finale a essere il principale soggetto chiamato ad adempiere agli obblighi connessi all’importazione. Saranno invece le piattaforme a dover garantire:
- il corretto svolgimento delle formalità doganali;
- il pagamento dei dazi dovuti;
- la conformità delle merci alle norme dell’Unione europea;
- il rispetto degli obblighi informativi e di tracciabilità previsti dal nuovo sistema.
Nuovo sistema di sanzioni per gli operatori online
La riforma introduce inoltre uno specifico regime sanzionatorio per gli operatori del commercio elettronico che non rispettano gli obblighi doganali.
Le misure previste comprendono:
- sanzioni pecuniarie fino al 6% del valore annuo delle merci importate dall’impresa nell’anno precedente;
- perdita o revoca di determinati vantaggi e semplificazioni doganali;
- possibili limitazioni all’accesso alle piattaforme online nei casi di maggiore gravità.
Il nuovo apparato sanzionatorio è quindi strettamente collegato all’intenzione dell’UE di responsabilizzare maggiormente i soggetti che gestiscono grandi volumi di vendite transfrontaliere.
Piccoli pacchi: arriva una tassa di gestione europea
Per sostenere i costi connessi al crescente numero di spedizioni di modesto valore, sarà introdotta una tassa di gestione a livello UE sui piccoli pacchi.
La misura dovrà essere applicata entro il 1° novembre 2026. L’importo sarà stabilito dalla Commissione europea.
NOTA BENE: La tassa è distinta dall’eliminazione dell’esenzione dai dazi per le importazioni di valore inferiore a 150 euro.
Si tratta, quindi, di due interventi diversi:
- da un lato, viene eliminata l’esenzione doganale per le merci sotto i 150 euro;
- dall’altro, viene introdotto un ulteriore onere di gestione per i piccoli pacchi destinato a coprire i costi dei controlli.
Nasce l’Autorità doganale dell’Unione europea
La riforma istituisce una nuova Autorità doganale dell’Unione europea, con sede a Lille, in Francia, che sarà operativa nel 2027.
L’Autorità avrà il compito di coordinare le amministrazioni nazionali e migliorare la gestione dei rischi. Tra le principali attività rientreranno:
- analisi dei dati relativi alle importazioni e alle esportazioni;
- individuazione delle spedizioni a maggiore rischio;
- definizione dei settori prioritari di controllo;
- coordinamento delle situazioni di crisi doganale a livello europeo.
Un centro doganale digitale unico per i dati sulle merci
Cuore del nuovo sistema sarà il centro doganale digitale dell’UE, piattaforma centrale attraverso la quale importatori ed esportatori potranno dialogare con le autorità doganali.
Il centro raccoglierà dati aggiornati sui movimenti delle merci e consentirà controlli più mirati.
Secondo il Consiglio UE, comunicato stampa del 4 settembre 2026, l’utilizzo della piattaforma diventerà obbligatorio:
- dal 1° luglio 2028 per le imprese di e-commerce;
- dal 1° marzo 2034 per tutti gli operatori.
Procedure semplificate per gli operatori “Trust and Check”
La revisione del quadro doganale introduce anche una nuova categoria di operatori particolarmente affidabili, denominati “Trust and Check”, ossia operatori economici di fiducia e certificati.
Potranno accedere a questo regime le imprese che assicurano un elevato livello di trasparenza sulle proprie attività e mettono a disposizione informazioni complete sulla circolazione e sulla conformità delle merci.
Per ottenere lo status sarà necessario rispettare criteri particolarmente rigorosi.
In cambio, gli operatori potranno beneficiare di importanti semplificazioni, tra cui la possibilità, in determinati casi, di immettere le merci in circolazione nell’UE senza un intervento doganale attivo.
Le prossime tappe della riforma doganale
Dopo l’approvazione definitiva da parte del Consiglio, il Parlamento europeo è chiamato ad approvare formalmente la versione definitiva nel corso di settembre 2026. Seguirà la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
La riforma non produrrà quindi tutti i suoi effetti immediatamente, ma entrerà a regime attraverso un calendario progressivo che coinvolgerà, in momenti diversi, piattaforme di e-commerce, autorità doganali e operatori economici.
Le principali scadenze da monitorare sono:
- entro il 1° novembre 2026: introduzione della tassa di gestione sui piccoli pacchi;
- 2027: avvio operativo dell’Autorità doganale dell’UE;
- 1° luglio 2028: utilizzo obbligatorio del centro doganale digitale per l’e-commerce;
- 1° marzo 2034: estensione dell’obbligo a tutti gli operatori.
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